spesa libri scolastici 2026 2027

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato il decreto ministeriale del 28 marzo che fissa i tetti di spesa della dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di primo e di secondo grado relativi all’anno scolastico 2026/2027. 

E sì, i prezzi salgono: a pesare è soprattutto l'aumento dell'inflazione programmata all'1,5% registrata a febbraio 2026. 

Indice

  1. Quanto si spende: i numeri scuola per scuola
  2. Come spendere meno (sulla carta)
  3. E se i prof superano il tetto di spesa?

Quanto si spende: i numeri scuola per scuola

Per quanto riguarda la scuola secondaria di I grado (scuola media), il primo anno di corso è notoriamente il più oneroso

Scuola media (secondaria I grado):

  • Prima media: 303 euro
  • Seconda media: 121 euro
  • Terza media: 136 euro

Alla secondaria di II grado (scuola superiore) il tetto di spesa sale fino a 346 euro per il primo anno dei licei classici e linguistici e tecnici settore tecnologico ambientale. Leggermente più contenut la spesa per il liceo scientifico e l'istituto tecnico settore economico.

Scuola superiore (secondaria II grado), solo per il primo anno:

  • Liceo classico e linguistico: 346 euro
  • Liceo scientifico: 331 euro
  • Istituti tecnici settore economico: 329 euro
  • Istituti tecnici settore tecnologico ambientale: 346 euro

Come spendere meno (sulla carta)

Questi sono i tetti di spesa, cioè il massimo che i professori possono "caricare" sulle famiglie. Non significa che si spenda sempre tutto, ma nella pratica ci si avvicina spesso. Si può spendere meno? Il decreto prevede due scenari in cui i massimali si abbassano:

  • Testi in formato misto (cartaceo + digitale con contenuti integrativi): −10%
  • Testi esclusivamente digitali: −30%

Il formato digitale puro è quello che fa risparmiare di più, ma nella realtà delle aule italiane è ancora poco diffuso. Molte famiglie preferiscono il cartaceo, molti docenti anche.

E se i prof superano il tetto di spesa?

Il collegio dei docenti e il consiglio di istituto possono deliberare incrementi fino al 20% rispetto ai massimali ordinari, a patto che la decisione sia adeguatamente motivata. Non basta un alzata di mano: serve una delibera con le ragioni scritte.

A controllare che tutto fili liscio ci pensano gli Uffici Scolastici Regionali e i revisori dei conti interni alle scuole.

L'obiettivo dichiarato è garantire il rispetto dei limiti senza però toccare la libertà dei docenti nella scelta dei testi: un equilibrio delicato, che in pratica dipende molto da quanto ogni singola scuola ci tiene davvero.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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