Studenti durante l'esame di Maturità

Diciotto studenti su venticinque sono stati valutati con gravi insufficienze allo scritto di matematica. È accaduto in un liceo scientifico di Torino, dove i quadri della Maturità 2026 hanno scatenato una vera e propria bufera. 

Con punteggi crollati fino a 5/20, l'esito della seconda prova ha compromesso il voto finale dell'Esame di Stato per quasi tutta la classe. Le famiglie, convinte che i risultati siano del tutto sproporzionati rispetto all'andamento del quinquennio, sono sul piede di guerra: hanno già richiesto l'accesso agli atti per visionare le correzioni.

Indice

  1. Le contestazioni: "Mai stati insufficienti prima di oggi"
  2. La risposta della scuola e la trasparenza della correzione
  3. L'appello della preside: "L'esame deve riflettere le vere competenze"

Le contestazioni: "Mai stati insufficienti prima di oggi"

La delusione tra i maturandi è palpabile e si mescola alla rabbia. Nella classe finita al centro del ciclone, la quasi totalità degli elaborati ha ottenuto una valutazione ampiamente sotto la sufficienza, un colpo di grazia per l'esito finale dell'esame. 

Secondo i ragazzi, il metro di giudizio utilizzato dalla commissione ha completamente invalidato l'impegno dimostrato durante l'intero percorso scolastico.

"In cinque anni non ho mai preso un'insufficienza in matematica", ha denunciato uno degli studenti coinvolti. "Vedere tutto il mio percorso rovinato da un solo voto è inaccettabile". 

Insieme alla sua famiglia, il ragazzo è determinato ad andare fino in fondo: se la visione dei compiti dovesse far emergere palesi irregolarità o errori di correzione, il ricorso formale diventerà l'inevitabile passo successivo.

La risposta della scuola e la trasparenza della correzione

Sulla questione è intervenuta prontamente la dirigente scolastica del liceo torinese, cercando di chiarire il perimetro d'azione della scuola. La preside ha ricordato che le commissioni d'esame operano in totale autonomia, secondo quanto stabilito rigidamente dalle normative ministeriali. Di conseguenza, l'istituto non può interferire direttamente sulle scelte valutative espresse dai commissari.

Tuttavia, allo stesso tempo ha ribadito che l'accesso agli atti è un diritto inalienabile degli studenti. Si tratta di uno strumento legale fondamentale per garantire la totale trasparenza della prova: i candidati e le loro famiglie potranno prendere visione dei fascicoli e capire esattamente come sono stati attribuiti i punteggi per valutarne la coerenza.

L'appello della preside: "L'esame deve riflettere le vere competenze"

Nonostante la scuola abbia registrato, in termini generali, numerosi diplomati con voti di eccellenza, il caso specifico di questa classe impone una seria riflessione collettiva. La dirigente ha mostrato forte empatia verso i ragazzi bocciati, cercando di bilanciare le regole con il buonsenso.

"È comprensibile il profondo disagio provato dai nostri studenti", ha dichiarato la preside. Sebbene la Maturità debba rigorosamente mantenere un carattere selettivo, il suo obiettivo primario resta quello di permettere ai candidati di dimostrare le competenze realmente acquisite nel tempo. 

Un esame, in sostanza, non dovrebbe risolversi in una valutazione punitiva, ma deve rispecchiare in modo equilibrato lo sforzo del percorso di studi.

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