
Il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, in un'intervista rilasciata a Fabio Fazio nel suo programma “Che Tempo Che Fa” è intervenuto ancora una volta in merito alla questione degli esami di Maturità 2022, confermando che, la decisione riguardo l'esame di Stato arriverà entro, e non oltre, la fine del mese di gennaio. Sembrerebbe comunque confermato il ritorno della prova scritta di italiano al quale si affiancheranno una tesi di diploma, scritta in relazione con un docente che assegnerà anche il tema dell'elaborato, e un colloquio orale. Mentre, come in precedenza, le commissioni saranno interne, ad eccezione del presidente, unico docente esterno.
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Bianchi: “La valutazione sarà serena come la nostra scuola ha sempre fatto”
Nell'intervista il Ministro rassicura gli studenti sostenendo che: “Ci saranno verifiche di quello che hanno fatto i ragazzi. La valutazione è importante in un percorso, ma non sarà né di carattere aggressivo né altro, sarà una valutazione serena come la nostra scuola ha sempre fatto”. Agli alunni non resta quindi che mettersi sotto con lo studio per poter essere premiati con un bel voto di uscita dalle superiori: “Entro gennaio comunicheremo come sempre le modalità dell’esame di Stato. Faremo un esame serio e ponderato che permetterà a tutti di esprimere al meglio le loro competenze; i ragazzi studino, i docenti stanno facendo il loro lavoro”.
La struttura dell'esame di Stato: si attende la conferma del Parlamento
L'ipotesi dei giorni scorsi, sembrano trovare conferma nelle parole del Ministro; ci sono quindi alte probabilità di assistere al ritorno di una prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi di scuola. La seconda prova sarà invece sostituita da un elaborato chiamato “tesi di diploma” che verrà assegnata dal docente all'alunno e, infine, un colloquio orale nel quale si esporrà prima l'elaborato e poi si verrà sottoposti alla verifica delle competenze nelle diverse materie, probabilmente anche per quanto riguarda il PCTO. Il tutto dovrà necessariamente passare per un'ordinanza ministeriale, ma non prima di essere sottoposta al vaglio del Parlamento e delle Commissioni parlamentari di competenza.