Al liceo Arturo Labriola di Napoli, occupato dagli studenti dallo scorso 19 ottobre, chi anima la protesta non lascia la scuola sporca a fine giornata. Il collettivo @collettivo_labriola ha pubblicato su Instagram un post, datato 22 ottobre 2026, in cui racconta che gli studenti occupanti puliscono ogni sera l'istituto al termine delle attività, riempiendo diversi sacchi della spazzatura.
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Gli studenti puliscono atri, scale e corridoi
Il post racconta più momenti della pulizia quotidiana della scuola. Uno studente passa la scopa nell'atrio dell'istituto mentre i compagni chiacchierano intorno, un altro pulisce i gradini di una scala interna e una studentessa spazza il pavimento lungo un corridoio.
Il risultato del lavoro si vede in una foto che apre il post: un gruppo numeroso di studenti e studentesse posa davanti a una grande quantità di sacchi della spazzatura raccolti durante le operazioni di pulizia. Secondo quanto racconta il collettivo, la scuola viene riordinata ogni sera, al termine di una giornata di attività al Labriola occupato.
Il liceo Labriola occupato
Il liceo Arturo Labriola, in via Terracina a Napoli, è occupato dagli studenti dal 19 ottobre 2026. L'istituto fa parte del polo scolastico di via Terracina, che comprende anche il tecnico Rossini e l'artistico Boccioni. Il polo accoglie studenti provenienti pure da Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida.
Il collettivo accusa i media: "Siamo quelli che preferiscono non inquadrare"
Nel post il collettivo rivendica il gesto senza giri di parole: "Gli studenti occupanti lo hanno fatto di nuovo". E lo rifaranno, scrivono, sera dopo sera.
Il messaggio va oltre la pulizia dei corridoi. "Siamo quei ragazzi che i giornali preferiscono sempre non inquadrare", scrive il collettivo Labriola, "perché non utili per la narrazione delle proteste studentesche". Una frecciata diretta a chi, secondo loro, racconta solo gli scontri e le vetrine rotte, dimenticando il resto.
E qual è, questo resto? Per il collettivo è la realtà di una società che si scandalizza più per un danno materiale che per i problemi veri: supermercati e distributori di carburante vuoti, dicono, pesano più di un vetro infranto. "Scusate se non rientriamo nella vostra inquadratura", scrivono senza mezzi termini.
Il post si spinge oltre, parlando di una violenza quotidiana che definiscono ben più grave: quella della "gestione indecente" del governo verso studenti e lavoratori, con un riferimento esplicito alla sofferenza dei camionisti e del meridione. Chiude tutto uno slogan che riassume lo spirito dell'occupazione: "Dove lo Stato non esiste il Labriola resiste".