
La Rete degli Studenti Medi del Lazio si mobilita contro il dl scuola e il tetto del 30% nelle classi prime per alcuni studenti con cittadinanza non italiana. Gli scorsi giorni gli studenti sono tornati nelle scuole di Roma e della regione con striscioni e cartelli, e hanno già fissato le prossime date.
Lo slogan è "nessuno è straniero", e le richieste ruotano attorno a due parole chiave: inclusione e scuola pubblica. La protesta laziale arriva dopo le manifestazioni contro il Dl Valditara organizzate dalla Rete in diverse città italiane.
Indice
- La protesta nelle scuole del Lazio e la norma sulle classi prime
- Le ragioni degli studenti: inclusione e investimenti
- Le prossime manifestazioni il 17 ottobre e il 20 novembre
La protesta nelle scuole del Lazio e la norma sulle classi prime
Negli scorsi giorni la Rete degli Studenti Medi del Lazio ha animato gli istituti di Roma e dell'intera regione con striscioni e cartelli. Al centro della contestazione c'è il decreto scuola e, in particolare, la misura sulla composizione delle classi prime.
Vediamo cosa prevede. Il decreto introduce un tetto del 30% nelle classi prime per gli studenti con cittadinanza non italiana che non possiedono una conoscenza adeguata della lingua italiana.
La norma stabilisce quindi nuovi criteri per formare le classi. Il limite riguarda una categoria precisa di alunni, cioè chi ha cittadinanza non italiana e ancora non padroneggia l'italiano.
Le ragioni degli studenti: inclusione e investimenti
A spiegare la posizione della Rete è Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. Ecco le sue parole:
"Siamo fermamente contrari a questa misura", dichiara Montori, "perché nella scuola pubblica italiana nessuno è straniero. La scuola deve essere uno spazio di inclusione, non un luogo in cui dividere gli studenti sulla base della cittadinanza. Se ci sono difficoltà linguistiche, la risposta deve essere investire nell'insegnamento dell'italiano e nei servizi, non spostare o separare le persone".
Il punto è chiaro, gli studenti non contestano l'esistenza delle difficoltà con la lingua. Chiedono di affrontarle con maggiori investimenti sull'insegnamento dell'italiano e sui servizi dedicati, invece di intervenire sulla distribuzione degli alunni tra le classi.
Le prossime manifestazioni il 17 ottobre e il 20 novembre
La mobilitazione va avanti. La Rete ha annunciato nuove iniziative nelle scuole e nelle piazze, con due appuntamenti già in calendario: il 17 ottobre e il 20 novembre.
Lo ribadisce ancora Montori: "Continueremo a dirlo nelle scuole e nelle piazze, il 17 ottobre e il 20 novembre: vogliamo una scuola che non discrimini e che garantisca a tutte e tutti gli stessi diritti". L'obiettivo dichiarato è continuare a opporsi al decreto e chiedere una scuola "realmente inclusiva e accessibile".
Quella del Lazio non è una protesta isolata. Il 26 settembre 2026 gli studenti della Rete degli Studenti Medi avevano già organizzato manifestazioni in diverse città italiane, da nord a sud, contro il Dl Valditara, rivendicando una scuola pubblica e aperta a tutti. Per ora la Rete ha comunicato solo le due date di ottobre e novembre, senza altri dettagli su luoghi e modalità.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.