
Venerdì 24 giugno sarà discusso alla Camera il testo base sulla riforma della cittadinanza presentato da Giuseppe Brescia, del Movimento 5 Stelle, testo che prevede al suo interno il cosiddetto Ius Scholae, ovvero la cittadinanza per chi ha affrontato un percorso scolastico in Italia.
“La calendarizzazione è una buona notizia” ha dichiarato lo stesso Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.
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Il 24 giugno arriva alla Camera lo Ius Scholae
“Sono molto orgoglioso di poter comunicare che il prossimo 24 giugno arriverà in aula alla Camera la riforma della legge sulla cittadinanza. E' una notizia molto positiva per tanti giovani e per tutte le realtà della società civile che si stanno mobilitando con passione e orgoglio a sostegno dello Ius Scholae”ha scritto sul suo profilo Facebook Giuseppe Brescia, annunciando l’arrivo della discussione sul provvedimento da lui presentato alla Camera il 24 giugno.
Il post prosegue quindi con entusiasmo, non senza sottolineare però che questo provvedimento potrebbe trovare molta resistenza: “Chi sostiene questa legge deve fare tesoro di questa spinta, andando avanti con entusiasmo ed energia. In commissione gli ostacoli non mancano, ma c’è una battaglia di civiltà da vincere, c’è una legge da aggiornare”.
Il deputato quindi conclude il breve scritto affidato al social media ribadendo che: “il ruolo della #scuola e il lavoro dei nostri insegnanti vanno valorizzati. Avanti”.
Recap Ius Scholae: cos’è e cosa prevede
La proposta portata avanti dal deputato del Movimento 5 Stelle intende estendere la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana ai bambini e alle bambine, nati in Italia o arrivati prima di avere compiuto 12 anni, e che hanno frequentato le scuole nel nostro Paese per 5 anni.
Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Istruzione, nell’anno scolastico 2019/2020 le scuole italiane hanno accolto complessivamente 8.484.000 studenti di cui circa 877.000 di cittadinanza non italiana.
Ma, rispetto al precedente A.S. 2018/2019, la popolazione scolastica è calata complessivamente di quasi 96 mila unità, pari allo 1,1%. Mentre gli studenti con cittadinanza italiana hanno registrato una flessione di circa 115 mila unità (-1,5%), gli studenti con cittadinanza non italiana hanno visto una crescita pari a 19 mila studenti (+2,2%), per cui la loro incidenza sul totale è passata in un solo anno da 10,0% a 10,3%.
Il dato ancora più interessante, però, è che oltre il 65,4% degli studenti con cittadinanza non italiana è rappresentato dalle seconde generazioni: dunque la costante crescita delle seconde generazioni caratterizza significativamente l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio, che però non sono ancora in possesso di cittadinanza italiana, nonostante siano nati e studino in Italia.
Questo perché la legge attualmente in vigore per l’ottenimento della cittadinanza italiana è lo Ius Sanguinis, locuzione che deriva dal latino, “diritto di sangue”, principio introdotto con una legge del 1992, e che prevede che un bambino possa essere considerato italiano solo se lo è almeno uno dei genitori. Con lo Ius Scholae si vorrebbe quindi oltrepassare questo testo, dando la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana passando per il sistema scolastico italiano e non solamente per il diritto di sangue.