
I danni provocati nelle scuole superiori francesi durante le proteste delle ultime settimane sono stimati, in via provvisoria, tra i 20 e i 30 milioni di euro.
Di fronte a questa cifra, il ministero della Giustizia guidato da Gérald Darmanin sta spingendo per una stretta basata sul principio del “casseur-payeur”: chi rompe paga.
Oggi a farsi carico di queste spese sono soprattutto le autorità regionali, proprietarie degli istituti, insieme alle rispettive compagnie assicurative. Il governo, però, vorrebbe trasferire almeno una parte del costo direttamente su chi ha materialmente causato i danni.
E poiché molti degli studenti coinvolti nelle proteste sono minorenni, a rispondere economicamente potrebbero essere i genitori, chiamati a risarcire i danni provocati dai figli.
Al centro della proposta c’è anche l’articolo 1242 del Code civil, la norma che disciplina già oggi la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli minorenni.
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I genitori potrebbero risarcire i danni dei figli minorenni
Il governo francese vuole rafforzare il principio del "casseur-payeur", estendendolo in modo esplicito ai genitori dei minorenni responsabili dei danneggiamenti. Il disegno di legge sarà esaminato dal Senato a partire dal 27 ottobre, dopo settimane di violenze e scontri ai margini delle manifestazioni studentesche.
Una prima stima provvisoria, fornita dall'ente Régions de France, quantifica i danni nelle scuole superiori tra i 20 e i 30 milioni di euro. A farsi carico delle spese sono, per ora, le autorità regionali proprietarie degli edifici scolastici e le rispettive compagnie assicurative, un meccanismo che l'esecutivo vuole rivedere.
La legge francese prevede già la responsabilità dei genitori
La responsabilità civile per i danni non nasce con questa proposta, ma affonda le radici nel diritto francese. L'articolo 1240 del Code civil stabilisce infatti che chi provoca un danno con il proprio comportamento è tenuto a ripararlo.
L'articolo 1242 va oltre, prevedendo in linea di principio la responsabilità civile solidale dei genitori che esercitano l'autorità parentale per i danni causati dai figli minorenni.
Una legge del 2019 permette inoltre di chiedere ai responsabili il rimborso delle somme che lo Stato ha versato alle vittime dei danneggiamenti avvenuti durante le manifestazioni.
Il limite, oggi, è che la semplice presenza a una protesta non basta a far scattare il risarcimento dei danni provocati da altri. Serve un collegamento diretto tra chi viene chiamato a pagare e il danno effettivamente commesso, ed è proprio questo nodo che il nuovo testo vorrebbe sciogliere.
La stretta riapre il confronto sulla libertà di manifestare
Per il governo l'obiettivo è duplice: punire chi compie gli atti vandalici e, soprattutto, fare in modo che i danni vengano effettivamente risarciti. Il meccanismo introdotto nel 2019, va ricordato, è rimasto finora in gran parte inapplicato, con pochi casi arrivati davvero a risarcimento.
Diversi analisti temono però un effetto collaterale: la responsabilità economica delle famiglie potrebbe spingere i genitori a non mandare più i figli alle manifestazioni.