Siamo meno intelligenti dell'uomo primitivo

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Duemila anni fa l'uomo era più intelligente di adesso. L'evoluzione umana ha portato ad avere meno paura di rimaere senza cibo e quindi abbiamo iniziato ad ingegnarci sempre di meno, così l'uomo ora è un po' più stupido dei suoi antenati

Siamo meno intelligenti degli uomini primitivi di duemila anni fa. A dirlo è uno scienziato dell’università di Stanford che studia genetica e sostiene che, con l’evoluzione, l’uomo ha compromesso il suo DNA a tal punto da diventare un po’ più stupido.

LA TESI - Studiate ore e ore al giorno, fate una vita di sacrifici per laurearvi e sognate di trovare la cura per l’AIDS? Ecco che poi arriva uno scienziato e fa di tutto per buttarvi giù di morale dimostrando una tesi di cui gli esseri umani dovrebbero andare ben poco orgogliosi. Gli uomini, oggi, sono diventati stupidi, più o meno. È Gerald Crabtree il genetista che sostiene che dopo la creazione dei primi insediamenti agricoli, migliaia di anni fa, l’intelligenza dell’uomo abbia iniziato ad affievolirsi.

LA PAURA DI MORIRE CI RENDEVA PIÙ SVEGLI - È venuta a mancare, secondo Crabtree, la pressione evoluzionistica che aveva portato solo gli uomini migliori a sopravvivere: “Se un cacciatore-raccoglitore non riusciva a risolvere il problema di come trovare cibo moriva, e con lui tutta la sua progenie”. Dalle comunità agricole stanziali in poi, invece, l’uomo non ha più rischiato la vita se gli capitava di fallire nel suo lavoro. “Oggi – continua Crabtree – un manager di Wall Street che fa un errore riceve un cospicuo bonus e diventa un maschio più attrattivo. Chiaramente la selezione naturale non è più così estrema”. In soldoni, non siamo più stimolati ad ingegnarci così tanto come facevano i primitivi delle caverne e il nostro cervello si è “impigrito”.

OGGI QI PIÙ ELEVATO - Ma non disperiamo, gli sforzi e i sogni di migliaia di studenti universitari possono ancora essere salvati. Molti studiosi, infatti, criticano la tesi del genetista di Stanford sostenendo che l’uomo non ha diminuito le sue facoltà intellettive, bensì le ha diversificate. E poi tenete conto che, negli ultimi 100 anni, il quoziente intellettivo medio è aumentato, tanto che lo stesso Crabtree lo conferma spiegando che questo è dovuto probabilmente ad una migliore nutrizione e ad una ridotta esposizione del cervello a inquinanti chimici come il piombo.

COME STUDIARE - Siamo salvi, quindi. Probabilmente l’uomo primitivo ci avrebbe battuto a caccia, ma siamo ancora abbastanza intelligenti da fargli vedere di che cosa siamo capaci! Per raggiungere i grandi obiettivi che avete in mente, continuate a studiare, ad applicarvi, ad essere curiosi e seguite i consigli per migliorare la vostra memoria e il vostro rendimento all’università presenti nella sezione speciale Come studiare pensata appositamente per voi.

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Secondo te, qual è l’invenzione migliore fatta dall’uomo non primitivo?

Cristina Montini

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