Tasse troppo alte in 1 ateneo su 2, la denuncia di Udu

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L'Unione degli Universitari ha presentato un ricco dossier sulle tasse e i contributi pagati dagli studenti.
E dalla sua lettura si può osservare come, in Italia, su questo fronte un ateneo su due sarebbe fuorilegge. Secondo la normativa, infatti, in ogni università il gettito complessivo della contribuzione studentesca non dovrebbe superare il 20% di quanto ricevuto come finanziamento statale tramite il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Ad oggi, però, il numero degli atenei che vanno contro questa indicazione sono 33 sui 59 presi in esame dal dossier, nell'arco temporale che va dal 2008 al 2015.

Più tagli, più tasse per gli studenti

Così si scopre che, nel 2008, gli atenei che sforavano il limite del 20% erano solo 20: 1 su 3. Attualmente, invece, solamente al Nord quasi 9 atenei su 10 violano il tetto del 20%. Al Centro la percentuale si aggira attorno al 38%: 6 università su 16 sforano i limiti di legge. Un dato particolare è quello del Sud: nel 2008 appena 4 atenei su 22 superavano il limite (18%), mentre nel 2015 sono ben 9 su 22 (41%).

Calano i fondi, aumentano le tasse

L’indagine ricorda anche come il Fondo di finanziamento ordinario ricevuto dalle università pubbliche statali nel 2008 ammontava 7 miliardi e 386 milioni di euro. Una cifra scesa, nel 2015, a 7 miliardi e 16 milioni di euro. Dunque circa 370 milioni di euro sono scomparsi dal finanziamento statale. Tutto questo mentre le tasse pagate dagli studenti passavano, nello stesso periodo, da 1 miliardo e 355 milioni a 1 miliardo e 591 milioni. In pratica, in sette anni il gettito complessivo della contribuzione studentesca nelle università pubbliche statali è aumentato di 236 milioni di euro (+24%). A conti fatti - segnala il sindacato studentesco - gli atenei hanno fatto pesare due terzi (il 63%) dei tagli direttamente sulle spalle degli studenti.

Gli atenei che "sforano"

In particolare al Nord la contribuzione studentesca è aumentata di oltre 163 milioni di euro in linea con l’aumento nazionale (+24%), a cui ha fatto fronte un calo del 4% degli iscritti. Negli atenei del Centro le tasse sono cresciute del 17% e gli iscritti calati del 22%. Al Sud, invece, nel 2008 le tasse ammontavano a 321 milioni di euro e nel 2016 sono salite a 428 milioni di euro, aumentando del 33%; così, il calo di 171mila studenti si è fatto sentire anche nei pochi grandi atenei dell'area: la Federico II di Napoli ha perso quasi 12mila studenti, l'Università di Catania oltre 18mila, Palermo addirittura più di 22mila.

L'Udu: "Allargare la No-Tax Area"

Molta dura l'analisi di Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Universitari: "Non solo è mancata una visione di lungo periodo e non sono state stanziate risorse adeguate, ma il Ministero troppe volte è stato colpevole di gravi ritardi nella comunicazione e assegnazione delle risorse destinate agli atenei, compromettendo un’adeguata programmazione. Servono maggiori risorse: va implementata la no-tax area e si deve andare nella direzione di una graduale abolizione delle tasse universitarie, le terze più alte d’Europa".


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