Times Higher Education 2019: nuova classifica delle migliori università

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Per il terzo anno consecutivo gli equilibri mondiali del settore accademico sono sempre gli stessi: la britannica Oxford conferma il primato (anche per quanto riguarda la ricerca), la 'cugina' Cambridge si mantiene al secondo posto, mentre Stanford - negli Stati Uniti - si posiziona sul terzo gradino del podio. Nessuna novità al vertice, dunque, nel consueto World University Rankings 2019, pubblicato da Timer higher education, che da 15 anni monitora il rendimento degli atenei di tutto il Pianeta: 1.250 strutture censite (l'anno scorso furono 1.100) in rappresentanza di 86 Paesi (in quella 2018 erano 81). Ma le notizie importanti non mancano di certo. E alcune riguardano da vicino l'Italia.

Gli Stati Uniti monopolizzano la Top10

Ma andiamo per ordine: proseguendo nella graduatoria, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston sale di una posizione raggiungendo il quarto posto. Mentre il California Institute of Technology (Caltech) passa dalla terza posizione alla quinta. Bene Yale, che fa un balzo di quattro posti passando all'ottava posizione. Complessivamente, sono sette le università americane all'interno della top ten; quasi un monopolio. Mentre, allargando lo sguardo alla top30, troviamo ben sette istituti europei (la prima è l'ETH di Zurigo, in Svizzera, 11esimo); stesso risultato dell’anno scorso. In generale, le università europee occupano quasi mezza classifica delle prime 200. Boom per gli atenei dei Paesi emergenti, soprattutto del continente asiatico: se, ad esempio, nel 2014 c'erano solo dieci università cinesi presenti nel ranking oggi sono arrivate a 72 (la prima, la Tsinghua University, in 22esima posizione).

Cresce il rendimento dell'Italia: Pisa si conferma al vertice

E il nostro Paese, dove si trova? Nella prestigiosa graduatoria per il 2019, l’Italia è presente con 43 università. Migliorando il risultato di dodici mesi fa, quando furono 40 gli atenei inseriti in classifica. L’istituto italiano di punta, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, guadagna altre due posizioni fermandosi al 153esimo posto; mentre la seconda università più importante, la Scuola Normale Superiore di Pisa, scala 23 posizioni raggiungendo un ottimo 161esimo posto, con i più importanti miglioramenti del punteggio nell’ambito di docenza e ricerca. Le Scuole universitarie superiori di Pisa, assieme all'Università di Bologna (terza in Italia) sono però le uniche italiane tra le prime 200 università al mondo.


Il rettore della Sant'Anna, Pierdomenico Perata, e il direttore della Normale Superiore, Vincenzo Barone, sottolineano in una nota come il piazzamento ai vertici del ranking confermi "la capacità delle nostre Scuole di rappresentare al meglio l'Italia nelle classifiche internazionali delle università". La Scuola Normale Superiore, infatti, ha compiuto un significativo avanzamento del livello della ricerca e della docenza, risultando tra le prime 70 università del mondo secondo il parametro dell'insegnamento; la Scuola Sant’Anna, invece, si è classificata ai primissimi posti secondo l’indicatore che riguarda i rapporti con il mondo delle imprese.

Tra gli altri atenei italiani presenti fino alla posizione numero 800, Padova si inserisce tra le prime 250 a livello globale; l'Università di Napoli Federico II entra nella classifica delle prime 350; l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l'università di Ferrara figurano tra le prime 500 in lista. Presenti, tra gli altri, anche l'ateneo di Genova, il Politecnico delle Marche, Milano-Bicocca, Padova, Torino, Bergamo, Brescia, Catania, Palermo, Parma, Salerno e Udine. I due atenei sardi, Cagliari e Sassari, chiudono la graduatoria parziale delle università italiane inserendosi tra le prime 800 al mondo.

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