8 tipi di studentesse che hai incontrato in facoltà

Andyb3105
Di Andyb3105

ragazze

Che tu sia una lei o un lui, ti dovrai interfacciare per forza – a meno che tu non sia uno studente di matematica, ma quella facoltà fa stato a parte- con il genere femminile che popola l'università. Al di là di stereotipi su smalto ombretto e tacchi, su chiacchiericcio da corridoio e risatine, e opinione comune fuorviata da Cristicchi con il suo motivato sulla "studentessa universitaria/triste e solitaria/nella sua stanzetta umida", le universitarie sono una fetta interessante della popolazione studentesca. Il punto però è che, pur con le loro sfaccettature e diversità, le universitarie, come gli universitari, sono riconducibili a categorie più o meno ampie. Se stai cercando una fidanzata e non sai da dove partire, ecco una guida ad alcuni dei tipi più comuni che si aggirano per gli atenei italiani.

Quella che studia troppo
Ha lo sguardo di una persona che non vede il retro delle palpebre da settimane. È una presenza evanescente per i corridoi dell'università, ma assiduamente presente a lezione. Pallida, smunta, totalmente insofferente alle relazioni sociali, l'unico argomento di cui potrai parlare con lei è l'esame: gli appunti, le pagine, i tipi di evidenziatori, quale metodologia di studio adottare sono il suo pane quotidiano. Vorresti cambiare argomento, una volta ogni tanto, ma l'arroganza con cui la studiosa riporta la conversazione sugli esami “perchè sono la cosa più importante, dopo i suoi progetti futuri” potrebbe prendere il nome di esamecentrismo. Ah, dimenticavo, quella che studia troppo è profondamente narcisista: il fatto che passi l'intera vita sui libri è per lei fonte di sommo godimento, che viene superato solo dal fatto di poterne parlare ad altri. Se vuoi fare colpo, ascoltala interessato.

Ascolta la canzone di Simone Cristicchi sulle studentesse universitarie!

L'ansiosa
L'ansiosa si crogiola nella sua condizione da quando si è iscritta all'università: che sia per gli esami, le tasse da pagare o per la serata da organizzare, l'ansiosa avrà sempre un motivo per auto-ansiarsi. E per parlare della sua ansia agli altri. Il suo approccio sarà parlare agli altri avendo costantemente il telefono in mano, un po' per controllare se da qualche parte nel mondo si parla di ciò per cui lei è ansiosa, un po' perché la aiuta a darsi un tono. Per di più, sticchettare sullo schermo mentre parla contribuisce a trasmettere ansia al suo interlocutore. Insomma, tra il sadico e il patologico, la figura della studentessa ansiosa lascerà sicuramente il segno.

La ragazza erasmus
La ragazza erasmus ha il fascino dell'animale selvatico: mantiene un profilo basso, quando si aggira per l'università, ma la sua predisposizione all'avventura la fa risaltare sugli altri. Iniziare a parlare con lei significa venire catapultati in una serie di ipnotici aneddoti divertenti che ascolteresti all'infinito. Il suo modo di pianificare le cose è preciso ma rilassato, pronto alle evenienze e ai mutamenti. La ragazza erasmus sa che ogni fase è una fase, quindi a livello sistemico ogni fase potrebbe essere essenziale come no. Quindi, nel dubbio, se ne frega. Se ci vuoi provare sappi che il suo primo ed unico amore è la libertà: prova a metterle dei paletti e sarai fregato.

L'integralista
L'integralista è ostile a qualsiasi tipo di ingiustizia. E' femminista. È vegetariana e vegana. È pacifista. È ambientalista. Crede fortemente nel potere dei giovani per cambiare il mondo e non manca mai l'occasione per provarci. Nella sua versione “moderata” l'integralista si limita a manifestare la propria avversione alle ingiustizie organizzando riunioni, dibattiti e raccolte di firme. Se volessi mai provarci con lei, fai molta attenzione alle forme: rischi di sbagliare tutto e beccarti una ramanzina, se provi ad abbordarla con una delle classiche frasi da macho. Nella migliore delle ipotesi ti parlerà solo per chiederti di firmare il suo appello per la salvaguardia delle balene o spiegarti il contenuto della prossima riunione contro l'olio di palma. E dopo, riprenderà ad ignorarti, innamorandosi di quell'attivista fruttariano che veste di canapa riciclata.

La fidanzata
La fidanzata siede composta al suo banco e non alza lo sguardo dal libro se non per guardare verso la cattedra. Quando le si rivolge parola inizia sempre la sua risposta con un divertente racconto sul suo ragazzo, tendenzialmente poco pertinente. Il tempo che non dedica ai libri viene dedicato, appunto, alla sua dolce metà: altrimenti come farebbe ad avere così tanti racconti sulla sua folgorante storia d'amore?

Quella che fa la ragazza immagine/fashionblogger
Quella che fa la ragazza immagine oppure la fashionblogger, non si fa mancare un evento mondano. O, meglio, non si fa mancare una foto/post sul suo profilo social. Il suo modo di relazionarsi agli altri rasenta la bipolarità: passa dal non salutare limitandosi a sfilare per i corridoi nei momenti di quiete, fino a diventare la migliore amica del popolo nelle giornate sì. Inutile dire che sui social è la più attiva commentatrice, mipiacitrice, simpatica macchietta in circolazione: ovviamente tutto questo perché crede nel buon vecchio do ut des. La sua massima ambizione viene soddisfatta quando vede una nuova richiesta di amicizia o un like sulle pagine web: per arrivarci farebbe di tutto, persino scattarsi foto al decolleté con sopra scritto l'ateneo di provenienza.

La strana
La “strana”, lo so, è un brutto epiteto, ma è sufficientemente esaustivo, è quella che si comporta in maniera bizzarra: o perché crede di essere ancora alle elementari e quindi assume l'atteggiamento di una decenne, o perché estrinseca la sua bizzarria con frasi e concetti incredibili come “a me piace svegliarmi durante la notte e fissare le mie coinquiline mentre dormono”. Sicuramente inquietante, ma potrebbe avere il suo fascino.

Quella sensibile
Quella sensibile piange. Piange per gli esami, piange per i gattini, piange perché il libro termina con una pagina dispari e alla fine le rette parallele non si incontrano mai. E la cosa peggiore è che è inconsolabile. Tendenzialmente la incontrerai all'esame, dopo il suo esame. Inutile a dirsi, indipendentemente dal risultato, il suo commento sarà un singhiozzo infinito che tu, povero ignaro, dovrai subire. E magari ti tocca pure dare l'esame, dopo.

Andrea Buticchi

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