Tesi di laurea: 5 consigli per trovare le fonti che ti servono

Quella di reperire le fonti è una delle prime fasi della tesi di laurea, dopo aver scelto l’argomento e averlo concordato con il relatore. Le fonti sono fondamentali per la redazione del lavoro finale che vi porterà alla laurea e, sapere come trovarle e dove cercarle, può sembrare davvero difficile. Il primo passo è sicuramente quello di cercare di controllare l’ansia: non temete, ce la potete fare! Avete studiato tanto per arrivare alla tesi (che è già un traguardo!) questo è l’ultimo grande sforzo per arrivare all'obiettivo finale: la laurea! Dopo aver scelto l’argomento di tesi e averne parlato con il professore, arriva il momento di trovare i testi da studiare per poi poter redigere la tesi. Ma come? Ecco 5 consigli utili per trovare il materiale…

1. Chiedi al relatore

Sembrerà banale, ma i vostri professori possono consigliarvi i testi da leggere per la tesi. Una volta concordato l’argomento, il docente potrà indicarvi i testi utili da trovare in biblioteca. Il relatore, durante le varie fasi di scrittura e controllo della tesi, dovrà essere per voi un vero e proprio punto di riferimento ma ricorda: ogni docente universitario si sta occupando anche di altri studenti in fase di tesi, non avrà tutto il tempo solo per te quindi sfrutta bene gli incontri con lui per portare avanti la tua tesi al meglio!

2. Cerca nei testi che hai già studiato

Nel corso degli anni accademici hai già studiato la materia da cui hai scelto l’argomento di tesi. I testi di quella materia potranno esserti davvero molto utili non solo da studiare ma anche per trovare, nella bibliografia, altri eventuali libri collegati a quell’argomento. Esplora bene le bibliografie dei testi che possiedi già e che hai già studiato per la materia di tesi: potresti trovare quello che cerchi. Se il vostro relatore è molto presente e disponibile, chiedete se i testi che avete trovato da soli possono andar bene.

3. Vai in biblioteca

Comunica al bibliotecario i testi che ti ha consigliato il tuo relatore o anche quelli che hai trovato da solo. Molto utile può essere anche una ricerca per autore o per parole chiave. In biblioteca potrai prendere in prestito il libro di cui hai bisogno (anche se non tutte le biblioteche lo permettono) e fotocopiare la parte di testo che ti interessa. Puoi anche valutare l’idea di consultare i libri e studiarli (e scrivere anche la tesi) direttamente in biblioteca.

4. Cerca su internet

Lavorare alla tesi è più semplice da quando c’è internet. Puoi usare la rete sia per trovare testi, che per cercare i libri o le riviste che poi andrai a cercare in biblioteca o ad acquistare. Scrivi su Google le parole chiave dell’argomento di tesi seguita dalla sigla “PDF”. Quando si cerca su Internet però è bene controllare accuratamente l’ufficialità dei testi: tutti possono scrivere sul web e su enciclopedie come Wikipedia, verifica bene l’attendibilità delle fonti! Per esempio, se si tratta di un testo da uno studio effettuato da un ente (università, regione, comunità europea) o da professori o professionisti del settore, le fonti sono attendibili. Banche dati sicure e attendibili per le analisi di mercato sono il sito dell’Istat e quella de Il Sole 24 Ore. Solitamente gli atenei possiedono una banca dati a cui, nella maggior parte dei casi, puoi accedere anche comodamente da casa: per trovarla cerca su Google o chiedi in Università.

5. Usa gli strumenti del web

Google Scholar e Google Books sono degli strumenti utilissimi per chi studia e scrive la tesi. Google Books ti permette di vedere le anteprime di alcuni libri, ovvero mette a disposizione dei lettori alcune pagine. Basta semplicemente inserire le parole chiave: potresti essere talmente fortunato da trovare proprio le pagine con i concetti perfetti per la tua tesi! Con Google Schoolar invece puoi ricercare e trovare pubblicazioni universitarie (articoli, capitoli di libri, libri in formato elettronico) sempre inserendo semplicemente le parole chiave. Altri strumenti simili e utili per la tua tesi sono Academia.edu, Scribd e JStor.

Cristina Legnini
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18 novembre 2017 ore 09:30

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