Studenti per Charlie Hebdo: tutti alla fiaccolata

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

attentato Charlie Hebdo, studenti a raccolta alla fiaccolata
In solidarietà con le vittime della strage di Charlie Hebdo e in difesa del diritto all'espressione e della libertà di stampa: alla fiaccolata di oggi, presso l'ambasciata francese, ci saranno anche tanti studenti medi e universitari. A promuovere l'iniziativa tra i ragazzi, lanciando un vero e proprio appello alla partecipazione, sono l'Unione degli universitari e la Rete degli studenti.

Ascolta il discorso del Presidente Consiglio Renzi all'Ambasciata francese.


Fonte video IlFattoQuotidano

STUDENTI ALLA FIACCOLATA - Esprimiamo piena solidarietà alle vittime e ai familiari dello spregevole atto terroristico compiuto a Parigi, ai danni della Redazione del periodico satirico Charlie Hebdo, nel quale hanno perso la vita 12 persone e altre 8 sono rimaste ferite. L’azione di ieri rappresenta un attacco inaudito alla libertà di pensiero, di espressione e di stampa, pilastri della democrazia, ed è necessaria la ferma condanna e la reazione di tutti coloro che credono in questi valori fondamentali".

MANIFESTAZIONE IN MEMORIA DELLE VITTIME - Oggi anche a Roma si accenderanno le fiaccole per ricordare l'atroce gesto terroristico che ieri ha tolto la vita a 12 persone. Fra le vittime anche due agenti, il direttore del settimanale Charlie Hebdo, Stephan Charbonnier detto Charb, e i tre più importanti vignettisti: Cabu, Tignous e Georges Wolinski.

NO ALLE STRUMENTALIZZAZIONI - Gli studenti, compatti nel condannare il vile attentato, rifiutano però ogni forma di strumentalizzazione ai danni dell'Islam e della comunità religiosa. "Una mobilitazione orientata, però, a riaffermare la centralità e l’universalità della libertà di stampa e di pensiero, senza cedere a facili strumentalizzazioni della matrice dell’attentato, che porterebbero a puntare il dito contro un intera comunità religiosa. Una realtà, quella dell’Islam, molteplice e complessa, dove si intrecciano dinamiche politiche, sociali e culturali troppo spesso ricondotte e ridotte all’estremismo, per ignoranza, semplicismo o convenienza politica. Il rischio, a maggior ragione in un contesto di crisi e incertezza economica e sociale, è che la barbarie alimenti odio e intolleranza; per evitarlo è indispensabile uno sforzo collettivo e razionale, che attraversi tutta l’Europa, dai cittadini alle istituzioni dell’Unione, che forse più di tutti dovrebbero sentire la responsabilità di questo compito e l’urgenza di una reazione".

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