
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha pubblicato via social i chiarimenti ufficiali per sciogliere i dubbi dei maturandi.
Con l'avvicinarsi dei colloqui, le incertezze su tempi, materie e modalità d'esame rischiano di alimentare l'ansia. Per questo, le istituzioni hanno risposto direttamente alle domande più frequenti degli studenti sulla Maturità 2026.
Ecco la guida definitiva, basata sulle FAQ ministeriali, per capire esattamente cosa aspettarsi davanti alla commissione e come affrontare al meglio ogni fase della prova orale.
Indice
- Quali saranno le possibili domande sull’educazione civica durante il colloquio orale?
- Come si svolgerà e da dove comincerà l’orale?
- Tra la pubblicazione degli scritti e il colloquio devono passare 48 ore?
- Al colloquio è necessario partire dal percorso Formazione scuola-lavoro?
- Il presidente di commissione potrà porre domande?
- Gli studenti devono preparare presentazioni multimediali di educazione civica o solo della Formazione scuola-lavoro?
- Sono previste domande sul Curriculum della studentessa e dello studente?
- Dalla riflessione personale come si passerà all’esposizione delle quattro discipline?
- Quanto tempo dura l’orale?
- La valutazione delle prove scritte sarà visibile al candidato con quali modalità?
- Posso creare dei collegamenti tra le 4 materie mentre sto parlando?
Quali saranno le possibili domande sull’educazione civica durante il colloquio orale?
Il Ministero chiarisce che non esistono quesiti standard nazionali per questa materia.
Le domande su educazione civica dipendono esclusivamente dal curriculum di istituto svolto durante l'anno dalla vostra scuola. Questo percorso formativo specifico viene dettagliatamente illustrato all'interno del documento del Consiglio di classe (documento del 15 maggio), testo a cui i commissari devono obbligatoriamente fare riferimento per formulare le domande d'esame.
Come si svolgerà e da dove comincerà l’orale?
Le fasi precise dello svolgimento sono normate dal decreto materie di gennaio, ovvero l’articolo 2 del decreto 13/2026.
Il colloquio non partirà direttamente con i contenuti delle materie, ma inizierà con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale.
Questa introduzione andrà sviluppata proprio alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum della studentessa e dello studente, valorizzando le esperienze fatte negli anni.
Tra la pubblicazione degli scritti e il colloquio devono passare 48 ore?
No, non è necessario che trascorrano esattamente 48 ore cronologiche. Secondo quanto previsto dall’ordinanza, i punteggi degli scritti devono essere pubblicati almeno due giorni prima della data fissata per l'inizio dei colloqui di quella classe.
Nel calcolo di questi due giorni vanno escluse le domeniche e i giorni festivi. Di conseguenza, se i voti escono il lunedì (anche di pomeriggio), i colloqui possono legittimamente iniziare il mercoledì.
Al colloquio è necessario partire dal percorso Formazione scuola-lavoro?
No, la relazione o l'esposizione multimediale sulle esperienze di Formazione scuola-lavoro (ex alternanza scuola-lavoro o PCTO) fa pienamente parte del colloquio, ma non ne costituisce la parte iniziale.
Come ribadito dal MIM, l'apertura dell'esame è sempre ed esclusivamente riservata alla riflessione personale del candidato sulla propria storia scolastica.
Il presidente di commissione potrà porre domande?
La normativa non prevede specifiche disposizioni di divieto in proposito. Poiché il colloquio si concentra su quattro discipline d'esame, i quesiti specifici verranno proposti dai quattro commissari titolari delle materie stesse.
Tuttavia, il presidente ha la facoltà di intervenire e proporre domande su altri aspetti trasversali del colloquio, come ad esempio le competenze legate all'educazione civica.
Gli studenti devono preparare presentazioni multimediali di educazione civica o solo della Formazione scuola-lavoro?
Su questo aspetto c'è una netta distinzione organizzativa. Mentre per l'esperienza scuola-lavoro è consuetudine supportare il discorso con slide o relazioni scritte, per l’educazione civica non è affatto prevista la predisposizione di una presentazione multimediale.
L'argomento verrà integrato e discusso fluidamente con la commissione.
Sono previste domande sul Curriculum della studentessa e dello studente?
Sì, si tratta di un'opzione concreta. Dal momento che la riflessione iniziale del maturando deve essere svolta proprio “alla luce delle informazioni contenute nel Curriculum”, i commissari potranno chiedere al candidato approfondimenti in merito a certificazioni, attività extrascolastiche o progetti inseriti nel documento.
Dalla riflessione personale come si passerà all’esposizione delle quattro discipline?
Questi due momenti rappresentano rispettivamente la prima e la seconda parte dell'orale.
Il Ministero specifica che non esiste una regola rigida nazionale sul "collegamento" tra le due fasi: ogni commissione sceglierà autonomamente come passare dall’una all’altra nel momento in cui delibererà le modalità interne di conduzione della prova.
Quanto tempo dura l’orale?
La legge non stabilisce una durata standard fissa o un limite al minuto per la prova.
Guardando però alla prassi e alle esigenze organizzative di tutte le commissioni d'Italia, di regola il colloquio ha una durata complessiva di circa 45 o 60 minuti.
La valutazione delle prove scritte sarà visibile al candidato con quali modalità?
La trasparenza dei risultati è assicurata da una doppia pubblicazione. I voti degli scritti saranno visibili sia attraverso l’affissione dei tradizionali tabelloni cartacei presso l’istituto scolastico della commissione, sia online all'interno dell’area documentale riservata del registro elettronico a cui accedono gli studenti della classe di riferimento.
Posso creare dei collegamenti tra le 4 materie mentre sto parlando?
Certamente sì. Anzi, questa è una delle caratteristiche più apprezzate dai professori.
Il colloquio di Maturità ha infatti la finalità principale di verificare la maturità critica dello studente, valutando la sua capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo personale, evitando di esporre i concetti come compartimenti stagni.