
La Maturità 2026 ha già avuto i suoi protagonisti: Cesare Pavese e Mario Calabresi alla prima prova, Quintiliano al Classico, il Lago di Bracciano diventato tormentone allo Scientifico.
Ma, tracce a parte, l'esame è anche stato teatro di storie familiari (e non) arrivate tra i banchi: in Campania, per esempio, ci sono genitori che hanno affrontato la Maturità insieme ai figli.
In Portogallo, invece, una prova è finita al centro di una polemica nazionale per una traccia che, secondo quanto emerso, non sarebbe stata del tutto inedita.
E poi c’è anche chi, senza volerlo, ha quasi “anticipato” una delle tracce dell’analisi del testo.
È il caso di Gaia Trivellato, studentessa da record arrivata alla Maturità con la media del 10, che prima dell’esame aveva raccontato a Il Corriere della Sera di sperare in una traccia su Pavese e sul senso di non appartenenza, spiegando: “A volte mi ci ritrovo”.
Insomma, la Maturità 2026 continua a far parlare di sé anche fuori dalle aule.
Indice
Ad Avellino mamma e figlia maturande nello stesso anno
Ad Avellino, Francesca Farina e Alessia Salvati, madre e figlia, hanno vissuto la Maturità 2026 nello stesso momento.
Come riporta AvellinoToday, Alessia sostiene l’esame al liceo Classico Convitto Nazionale Colletta. Francesca, invece, punta al suo secondo diploma al Geometra D’Agostino di Avellino, dove quest’anno è anche l’unica maturanda donna dell’istituto.
Per lei si tratta di un obiettivo inseguito con determinazione. Francesca lavora già nel settore dell’edilizia e ha frequentato un corso pomeridiano per coronare un desiderio rimasto aperto: ottenere anche il diploma da geometra.
A Salerno padre e figlio nello stesso banco
Ancora più intensa è la storia di Ermanno e Giovanni, padre e figlio, maturandi insieme all’Istituto Galilei-Di Palo di Salerno.
Ermanno ha 62 anni, Giovanni 20. Da due anni condividono la stessa classe. Il padre, che un diploma lo aveva già conseguito, ha scelto di tornare tra i banchi per aiutare il figlio a riprendere un percorso scolastico che aveva interrotto.
Il quotidiano Avvenire spiega infatti che Giovanni, che ha una disabilità cognitiva, aveva lasciato la scuola e rischiava di chiudere definitivamente con gli studi. Il percorso al Galilei-Di Palo, insieme al padre e ai docenti, lo ha riportato dentro un contesto, aiutandolo a socializzare e a guardare con più fiducia al futuro.
Alla prima prova padre e figlio erano nello stesso istituto, davanti allo stesso esame. E, secondo quanto raccontato, hanno scelto entrambi la traccia sull’articolo di Wenke Husmann, “Funziona a meraviglia”, dedicata al valore dell’incanto e della capacità di stupirsi.
Gaia Trivellato, la studentessa da 10 che aveva “chiamato” Pavese
Tra le storie più curiose di questa Maturità c’è anche quella di Gaia Trivellato, 19 anni, studentessa del liceo classico Berchet di Milano, arrivata all’esame con una pagella praticamente perfetta: tutti 10.
Prima della prova, intervistata dal Corriere della Sera, Gaia aveva spiegato di preferire una traccia letteraria a una di attualità. Tra gli autori che avrebbe gradito aveva citato Montale, Pirandello e poi Pavese, collegandolo al tema della non appartenenza: un sentimento in cui, aveva raccontato, a volte si riconosce.
E alla fine Pavese è uscito davvero, con la poesia “Passerò per Piazza di Spagna”, tra le due proposte di analisi del testo della prima prova.
Non si tratta ovviamente di una previsione, ma di una coincidenza perfetta: anche perché Gaia non è solo “la studentessa che ha indovinato Pavese”: è il volto di un percorso scolastico fuori dal comune, fatto di passione per le lingue classiche, studio e una curiosità che l’ha portata a scegliere Lettere antiche per il futuro.
Fabio Benvenuto, dal diploma a 50 anni alla cattedra
C’è poi la storia di Fabio Benvenuto, raccontata dal Secolo XIX. A Rapallo, durante la seconda prova dei ragazzi del professionale dell’istituto Liceti, Fabio non era tra i candidati, ma tra gli adulti presenti in aula: membro interno con funzione di sorvegliante e insegnante tecnico-pratico.
Il suo percorso, però, con la Maturità ha molto a che fare.
Fabio faceva l’agricoltore, con una sua azienda, e si è diplomato soltanto nel 2024, alla soglia dei 50 anni. Una scelta nata anche da un pensiero molto semplice: non voleva che un giorno suo figlio potesse dirgli di voler lasciare gli studi, usando proprio il suo esempio come alibi.
Così ha ripreso in mano i libri, ha frequentato il serale al Liceti e ha concluso il percorso. Poi, quasi per una serie di incastri favorevoli, è arrivata anche la possibilità di insegnare. Prima le supplenze, poi l’abilitazione, infine la cattedra proprio nella scuola in cui aveva preso il diploma.
Portogallo, la traccia già presente in un manuale
Di tono completamente diverso la vicenda accaduta in Portogallo, dove una traccia dell’esame finale delle superiori è finita sotto accusa perché non sarebbe stata inedita.
Come riportato dal portale Virgilio.it, agli studenti sarebbe stata proposta una vignetta dell’artista iraniano Javad Takjoo, intitolata “Il lavoro minorile”, su cui era richiesta una valutazione critica. Il problema è che quella stessa immagine era già comparsa in un quaderno di esercizi usato per la preparazione all’esame.
Un dettaglio non da poco. In una prova nazionale, infatti, la questione non è solo se la traccia fosse semplice o complessa, ma se tutti gli studenti partissero davvero dalle stesse condizioni.
Il Governo portoghese ha riconosciuto l’errore e avviato una verifica sulle procedure di preparazione della prova.