Studenti studiano al banco

Nel 2026, l’esame di fine superiori cambia pelle e torna a chiamarsi "Esame di Maturità". Oltre al restyling linguistico, però, c’è una rivoluzione sostanziale che sposta il focus dalle nozioni alla crescita della persona

Addio alla concezione fredda dell'esame di Stato: oggi al centro c'è la maturazione dell'individuo nella sua interezza. 

Le novità di quest'anno, dalla riforma radicale del colloquio orale al nuovo peso dell'Educazione Civica e dei percorsi formativi, mirano a valutare non solo cosa lo studente ha imparato, ma chi è diventato

Scopriamo cosa cambia davvero per i maturandi.

Indice

  1. Il ritorno della "Maturità": la persona al centro della valutazione
  2. Un orale riformato: fine della "scena muta" e focus sulle competenze vere
  3. Oltre le nozioni: l'importanza del Curriculum, della FSL e dell'Educazione Civica
  4. La nuova griglia di valutazione: il voto esplicito alla "maturazione"
  5. Le altre novità del 2026: commissioni ridotte, bonus tagliati e nuovo calendario

Il ritorno della "Maturità": la persona al centro della valutazione

Il primo cambiamento che salta all'occhio per la tornata del 2026 è proprio la denominazione ufficiale. Abbandonato il burocratico "esame di Stato", il Ministero abbraccia nuovamente il concetto di "esame di Maturità"

La scelta sancisce un cambio di paradigma: la prova non serve più solo a certificare competenze tecniche, ma deve far emergere la maturazione personale, l'autonomia e la responsabilità dello studente. 

Ogni aspetto della prova è stato ripensato in quest'ottica per valorizzare il vissuto del candidato ben oltre i suoi voti.

Un orale riformato: fine della "scena muta" e focus sulle competenze vere

Il colloquio orale cambia radicalmente per riflettere la centralità della persona. Non ci si potrà più nascondere dietro i punti accumulati con gli scritti e il credito scolastico: l'orale diventa obbligatorio nella sostanza. Chi farà la cosiddetta "scena muta" senza giustificazione verrà bocciato, chiudendo un'epoca di vecchie abitudini. 

Lo studente dovrà mettersi in gioco attivamente su quattro materie specifiche scelte dal MIM. In questo modo, si abbandonano i vecchi collegamenti interdisciplinari liberi (e spesso forzati) a favore di una reale padronanza e rielaborazione critica dei contenuti.

Oltre le nozioni: l'importanza del Curriculum, della FSL e dell'Educazione Civica

In perfetta coerenza con l'idea di mettere al centro la persona oltre lo studente, scompare del tutto il temuto spunto iniziale a sorteggio. Il colloquio si aprirà invece con una riflessione personale che parte dal Curriculum dello studente, permettendo ai ragazzi di raccontare e valorizzare le proprie esperienze, tanto scolastiche quanto extrascolastiche.

Diventano un asse portante del dialogo i Percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL), nuova veste dei vecchi PCTO, che certificano le competenze trasversali vissute sul campo. 

A questo si unisce l'Educazione Civica (legata a Costituzione, cittadinanza e ambiente), che smette di essere un richiamo episodico e diventa un criterio organico e fondamentale per valutare il senso di responsabilità civile del candidato.

La nuova griglia di valutazione: il voto esplicito alla "maturazione"

Proprio perché la Maturità 2026 mira a misurare l'evoluzione umana del ragazzo, il MIM ha introdotto parametri di valutazione inediti per l'orale

Oltre all'acquisizione dei contenuti delle quattro discipline, alla padronanza lessicale e alla capacità argomentativa, emerge un quarto indicatore cruciale. 

La commissione dovrà valutare esplicitamente il "grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità". Insomma, la conferma definitiva che il nuovo esame premia il cittadino maturo, andando oltre il mero rendimento accademico.

Le altre novità del 2026: commissioni ridotte, bonus tagliati e nuovo calendario

A fare da cornice a questa rivoluzione incentrata sullo studente ci sono cambiamenti strutturali mirati, entrati in uso già dall’edizione precedente. 

Le commissioni si riducono a cinque membri (due interni, due esterni e un presidente esterno) per rendere la macchina organizzativa più sostenibile e garantire compensi più alti ai docenti.

Sul fronte del voto finale, la griglia base a 100 punti non cambia, ma si riduce il margine di "aiuto": il bonus massimo scende da 5 a 3 punti, assegnabile esclusivamente a chi raggiunge un lusinghiero 90/100 di partenza.

Infine, massima attenzione alle date: le prove scritte si terranno il 18 e 19 giugno 2026, giovedì e venerdì, al posto del solito binomio mercoledì giovedì. Un posticipo che probabilmente farà slittare l'inizio dei colloqui orali per molti istituti, inaugurando con un nuovo ritmo questa inedita, ma attesissima, edizione della Maturità.

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