Illustrazione di una persona su una scogliera innevata davanti al mare durante una tempesta invernale
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

L'inverno 2026-2027 potrebbe alternare periodi molto miti e umidi a improvvise ondate di freddo artico, con effetti anche sull'Italia.

A delinearlo è il climatologo Massimiliano Fazzini, referente del Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale e docente dell'Università di Camerino, che lega lo scenario alla formazione di un episodio particolarmente intenso di El Niño nel Pacifico.

Indice

  1. L'Italia tra caldo umido e ondate di gelo
  2. El Niño al picco tra novembre e dicembre
  3. Il vortice polare e il rischio di un inverno estremo

L'Italia tra caldo umido e ondate di gelo

"Dai primi modelli, da quelli più esaustivi e più precisi, sembrerebbe che si possa verificare con il condizionale un inverno piuttosto estremo, con rapida alternanza di periodi caldi sopra media, molto umidi, con repentine ondate di freddo provenienti appunto da latitudini più settentrionali", spiega Fazzini all'Ansa.

Il condizionale non è casuale: si tratta ancora di proiezioni.

Le simulazioni più recenti ipotizzano anche la discesa verso l'Europa di masse d'aria artica o siberiana, con nevicate che in alcuni scenari potrebbero spingersi fino in pianura e lungo le coste. Restano comunque ipotesi previsionali, non una certezza su tempi e intensità.

L'influenza di El Niño sul clima europeo arriva comunque indiretta e ritardata: gli effetti sul Mediterraneo si fanno sentire di solito dall'autunno inoltrato, con uno sfasamento che Fazzini stima tra 6 e 8 mesi dall'avvio della stagione del Niño, attraverso il meccanismo delle teleconnessioni.

"Potremmo avere delle ripercussioni anche a livello di clima europeo del mare nostro, per il bacino del Mediterraneo", ha detto il climatologo.

El Niño al picco tra novembre e dicembre

Il fenomeno che sta condizionando le previsioni è il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico centro-orientale. "Si sta effettivamente formando un Niño di magnitudo eccezionale, il più forte degli ultimi 140 anni", ha dichiarato Fazzini.

Le proiezioni del Centro Meteorologico Europeo (ECMWF) indicano che il Niño 3.4, indice dell'intensità del fenomeno, potrebbe raggiungere i +3,5 °C nel momento di massima intensità, previsto tra novembre e dicembre 2026.

Il massimo dell'episodio dovrebbe collocarsi tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno, per poi attenuarsi nella prima parte del 2027. L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) prevede inoltre che il fenomeno resti attivo fino a febbraio 2027.

Il vortice polare e il rischio di un inverno estremo

Il calore e l'umidità liberati dalle acque calde del Pacifico possono interferire con la corrente a getto e indebolire il vortice polare, la circolazione che normalmente trattiene l'aria gelida vicino al Polo Nord.

Quando questo meccanismo si indebolisce o collassa, l'aria fredda trova spazio per scendere verso sud, fino alle latitudini europee. La WMO assegna al 69% la probabilità che l'episodio in corso superi, per intensità, i principali eventi di El Niño registrati dal 1950 a oggi.

L'energia immessa in atmosfera dalle acque calde del Pacifico si somma al riscaldamento globale già in corso, un fattore che può amplificare ulteriormente i fenomeni meteorologici estremi nei mesi a venire.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
@gianmarcodeusebi ‘il Barbero de Roma’ sfata miti sugli antichi romani

Azzykky svela 6 curiosità e falsi miti dell'antica Roma che difficilmente si imparano a scuola, tra monumenti, tradizioni e collegamenti con il mondo di oggi

Guarda il video