Universitari d'Italia: 7 su 10 restano a casa con i genitori durante gli studi

Lo studente universitario che rimane a casa con mamma e papà, mantenuto di tutto punto, fino alla soglia dei trent'anni (se non oltre)? Uno scenario che in Italia, purtroppo, è un fenomeno molto diffuso. A confermarlo sono anche i dati dell'ultimo rapporto Eurostudent 2016-2018: rispetto ai giovani italiani, ad esempio, i loro coetanei scandinavi o anglosassoni sono decisamente più intraprendenti. Si tratta, però, di una conclusione che merita subito una precisazione: il nostro sistema, ad oggi, non fa nulla per 'finanziare' l'indipendenza dei giovani. Basti pensare allo strumento dello stage: opportunità di formazione e inserimento nel mondo del lavoro che, il più delle volte, si traducono in rimborsi minimi e mansioni degradanti rispetto al curriculum costruito con anni di sacrificio.

Cosa si fa all'estero per emancipare i ragazzi

I giovani italiani, poi, escono ulteriormente penalizzati da un quadro didattico che non offre corsi di laurea gratuiti o assegni mensili studiati appositamente per allontanarsi dal nido familiare. In Danimarca, ad esempio, una rete di assegni mensili e prestiti a tasso agevolato rende sconveniente, oltreché raro, restare aggrappati ai genitori. In Germania, invece, ci sono altre modalità di supporto sociale ai giovani: innovative politiche abitative, il sostegno alle ragazze madri e delle mamme single, la fiscalità agevolata per le nuove imprese o per i lavoratori autonomi all’inizio della carriera.

Il rapporto Eurostudent

La fotografia scattata dal rapporto Eurostudent per il triennio 2016-2018 è ben nitida: gli studenti di casa nostra preferiscono concentrarsi sullo studio e raramente lavorano per pagarsi libri e rette universitarie. Rispetto ai giovani italiani, fanno peggio solo i maltesi: gli universitari del Belpaese che vivono con i genitori sono 7 su 10. La media europea, invece, scende fino al 36%, ben al di sotto della metà della popolazione studentesca. In Germania, addirittura, la quota scende al 20%, con la maggior parte dei ragazzi in età universitaria già alle prese con i problemi di tutti i giorni, con partner e figli da accudire.

Lavoretti? Solo in estate

Lavorare durante le lezioni? In Germania lo fa il 54% dei giovani e, in generale, in Europa lo fa il 35%. In Italia, invece, il 76% degli iscritti a un corso di laurea non lavora, il 17% si trova degli impieghi saltuari e stagionali (senza contratti regolari o stipendi fissi), solo l'11% è impegnato stabilmente.

Vivere da soli? Quasi nessuno lo fa col partner

Se più del 20% degli studenti francesi e tedeschi vive stabilmente con un compagno o compagna, in Italia questa cifra si riduce al 3%.

Il sistema non aiuta

"Se molti meno studenti rispetto alla media europea smettono di vivere con i genitori, il problema – commenta Elisa Marchetti, dell’Unione degli universitariè senza dubbio riconducibile alla situazione del diritto allo studio, come la condizione abitativa: in molte città universitarie gli affitti sono alle stelle, anche a causa di un'offerta pubblica quasi del tutto assente. E, in una situazione per cui le ore spese tra lezioni e studio individuale sono le più numerose d'Europa, per gli studenti italiani svolgere contemporaneamente un lavoro è molto difficile".


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