Sembra impossibile ma la tragedia di Crans-Montana sarebbe già avvenuta in Brasile: a ricordarcelo una miniserie “La notte che non passerà” pubblicata su Netflix a gennaio 2023 e solo in queste ore entrata in tendenza in Italia. Il motivo? La straordinaria somiglianza tra i fatti avvenuti nel 2013 e quelli verificatisi al Constellation qualche giorno fa, con un incendio innescato proprio da una famigerata candelina pirotecnica.
Più di 40 morti, oltre 100 feriti. Come è potuto succedere? Questa la domanda che, forse, tutti ci stiamo facendo davanti al dramma di Capodanno al Constellation di Crans-Montana. Sapendo, poi, che non è la prima volta che tragedie del genere accadono, oltretutto con dinamiche simili.
Domanda che potrebbe, quindi, aver spinto tante persone a vedere la miniserie “La notte che non passerà”: cinque episodi per narrare lo spaventoso incendio che devastò la discoteca Kiss nella città brasiliana di Santa Maria.
La notte che non passerà: di cosa parla la miniserie che racconta un incendio simile a quello di Crans-Montana?
Una catastrofe che richiama da vicino quella che, purtroppo, ha tolto la vita a tanti ragazzi e ragazze durante lo scorso Capodanno.
Pochissimi minuti ed è già troppo tardi: così come in Svizzera, anche nella discoteca brasiliana le fiamme ed il fumo hanno devastato il locale in pochi secondi. 242 persone persero la vita e circa 680 restarono ferite. Anche qui, tantissimi giovani tra le vittime.
Chiedersi il perché del verificarsi di sciagure come questa, forse la ricerca di una spiegazione. Difficile dire cosa abbia spinto tante persone a recuperare gli episodi proprio a pochi giorni da quella che ha scosso il cuore dell’Europa, al punto da mandarli dritti tra i trend dei più visti. Nonostante il prodotto sia in realtà “datato”, in quanto presente in streaming dal 2023.
Cosa c’entrano i fuochi pirotecnici con l’incidente raccontato in La notte che non passerà?
La serie, tratta dal libro The Endless Night: The Untold Story of Kiss Nightclub (2018), spiega che il disastro del 2013 sarebbe stato provocato proprio dall’accensione di fuochi pirotecnici in un’ambiente altamente infiammabile.
Il resto, l’hanno fatto la difficoltà di raggiungere le vie di fuga, la rapidità in cui tutto è avvenuto in un luogo colmo di persone, la scarsa disponibilità di strumenti per placare le fiamme.
Nel caso del Kiss, i fuochi sarebbero stati accesi al momento dell’esibizione di una band musicale: la drammatica vicenda portò la condanna di quattro persone, quella dei due proprietari del locale assieme ai due membri della band, ritenuti colpevoli di omicidio colposo.
Dopo il Kiss, il Constellation: perché la tragedia si è ripetuta?
Saranno gli inquirenti, nel caso dell’incendio in Svizzera, a stabilire le responsabilità di una notte da dimenticare. Concluso il loro lavoro, si potranno analizzare in modo più puntuale eventuali analogie con eventi passati, tra cui quello del Kiss. Mentre si mettono insieme i tasselli, la più recente notizia è che al Constellation di Crans-Montana non sarebbero stati fatti controlli da circa 5 anni.
Quanti controlli si fanno nelle discoteche in Italia?
Quel che è certo è che disastri del genere non dovrebbero più accadere. Anche se non è così scontato. Secondo la testata LaPresse, ad esempio, nel 2025 nel nostro Paese ci sono stati 113 i controlli effettuati dai Nas nelle discoteche. E più di un terzo delle strutture sono risultate non conformi.
Con la specifica, tuttavia, che i controlli operati sarebbero stati focalizzati prioritariamente sulle condizioni igienico-sanitarie, e solo incidentalmente sul rispetto delle norme generali e di quelle specifiche di sicurezza strutturale e antincendio dei locali. Di cui l’ambito di competenza è di Polizia municipale, Vigili del Fuoco, Ispettorato del Lavoro e Asl.
Ciononostante, è evidente che siano importanti per mettere a nudo eventuali problemi e far partire i necessari interventi.