
L’11 febbraio si celebra la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere il contributo decisivo delle donne allo sviluppo scientifico e tecnologico e per promuovere una presenza femminile realmente paritaria nei settori STEM.
Dalla fisica alla chimica, dalla medicina all’informatica, queste dieci scienziate hanno cambiato il corso della storia con scoperte che usiamo ancora oggi. Ecco chi sono e perché il loro lavoro conta.
Indice
Le donne nella scienza
La presenza femminile nella storia della scienza non è mai stata un’eccezione, ma troppo spesso è stata raccontata come tale. Per secoli, alle donne è stato impedito l’accesso formale allo studio, ai laboratori, alle accademie e alle carriere scientifiche, eppure molte di loro sono riuscite comunque a produrre ricerche decisive, aprendo strade che oggi diamo per scontate. In numerosi casi, i loro risultati sono stati minimizzati, attribuiti a colleghi uomini o riconosciuti soltanto a distanza di decenni.
La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 dicembre 2015, nasce proprio per riportare al centro queste storie e per ricordare che il progresso scientifico è il frutto di talenti diversi, non di un solo genere. Celebrarla significa fare memoria, ma anche interrogarsi sul presente: il divario di genere nelle discipline scientifiche esiste ancora, soprattutto nei percorsi più avanzati e nelle posizioni di vertice.
Raccontare le vite e le scoperte di queste scienziate serve allora a un doppio scopo. Da una parte restituisce visibilità a chi ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza umana. Dall’altra offre modelli concreti alle nuove generazioni, dimostrando che la scienza non ha un volto unico, ma è fatta di intelligenze, percorsi e storie diverse.
Marie Curie
Se si parla di donne nella scienza il primo nome che viene alla mente di tutti è senza dubbio quello di Marie Curie.
Due volte premio Nobel, nonché prima donna in assoluto a riceverlo, questa fisica e chimica è nota soprattutto per gli studi condotti sulle radiazioni e per aver scoperto gli elementi chimici radio e polonio (il cui nome deriva dal paese d’origine della scienziata: la Polonia).
Rita Levi Montalcini
Rita Levi Montalcini, neurologa italiana, è nota in tutto il mondo per aver scoperto fattore di accrescimento della fibra nervosa NGF, una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso.Tale scoperta le è valsa il premio Nobel per la medicina con cui è stata insignita nel 1986.
Rita Levi Montalcini è stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle scienze, nata con lo scopo di promuovere il progresso della matematica, della fisica e delle scienze naturali.
Rosalind Franklin
Rosalind Franklin, chimica britannica, svolse un lavoro fondamentale per la comprensione delle strutture molecolari del DNA e dell'RNA. Grazie al suo impegno, i due scienziati Watson e Crick poterono elaborare il modello chimico della molecola del DNA.
Tuttavia, i due uomini sfruttarono il lavoro di Rosalind Franklin senza riconoscerle alcun merito. I due vennero insigniti del premio Nobel, mentre lei non ricevette nessun riconoscimento. Oggi, però, le sue scoperte sono ricordate e lodate in tutto il mondo scientifico e non solo.
Dorothy Hodgkin
Dorothy Hodgkin è stata una biochimica e cristallografia britannica, pioniera della tecnica di diffrazione dei raggi X, che si applica allo studio dei solidi cristallini mediante l’interazione della materia con la radiazione elettromagnetica.
Grazie al suo lavoro, ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1964.
Margherita Hack
Margherita Hack è stata un'astrofisica e divulgatrice scientifica italiana. È stata la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987.
Grazie al suo impegno è diventata nota in tutto il mondo, partecipando anche ai consigli scientifici della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Oggi viene ricordata sia per i suoi studi sull'evoluzione stellare e la spettroscopia, che per la pubblicazione di moltissimi libri divulgativi che hanno appassionato le nuove generazioni al mondo dell’astronomia.
Ada Lovelace
Augusta Ada Byron, figlia del poeta Lord Byron, nota soprattutto come Ada Lovelace, è stata una nobildonna e matematica vissuta nella prima metà dell’Ottocento. Con i suoi studi ha contribuito a realizzare la macchina analitica di Charles Babbage, che costituisce il primo prototipo di computer.
Inoltre, ha scritto il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che viene spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.
Maria Goeppert-Mayer
Maria Goeppert-Mayer è stata una fisica tedesca naturalizzata statunitense.
Nel 1963 ha ricevuto il premio Nobel per la fisica per aver proposto, insieme al collega Hans Jensen, il modello a guscio del nucleo atomico. Fu la seconda donna ad ottenere questo riconoscimento in ambito fisico dopo Marie Curie.
Lise Meitner
Lise Meitner è stata una fisica austriaca, nota in tutto il mondo per i suoi studi sulla radioattività e sulla fisica nucleare. Albert Einstein la definì la Marie Curie tedesca, poiché i suoi lavori furono fondamentali per la spiegazione teorica della fissione nucleare e per la scoperta dell’elemento chimico del protoattinio.
Come Rosalind Franklin, anche Lise Meitner fu vittima del cosiddetto “effetto Matilda”, fenomeno per il quale il lavoro di ricerca svolto da una donna viene attribuito del tutto o in parte a un uomo.
In questo caso, a ricevere il premio Nobel come riconoscimento per il lavoro svolto fu Otto Hahn.
Irène Joliot-Curie
Irène Joliot-Curie è stata una chimica e fisica francese, figlia di Marie Curie.
Grazie al suo lavoro sugli elementi radioattivi naturali, nel 1935 fu la seconda donna a ricevere il premio nobel per la chimica dopo sua madre. Le sue scoperte sono state fondamentali soprattutto in ambito medico.
Maria Montessori
Maria Montessori è stata pedagogista, educatrice, filosofa e medico.
Ha rivoluzionato il mondo dell’educazione con il metodo Montessori, adottato ancora oggi in migliaia di scuole di ogni ordine e grado in tutto il mondo.
Il metodo che porta il suo nome si basa sull’osservazione scientifica del comportamento dei bambini e sul presupposto che la disciplina nasca a partire dal “lavoro libero”.
Chiara Galgano