Compiti delle vacanze, tutti contro i prof: genitori sul piede di guerra, studenti copiano dal web

Marcello G.
Di Marcello G.

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In pochi ce l’hanno fatta e, anche chi ha voluto essere diligente fino in fondo, è riuscito nell’impresa solo all’ultimo momento. Il lungo stop natalizio lascia in eredità, come ogni anno, uno dei più grandi incubi degli studenti: i compiti per le vacanze. A differenza dell’estate, quando l’inizio delle lezioni è piuttosto ‘morbido’, a gennaio si fa subito sul serio; la fine del quadrimestre è vicina e i bilanci dei professori potrebbero partire anche dalle verifiche assegnate durante le festività. Peccato che i ragazzi si presenteranno all’appuntamento non proprio con la coscienza a posto: circa 1 su 4, infatti, entrerà in classe senza aver svolto neanche un compito; per gli altri, comunque, non è che le cose vadano meglio. È quanto emerge da una web survey di Skuola.net che ha chiesto a circa 1700 studenti delle medie e delle superiori a che punto fossero con i compiti alla vigilia del rientro a scuola.

In pochissimi hanno fatto tutti i compiti per le vacanze


Al di là di quelli che hanno ignorato i compiti, solo il 17% degli intervistati ci ha detto di averli svolti tutti; 1 su 4, invece, afferma di averne completato comunque la maggioranza. Il 13% ha raggiunto a malapena la metà, mentre un buon 16% ammette di essersi fermato a un quarto del totale. I più studiosi? Sembrano essere quelli delle scuole medie che 1 caso su 3 dicono di non aver lasciato nessun compito in sospeso. Discorso opposto per i ragazzi degli istituti tecnici e dei professionali: nel primo caso il 34% dice di non aver aperto libro, mentre nel secondo si sale fino a quota 41%.

Una corsa contro il tempo per arrivare pronti


Si può benissimo parlare di compiti last minute visto che più della metà degli studenti che hanno partecipato alla web survey – il 58% - confessa di aver aperto il diario solo con il nuovo anno. Il 27%, invece, ha lasciato trascorrere Natale prima di pensare ai compiti per le vacanze. Solo il 15% quelli che, in controtendenza, si sono portati avanti iniziando appena finite le lezioni per sfruttare il ritmo scolastico. Anche qui gli studenti delle medie si distinguono, quasi 1 su 4 avrebbe cominciato a smaltire il carico di compiti già prima di Natale.

Amici e Internet le soluzioni per fare prima. Quasi la metà li ha copiati


Ma tempestività e completezza non sempre sono sinonimi di impegno e studio. Chi si è messo una mano sulla coscienza al massimo ha ricevuto un aiuto o una consulenza innocente dai compagni di classe e dagli amici (sono il 15%) o dalle infinite vie della Rete (sono il 22% quelli che hanno usato Internet come alleato per svolgere i compiti a casa). Solo alle medie si chiede ancora aiuto ai genitori. Però c’è anche chi ha scelto di aggirare il problema attraverso il più tradizionale dei metodi: copiando. Sono quasi il 40% del totale quelli che non nascondono di aver copiato gli esercizi (il 3% addirittura tutti quanti). Le fonti preferite? È una lotta alla pari tra la complicità dei compagni di classe (al 49%) e l’affidabilità del web (al 43%).

La battaglia dei genitori contro i compiti a casa


Di fondo rimane, però, una generale allergia ai compiti per le vacanze. Purtroppo, però solo il 2% degli studenti non si è visto assegnare neanche un tema, un ripasso, un libro da leggere. Da mesi è partita sul web un crociata contro i compiti pomeridiani che vede i genitori in prima linea contro i professori che caricano i ragazzi di esercizi da svolgere a casa; a maggior ragione non sono esenti da accuse quelli per i periodi di vacanza. C’è chi si è appellato persino alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per rivendicare la libertà di sfruttare i periodi di pausa dalle lezioni per riposarsi ma anche per coltivare le proprie passioni.

La giustificazione si appella alla Dichiarazione dell’ONU


Il gruppo Facebook “Basta Compiti” – tra i più attivi online – ha anche pubblicato una bozza di giustificazione che i genitori possono compilare per assumersi la responsabilità di non aver fatto svolgere i compiti assegnati dai prof, richiamando proprio la Carta delle Nazioni Unite e in particolare l’articolo 31, laddove si dice che debbano essere riconosciuti a bambini e ragazzi il diritto “al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative […] e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica” e “all'organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali”. L'associazione ha poi raccolto, durante la pausa natalizia, le foto dei diari degli studenti caricati di compiti con l’intento annunciato di inviare il “faldone” niente meno che al Miur.

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