
La messa in onda della fiction RAI "La Preside" ha riacceso i riflettori su Caivano, ma l'attenzione mediatica non ha portato l'effetto sperato da chi quel territorio lo vive quotidianamente. La serie, ispirata alla storia vera della dirigente scolastica Eugenia Carfora e alla sua battaglia contro la dispersione scolastica in un contesto difficile come quello del Comune campano, è finita al centro di una dura contestazione da parte chi la vive ogni giorno.
A sollevare la polemica non sono stati, dunque, critici televisivi o politici, ma i diretti interessati: gli studenti del Liceo "Niccolò Braucci" di Caivano.
In una lettera aperta indirizzata alla redazione di Skuola.net, il Collettivo Studentesco dell'istituto hanno, infatti, voluto esprimere il proprio dissenso verso una narrazione che, a loro avviso, distorce la realtà.
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Cosa pensano gli studenti di Caivano de "La Preside"
Sebbene l'intento della fiction "La Preside" fosse quello di raccontare il recupero dei ragazzi e la lotta per la legalità, gli studenti denunciano una rappresentazione stereotipata che trasforma la loro comunità in una "buffa caricatura".
Secondo i ragazzi, il prodotto televisivo pecca di superficialità, mettendo in scena una figura di preside "super-eroina" che combatte il crimine da sola, sminuendo di conseguenza l'impegno collettivo di una cittadinanza che cerca di costruire un futuro diverso.
Nella lettera degli studenti, però, non c'è solo critica televisiva ma anche politica: gli alunni del liceo di Caivano tracciano, infatti, un parallelismo tra la logica della fiction e quella del "Decreto Caivano", accusando entrambe le iniziative di seguire una filosofia del "punire per educare" che si è rivelata per loro inefficiente.
Di seguito riportiamo il testo integrale del comunicato stampa diffuso dagli studenti.
La lettera del Collettivo Studentesco di Caivano
Il testo completo:
Il Collettivo Studentesco del Liceo "Niccolò Braucci" di Caivano ritiene doveroso intervenire nel dibattito pubblico sulla rappresentazione della nostra comunità proposta dalla produzione RAI "La Preside".
Caivano è una collettività tristemente martoriata dal pregiudizio generato da diversi casi di cronaca nera. Ogni volta che ci capita di parlare della nostra scuola, avvertiamo su di noi lo stigma che grava sul nostro territorio.
Un'eccellente studentessa del Liceo Braucci ha raccontato episodi di discriminazione subiti durante l'evento Scuola Futura 2024, tenutosi a Cagliari. La ragazza riferisce di essere stata, insieme alle sue compagne di classe, identificata come "ragazza di Caivano" anche da membri dell'organizzazione stessa dell'evento, mentre tutti gli altri studenti venivano indicati con il nome del proprio istituto o liceo.
Vivere qui significa battersi ogni giorno contro lo stereotipo che dipinge questo paese come quello della criminalità organizzata. Significa però anche vedere gli sforzi della stragrande maggioranza dei cittadini, impegnati quotidianamente per una realtà di giustizia e legalità ma, tutto questo, purtroppo non fa audience.
Siamo convinti che, quando si lavora a un progetto artistico che interessa un ambiente come il nostro, le parole d'ordine debbano essere rispetto e responsabilità, soprattutto quando il progetto stesso è realizzato con fondi pubblici.
Il racconto RAI mostra all'Italia una Caivano che non corrisponde minimamente alla realtà, stereotipizzando numerosi concetti molto complessi e trasformando la nostra comunità in una buffa caricatura. I problemi sono certamente presenti, ma la nostra situazione non è molto diversa da quella di moltissime periferie italiane, anch'esse trattate con estrema superficialità, dimenticando la preponderanza di residenti onesti.
Un altro punto critico che va trattato è la centralità della figura della Preside, poiché la fiction ci presenta il ritratto di una "super-eroina" che, da sola, combatte il crimine. Il magistrale lavoro della Dirigente a cui è ispirata la storia - Eugenia Carfora - è ovviamente insindacabile, ma la presentazione di una figura tanto gloriosa inevitabilmente sminuisce l'importanza del lavoro che la società tutta ha finora fatto e che continuerà a fare.
Un'ultima riflessione che il Collettivo Studentesco ritiene necessario sollevare riguarda il legame esistente tra il Decreto Caivano (DL 15 settembre 2023, n. 123) e la fiction RAI. Il prodotto, infatti, caratterizzato da dinamiche che semplificano concetti ben più complessi, da elementi totalmente fuorvianti e da una spettacolarizzazione del personaggio della Dirigente, richiama molto quelle politiche demagogiche che hanno poi portato al Decreto Caivano, frutto anche della logica mandata avanti dal nostro Governo del "punire per educare". La stessa logica che, a conti fatti, si è dimostrata inefficiente, ma che il nostro Consiglio dei Ministri sembra voler continuare a perseguire senza badare alle reali esigenze di Caivano e delle periferie d'Italia in generale.
Il Collettivo Studentesco del Liceo "Niccolò Braucci" vorrebbe che questo messaggio arrivasse in tutta Italia, per far comprendere a chi non vive nel nostro territorio che questo non è come è stato raccontato. Il 31 agosto 2023 la nostra Presidente del Consiglio era a Caivano e disse, citando Sant'Agostino: "Comincia a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e magari potresti scoprirti a fare l'impossibile".
Ci auguriamo che si possa davvero partire dal necessario per raggiungere l'impossibile, sperando che misure superflue, spinte da logiche politiche populistiche, possano essere messe da parte.
Nonostante ciò, non saranno certo programmi spettacolarizzati e decreti illusori a toglierci la speranza.
Caivano può sognare.
Caivano deve sognare.