Dopo la Maturità, all'Università 2 studenti su 3, ma quasi la metà pensa di aver sbagliato scuola

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

La dodicesima edizione del rapporto sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado realizzato da AlmaDiploma e AlmaLaurea fotografa le performance universitarie e lavorative dopo il conseguimento del titolo.
L’indagine ha riguardato circa 80 mila diplomati del 2016 e del 2014 intervistati rispettivamente a uno e tre anni dal conseguimento del diploma: nello specifico, sono stati coinvolti oltre 41 mila diplomati del 2016, intervistati a un anno dal diploma e oltre 38 mila diplomati del 2014, intervistati a tre anni.

2 su 3 si iscrive all'università


A un anno dal diploma, il 67% dei diplomati ha continuato iscrivendosi ad un corso di laurea (il 51% ha optato per lo studio, il 16% frequenta l’università svolgendo attività lavoativa); il 19% ha preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro. Dall'indagine, però, emerge che il 45% del campione pensa di aver sbagliato scuola pochi mesi dopo il conseguimento del titolo. La percentuale cala al 42 per cento, un anno dopo. I meno appagati sono gli ex studenti degli istituti professionali. I diplomati tecnici e ancora di più i liceali, risultano invece essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta. Non solo: il 25% cambierebbe sia scuola sia indirizzo, il 12% ripeterebbe il corso ma in un altro istituto, l’8% li modificherebbe entrambi.

Anche all'università non va meglio


Più del 60% dei diplomati (il 67% per l'esattezza) del 2016 si è iscritto all’università. Vanno per la maggiore i corsi di laurea in materie umanistiche, ma a un anno dal conseguimento del diploma, per il 12% degli studenti maturati, la scelta universitaria non si è dimostrata vincente: il 7% si è ritirato dopo il primo anno, il 5% ha cambiato corso di laurea. Abbandoni che coinvolgono il 4% dei liceali, il 10% dei tecnici e il 20% dei diplomati professionali. Le cose non migliorano a tre anni: sale infatti al 19% la quota di insoddisfatti della propria scelta.

Alternanza scuola-lavoro


Per quanto riguarda, invece l'Alternanza scuola-lavoro, dall’indagine emerge che il 61% degli interpellati dichiara che il percorso didattico concluso prevedeva tali tipi di esperienze che risultano diffuse negli istituti professionali (il 91% dei diplomati dichiara che il progetto era previsto) e nei tecnici (86%); riguardano solo in minima parte i licei (40%). Fatto positivo: l'alternanza scuola-lavoro si traduce in un rapporto di lavoro con l’azienda presso cui lo studente ha svolto i periodi lavorativi previsti dal progetto.

Condizione lavorativa


A essere messi meglio, sotto il posto di vista dell'occupazione lavorativa, sono i diplomati professionali (47%), davanti ai tecnici (42%) e ai liceali (27%). A tre anni dal titolo il tasso di occupazione sale al 45%: il 27% è dedito esclusivamente al lavoro, mentre il 18% è impegnato sia nello studio che nel lavoro. Anche in questo caso in vetta ci sono gli ex studenti dei professionali (69%); alle loro spalle i tecnici (56%)e in coda i liceali (32%). Tra i diplomati del 2016 che risultano impegnati esclusivamente in un’attività lavorativa, la tipologia di attività più diffusa risulta essere il lavoro con contratti a tempo determinato (il 31% degli occupati). A tre anni dal diploma la situazione migliora: bene la quota di contratti a tempo indeterminato (28%), mentre scende la quota di coloro che lavorano senza alcun contratto (6%).
I ragazzi che conseguono il titolo con una votazione più modesta tendono a presentarsi direttamente sul mercato del lavoro senza proseguire ulteriormente la formazione. Infatti, riporta sempre il rapporto AlmaDiploma-AlmaLaurea, la prosecuzione degli studi è, all’opposto, una scelta che coinvolge soprattutto i diplomati più brillanti: indipendentemente dalla condizione lavorativa, infatti, risultano iscritti all’università nella misura del 75% (contro il 57% di quelli con voto basso).
I diplomati che lavorano a tempo pieno guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.043 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo il guadagno mensile netto dei diplomati è pari in media a 1.169 euro.
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