gen z messa

Tutti dicono che la Gen Z sia la generazione più lontana dalle istituzioni tradizionali: meno legata ai partiti, meno legata ai modelli di vita classici, meno legata anche alla religione.

Eppure, negli Stati Uniti, sta succedendo qualcosa di interessante: una parte dei giovani sta tornando a guardare alla chiesa come a un luogo di senso, disciplina e comunità.

Non sempre partendo dalla parrocchia, però. Spesso partendo da TikTok.

Il fenomeno è stato raccontato da diversi media internazionali e ripreso anche da Open: giovani creator che parlano di fede sui social, video in cui si recensisce una chiesa come si recensirebbe un locale, appuntamenti tra ragazzi che iniziano con una pizza e finiscono tra i banchi della messa.

Una specie di “religione in formato Gen Z”, dove la spiritualità passa anche da reel, aesthetic, routine e community offline.

Indice

  1. Dalla pizza alla messa: il caso “Pizza to Pews”
  2. Perché proprio ora?
  3. Non solo fede: anche estetica, appartenenza e dating

Dalla pizza alla messa: il caso “Pizza to Pews”

Uno degli esempi più citati arriva da New York. Qui il creator Anthony Gross ha iniziato a raccontare sui social la sua ricerca di una chiesa cattolica in città, valutando elementi come la bellezza del luogo, la presenza di una community giovane e il clima generale.

Da questa narrazione è nato anche l’interesse attorno a Pizza to Pews, incontri in cui giovani adulti si vedono prima in pizzeria e poi vanno insieme a messa. Il punto non è solo religioso: è anche sociale. Prima ci si conosce, si parla, si crea gruppo. Poi, eventualmente, si entra in chiesa.

Perché proprio ora?

Secondo il Washington Post, molti giovani che si avvicinano al cattolicesimo parlano di bisogno di significato, relazioni autentiche, tradizione e ordine morale, soprattutto in contrasto con una vita percepita come caotica, performativa e molto online. 

C’è poi il tema della disciplina. Digiuno quaresimale, preghiera, routine, autocontrollo: pratiche religiose antiche che, viste attraverso il filtro dei social, possono assomigliare a certe logiche contemporanee di self-improvement.

Non a caso alcuni media hanno parlato anche di Catholicmaxxing, una parola nata online per indicare il modo in cui alcuni giovani, soprattutto uomini, stanno reinterpretando il cattolicesimo dentro la cultura del “migliorarsi” a tutti i costi.

Non solo fede: anche estetica, appartenenza e dating

Il ritorno alla chiesa, almeno in questi casi, non passa sempre da una conversione “classica”. A volte parte dall’estetica: chiese belle, canti, rituali, immagini, simboli, abiti, croci, tradizione. Tutti elementi che sui social funzionano molto, perché sono visivi, riconoscibili e facilmente raccontabili.

A volte passa dalla community: sapere che in un posto troverai persone della tua età, magari con interessi simili, può essere un motivo fortissimo per andarci. E sì, c’entra anche il dating.

Lo stesso racconto dei media americani mostra come alcuni giovani vedano questi ambienti anche come spazi in cui incontrare potenziali partner con valori simili.

Detto così può sembrare strano, ma forse non lo è: ogni generazione ha avuto i suoi luoghi di socialità. Per qualcuno erano l’oratorio, il bar sotto casa, la scuola, la palestra, il centro sociale.

Per una parte della Gen Z americana, oggi, una messa molto frequentata può diventare anche un luogo in cui trovare connessioni reali.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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