Università? Le frasi tragiche sulla tua facoltà

Carmine Zaccaro
Di Carmine Zaccaro

passatempi impensabili all'università

Ebbene ci siamo: ormai l'immatricolazione è fatta, gli scatoloni sono imballati (sempre che tu ti cimenti nell'esperienza da fuorisede)… Forse ti sei portato avanti ed hai anche acquistato i libri. Benissimo, sembra che tutto sia pronto per concederti di iniziare la tua esperienza da matricola universitaria nel migliore dei modi… Tuttavia la sorpresa è dietro l'angolo, e basta il minimo per spegnere anche il più acceso degli entusiasmi. Incontri la dirimpettaia, che ti vede impegnato a trafficare con gli scatoloni. "E dove te ne vai?" "A studiare fuori!" "Che carino, cosa?" "Scienze della comunicazione". La faccia della dirimpettaia si storce in un'espressione interrogativa che per un istante ti ha fatto pensare avesse un malore, e con un sorriso di circostanza si allontana. Se questa reazione ti ha lasciato perplesso, ecco per te una carrellata di tutte le frasi che potrai sentirti dire, nelle collezioni donna, uomo e unisex, quando rispondi alla domanda: "Cosa studi?"

Giurisprudenza
Donna: "MA tu che sei una ragazza, hai mai pensato a fare il magistrato?"
Uomo: "MA dimmi… ci sono tante ragazze in facoltà?"
Unisex: "MA lo sai che Roma conta più avvocati di tutta la Francia?" Questo è un evergreen che viene portato avanti dagli anni '80. Anni ed anni di cinismo ti porteranno a rispondere con uno stizzito "SI" alla questione, per smorzare gli animi dell'interlocutore.
In alternativa: "Ma senti, se avessi un problema con il vicino del piano di sopra…" Non appena ti iscrivi a giurisprudenza la consulenza gratuita è un dovere civile. Non importa se gli esami che hai sostenuto finora sono storia e filosofia del diritto.

Economia
Donna: "MA perché non vai a fare marketing alla specialistica?" Hai iniziato la triennale da due giorni e già ti cercano di indirizzare. Hai provato a rispondere che a te piacerebbe fare l'intermediario finanziario, ma non c'è stato verso.
Uomo: "MA ce n'è di belle ragazze?" L'interlocutore presenta una questione più che legittima e forse attinente. Il buon economista saprà cogliere il meglio anche da questa situazione.
Unisex: "MA secondo te, questa crisi del mercato cinese…" La domanda di attualità all'economista è un must. Anche se ti sei appena iscritto all'università.

Beni culturali, Filosofia, Lettere
Donna: "MA sì, in effetti per una ragazza questa scelta va bene…" il tutto accompagnato da una smorfia sbieca, simile a quella della dirimpettaia. La risposta più appropriata sarebbe un "sì, perché la mia massima ambizione nella vita è accalappiare un riccone e farmi mantenere". Dipende tutto da quanto sia importante mantenere buoni rapporti.
Uomo: "MA guarda te, hai scelto questa facoltà per inseguire le gonnelle?" Certamente, uno paga la retta universitaria per sublimare la propria erotomania. Arguta osservazione.
Unisex: "MA dopo cosa vorresti fare? Intendo, nella vita, non vorrai mica rimanere in Italia…" L'unica risposta al commento è fingere di sentire delle richieste d'aiuto, sfoderare la maglietta da Superman che tieni sotto i vestiti e correre via. Non c'è soluzione alternativa.


Tutto questo è roba da università...guarda il video!

Medicina
Donna: "MA se devi studiare per dieci anni, quando la metti su famiglia?". "No, non ringraziarmi se un domani ti salverò la vita, pensa pure alla mia ipotetica progenie…".
Uomo: "MA a me puoi dirlo: hai copiato al test, vero?"
Unisex: "MA se avessi bisogno di una ricetta…"

Chimica e Farmacia

Unisex: "Ma tu quindi le sapresti produrre le meta-anfetamine?" "Ho messo su un camioncino come in "Breaking Bad". Anzi, te li dà in dotazione l'università quando ti iscrivi."
In alternativa: "Ma come fai a servire le multinazionali farmaceutiche? Sono loro che inventano le malattie!"

Professioni sanitarie
Unisex: "Ma quindi cos'è che studi?" "Tecnico radiologo, è nello stesso insieme di infermieristica…" "Ah, sei un infermiere!" "NO, è tra le professioni sanitarie, come fisioterapia…" "AH, sei un fisioterapista allora."… Caro amico, rinunciaci.

Lingue
Donna: "MA che carina, poi vuoi insegnare?"
Uomo: "MA quindi proprio Lingue hai detto…"
Unisex: "MA a che serve fare lingue oggi, non ti conveniva fare economia e andare a studiare all'estero? Guarda che le lingue da sole non bastano eh..."

Ingegneria
Donna: "MA non scherzare. Che cosa studi davvero?"
Uomo: "MA hai visto l'ultima puntata di The Big Bang Theory?" Lo stigma di nerd ti si appoggerà sulla spalla dall'iscrizione fino alla fine dei tuoi giorni, fattene una ragione.
Unisex: "MA ti hanno già contattato per offrirti un lavoro?"

Architettura
Donna: "MA dopo vuoi fare la designer di interni!"
Uomo: "MA fammi capire.. Tu sei la versione svogliata di un ingegnere?"
Unisex: "MA lo sai che gli architetti sono alla fame oggi come oggi?"

Scienze della comunicazione
Donna: "MA che carina. E quindi vuoi fare l'organizzatrice di matrimoni!"
Uomo: "…"
Unisex: "MA, guarda che tardi che s'è fatto…"

Psicologia
Donna: "MA sì, ti ci vedo… Tu che sei così sensibile…"
Uomo: "MA perché non hai fatto medicina?"
Unisex: "MA quindi tu puoi farti terapia da solo?"

Traendo le fila da questo discorso si evincono una serie di cose: il luoghi comuni maschio-femmina sono ancora molto presenti, soprattutto in ambito di scelte universitarie, l'uomo medio nell'opinione comune si iscrive all'università in base alla popolazione femminile (insomma, come scegliere la discoteca dove far serata), gli stereotipi per facoltà sono all'ordine del giorno, ma soprattutto… Appena l'interlocutore inizia una frase con "MA", scappa!!!

Andrea Buticchi

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