
Mattel presenta la sua prima Barbie con autismo, pensata per rappresentare alcune modalità con cui i bambini nello spettro autistico percepiscono, elaborano e comunicano con il mondo. La bambola entra nella linea Barbie Fashionistas e include accessori come cuffie antirumore e un fidget spinner per aiutare a gestire lo stress, portando per la prima volta la neurodivergenza nella collezione di Barbie.
Come è stata progettata la Barbie con autismo
La bambola è stata sviluppata in collaborazione con l’organizzazione Autistic Self Advocacy Network (ASAN) e con il contributo di specialisti dell’autismo. La rappresentazione della neurodivergenza è stata resa grazie ad alcuni dettagli come:
- gli occhi leggermente inclinati, che richiamano il modo in cui alcune persone autistiche evitano il contatto visivo diretto,
- i gomiti e i polsi completamente articolati, che permettono movimenti fisici ripetitivi (stimming).
Gli accessori e l’abbigliamento della Barbie sono stati scelti per ridurre al minimo il sovraccarico sensoriale: l'abito ampio a maniche corte e la gonna fluida sono pensati per ridurre al minimo il contatto con la pelle, e quindi la sensazione di disagio sensoriale.
La bambola tiene in mano un fidget spinner rosa e indossa cuffie antirumore, mentre nella confezione è incluso anche un tablet che rimanda alle app di comunicazione aumentativa e alternativa (AAC).
L’inclusione come missione
Il lancio della Barbie autistica rientra nel percorso di Mattel verso una maggiore inclusione. Negli ultimi anni la linea Fashionistas ha introdotto
- bambole cieche,
- in sedia a rotelle,
- con sindrome di Down,
- con protesi,
- con vitiligine,
- con apparecchi acustici.
Le stesse linee guida sono state applicate sulla realizzazione di Ken.
Per celebrare il lancio, l’azienda ha annunciato la donazione di oltre 1.000 Barbie autistiche a ospedali pediatrici statunitensi con servizi specializzati per i bambini.