Daniele Grassucci
Autore
Lim Dong-hyun

Essere il nipote di Lee Kun-hee, lo storico "patriarca" di Samsung, e figlio di Lee Boo-jin (presidente degli Hotel Shilla), significa essere nati nel cuore pulsante della rivoluzione digitale. Eppure, per conquistare il suo posto nel prestigioso dipartimento di Economia della Seoul National University (SNU), l'erede dell'impero ha deciso di "scollegare la spina".

Questa è la storia di Lim Dong-hyun che, recentemente, è apparso come relatore d'eccezione in una celebre hagwon (scuola privata) di Daechi-dong, il distretto dell'istruzione d'élite di Seul. Davanti a una platea affollata di genitori e studenti della Whimoon High School, ha parlato di come, per raggiungere i suoi obiettivi, ha scelto di disintossicarsi dal digitale rinunciando per 3 anni a social e videogiochi.

Indice

  1. L'ironia di un "erede analogico"
  2. Il metodo: la strategia del digital detox (e non solo)
  3. Una lezione di "consapevolezza digitale"

L'ironia di un "erede analogico"

Immaginate il figlio di un mastro gioielliere Bulgari che non indossa nemmeno un anello, o l'erede della maison Armani che veste solo abiti senza etichetta. La scelta di Lim Dong-hyun è altrettanto simbolica: per tre anni, il nipote dell'uomo che ha reso Samsung un colosso mondiale della telefonia ha vissuto in Digital Detox.

Niente social, niente videogiochi, niente schermi. In un’epoca in cui la dopamina è a portata di click, Lim ha scelto il silenzio tecnologico per proteggere il bene più prezioso di uno studente: la concentrazione.

"È una sfida difficile," ha ammesso Lim, "ma posso dire con certezza che migliora l'immersione nello studio in modo incredibile. E il senso di gioia che provi quando finalmente finisce, dopo tre lunghi anni, è qualcosa che ho assaporato profondamente".

Il metodo: la strategia del digital detox (e non solo)

L'ingresso alla SNU — dove seguirà le orme dello zio Lee Jae-yong, attuale presidente di Samsung — è stato il risultato di voti eccellenti ottenuti con un metodo personale e decisamente efficace.

Il suo approccio per superare il temibile CSAT (l'esame di ammissione coreano) si fonda su alcuni principi fondamentali:

  • Lim ha messo in guardia contro l'eccesso di simulazioni d'esame. "Attenzione ai test mal costruiti che si basano su una logica debole", ha spiegato. Esporsi a domande ambigue può viziare il ragionamento, portando a errori fatali negli esami ufficiali. La chiave è la comprensione precisa e lo studio meticoloso delle prove degli anni precedenti.

  • Per le sezioni più complesse, Lim suggerisce di non limitarsi a risolvere problemi, ma di sviluppare un "istinto" attraverso un alto volume di esercizi mirati, specialmente quelli delle prove ministeriali di giugno e settembre. L'obiettivo? "Sviluppare i propri metodi di risoluzione personalizzati" per non essere mai spiazzati dall'imprevisto.

  • La rinuncia allo smartphone, una scelta tattica per preservare attenzione e focus.

Una lezione di "consapevolezza digitale"

La storia di Lim Dong-hyun ci ricorda una verità scomoda: gli strumenti che costruiamo possono essere i nostri peggiori nemici se non sappiamo governarli. Chi possiede le chiavi dell'impero tecnologico sembra essere il primo a conoscerne i rischi.

Mentre milioni di adolescenti combattono la dipendenza da notifiche, l'erede di Samsung dimostra che, per scalare le vette dell'economia moderna, a volte il primo passo è posare lo smartphone sul tavolo e spegnere la luce del display. 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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