
Il cognome è un’eredità che non scegli. Te lo trovi addosso, sui documenti, sul citofono, sui registri di classe. E di solito resta lì per tutta la vita. Ma a volte può diventare un piccolo fardello, soprattutto in età adolescenziale, quando una parola di troppo basta a trasformarsi in tormentone.
È quello che è successo a tre fratelli di Rimini che hanno deciso di cambiare il cognome paterno con quello della madre. Non per una questione familiare, non per rotture o dissapori. Semplicemente per evitare che un nome potenzialmente imbarazzante diventasse terreno fertile per battute prevedibili.
Una scelta legittima, prevista dalla legge, e motivata con una richiesta formale alla Prefettura.
Il cambio di cognome: una scelta preventiva
I tre fratelli portavano il cognome “Bocchini”. Ora si chiamano “Muratori”. Entrambi diffusi nella zona, ma con un impatto decisamente diverso nei corridoi di una scuola.
Secondo quanto spiegato dall’avvocata Cinzia Novelli, che ha seguito la pratica, tutto è partito nel 2022 dal fratello di mezzo. La richiesta è stata accolta nel 2023. Non c’erano episodi gravi di bullismo alle spalle, ma qualche battuta sì. E tanto è bastato per prospettare il problema.
La legge consente il cambio di cognome se c’è una motivazione valida e giustificata. In questo caso, la volontà era evitare che un cognome potesse trasformarsi in un elemento di disagio. Una scelta preventiva, più che una reazione a un danno già avvenuto.
Il padre d’accordo: “Ha le spalle larghe”
La decisione non ha creato tensioni in famiglia. Il padre non si è opposto. “Ha le spalle larghe e non ci fa più caso”, ha spiegato la legale, sottolineando come il timore sia legato soprattutto ai contesti giovanili, dove certe dinamiche possono amplificarsi rapidamente.
Dopo l’accoglimento della prima richiesta, anche il fratello maggiore ha deciso di seguire la stessa strada. E successivamente i genitori hanno scelto di procedere anche per il più piccolo, 17 anni.