Quattro disegni di Giulia Cecchettin saranno esposti a Milano dal 30 settembre al 10 ottobre, insieme a circa 40 lavori di studenti di illustrazione.
La mostra nasce accanto all'uscita del film sulla ragazza uccisa dall'ex fidanzato nel 2023 e racconta un lato meno noto della sua vita: quello di studentessa di ingegneria che coltivava, in parallelo, la passione per il disegno.
A raccontarlo è anche il padre, Gino Cecchettin, che negli ultimi anni ha trasformato il proprio dolore in un impegno pubblico contro la violenza di genere. L'esposizione milanese diventa così l'occasione per parlare sia dell'arte di Giulia sia del percorso di chi porta avanti la sua memoria.
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La mostra espone quattro disegni a Milano dal 30 settembre
La mostra "Continuiamo a fare rumore" si tiene dal 30 settembre al 10 ottobre 2026 nella sede di Banco BPM in piazza Meda, a Milano. È il primo passo di un progetto legato al film "Se domani non torno", diretto da Paola Randi e sugli ultimi giorni della vita di Giulia Cecchettin.
L'esposizione raccoglie quattro disegni realizzati da Giulia insieme a circa 40 lavori di studenti di illustrazione di NABA e della Scuola Internazionale di Comics. Sono i tratti di chi, come lei, si stava formando come illustratore.
Il percorso non si ferma a Milano. A partire da gennaio 2027, il progetto dovrebbe essere itinerante e coinvolgere le Fondazioni di Banco BPM e i Comitati territoriali in diversi territori italiani.
Giulia studiava ingegneria e sognava l'illustrazione
Giulia Cecchettin era una studentessa di Ingegneria a un passo dalla laurea, ma nel tempo libero frequentava anche la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia.
Aveva iniziato il corso di illustrazione a ottobre, due volte alla settimana, e la sua ultima lezione era stata il 10 novembre 2023, il giorno prima dell'omicidio.
Il suo sogno era diventare illustratrice. Aveva inoltre creato una pagina Instagram per i suoi disegni, @t0rtadimele, dove si descriveva con ironia per il proprio talento.
Il padre Gino ha raccontato un momento preciso legato a questa passione: la figlia si era illuminata quando lui le aveva detto che poteva frequentare una scuola per illustratori, nonostante studiasse Ingegneria. Un permesso diventato, con il tempo, uno dei ricordi più cari.
Gino Cecchettin lega l'arte al rispetto dell'altro
Gino Cecchettin porta avanti da anni un impegno pubblico contro la violenza, che lui stesso definisce guidato da uno "spirito da missionario". Ha spiegato che tutto ciò che ha fatto, dal libro al film, punta a trasmettere un unico messaggio: il rispetto dell'altro.
Non manca la parte più intima e faticosa di questo percorso. Il padre ha raccontato che a volte gli capita di voler parlare con Giulia o di dirle qualcosa, per poi rendersi conto immediatamente che non può farlo.
La campagna legata alla mostra allarga lo sguardo oltre l'arte: si occupa anche di educazione affettiva, relazioni consapevoli e contrasto alla violenza di genere. Un filo che unisce i disegni esposti in piazza Meda al lavoro quotidiano che Gino Cecchettin porta nelle scuole e negli incontri pubblici.