I drammi che ogni studente vive il pomeriggio prima dell'interrogazione

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Di edodean

Lo sapete cosa c’è di più bello della ricreazione e dell’ora di ginnastica? Oddio, forse non lo è, però si piazza comunque sul podio. Non avete ancora capito di cosa sto parlando? Dai, vi do un altro po’ di tempo… il tempo è scaduto; invito le mie due vallette a portare la busta con la risposta, che è *suspance* l’ora dell’interrogazione programmata.

Queste ore sono solitamente passate a non far nulla o a ripassare/studiare per l’ora dopo; il problema sorge quando ad essere la vittima sacrificale, la capra grassa della situazione, sei tu. Devi quindi riaprire, dopo circa due ere geologiche, un libro che credevi ormai perduto e studiarti circa dieci capitoli in un unico pomeriggio, quello prima dell’interrogazione. Ora mi chiedo: come passa lo studente il pomeriggio prima dell’interrogazione, programmata e non?

La prima cosa che si fa è decidere se fare subito gli altri compiti per poi concentrarsi sulla materia dell’interrogazione, oppure lanciare dal balcone i libri delle altre materie. Personalmente preferisco la seconda opzione, ma ho avuto notizie di ragazzi spavaldi che sono riusciti addirittura ad intraprendere la prima strada. Presa questa decisione inizi a vedere le pagine che dovrai studiare, e dopo qualche parolaccia arrivi a contarle tutte. Con calcoli che non stanno né in cielo né in terra ti convinci che entro mezzanotte avrai finito di studiare; spoiler: non sarà così.

Dopo aver riletto cinque volte lo stesso paragrafo, inizi a ripetere, anche se i tuoi occhi si accorgono della presenza di un oggetto mistico sulla scrivania, il tuo cellulare. Anche le tue mani se ne accorgono, e decidono da sole di sbloccarlo e iniziare a guardare i feed di instagram, facebook e twitter. Appena ti rendi conto di essere stato mezz’ora a vedere lo stesso video di cani che si sentono in colpa (non mentire, lo hai visto anche tu e hai riso), il tuo amico di fiducia, il signor Panico, fa una capatina nel tuo cervello, e ti fa saltare quelle cinque/sei pagine che avresti dovuto studiare in quel lasso di tempo.
Quindi, finito di studiare ad un orario che supera nettamente le tue previsioni, non avendo neppure la forza di buttarti sul letto, decidi di sdraiarti sul pavimento come l'ultimo dei disperati.

E se durante il pomeriggio avessi avuto altri impegni, come scuola-lavoro, calcio, pallavolo o l’appuntamento dal medico? Esistono due modi per risolvere la situazione: o ti giustifichi (a tuo rischio e pericolo, visto che i compagni non ti perdoneranno), oppure, grazie ai tuoi carissimi genitori che non hanno alcuna intenzione di farti vivere un’esistenza in pace, fai la nottata, che però si risolve con la perdita di conoscenza sui libri e un conseguente malore mattutino, solitamente descritto come la sofferenza provocata da un parto.

Per finire, il pomeriggio prima dell’interrogazione è il peggior incubo di uno studente che, indipendentemente dalla sua preparazione, riuscirà a prendere 5, visto che quel xxx del prof chiederà quelle cinque/sei pagine saltate a causa di un video sui cagnolini, che comunque faceva ridere.


Questo articolo è stato scritto da Edoardo, studente e blogger. Se ti piace scrivere e vuoi far parte anche tu del nostro team di blogger, scrivi a blogger@skuola.net

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