Concetti Chiave
- Giuseppe Tartini, nato nel 1692 a Pirano d'Istria, è un importante esponente della Scuola violinistica veneziana, inizialmente destinato a una carriera ecclesiastica.
- Abbandonata la vita religiosa, Tartini si rifugia in un convento dove sviluppa la sua passione per il violino e inizia a esibirsi come violinista professionista.
- Nel 1721 diventa "primo violino e capo di concerto" alla Basilica di S. Antonio a Padova e continua a guadagnarsi fama in diverse orchestre.
- Nel 1728 fonda una scuola di violino a Padova, attirando studenti da tutta Europa, e continua a comporre opere influenzate da Arcangelo Corelli.
- La sua produzione musicale include oltre 130 concerti e 170 sonate, caratterizzate da una melodia predominante e un virtuosismo finalizzato all'espressione emotiva.
Giuseppe Tartini e la sua formazione
Viene considerato uno dei maggiori esponenti della Scuola violinistica veneziana. Destinato dai genitori alla carriera ecclesiastica, Giuseppe Tartini (8 aprile 1692, Pirano d’Istria - 26 febbraio 1770, Padova) riceve in un collegio religioso i primi elementi di educazione musicale. Nel 1708 è a Padova per studiare diritto presso l’Università locale, ma si dedica soprattutto all’arte della scherma.
La fuga e il ritorno a Padova
Nel 1710, morto il padre, abbandona definitivamente il mai accettato cammino ecclesiastico e si sposa. Inseguito dalla madre e dal vescovo, è costretto a rifugiarsi in un convento di Assisi, dove rimane tre anni e dove si dedica appassionatamente, in solitudine, allo studio del violino (e, forse, della composizione). Alla morte del frate che lo ha ospitato, Tartini deve pensare a guadagnarsi da vivere: nel 1714 trova impiego come violinista nell’orchestra dell’Opera di Ancona. Nel frattempo a Padova gli animi si sono calmati e Tartini può farvi ritorno e ricongiungersi alla moglie.
L'incontro con Antonio Veracini
Nel 1716, a Venezia, conosce Antonio Veracini e rimane talmente impressionato dalla sua tecnica violinistica che decide di riprendere gli studi per perfezionarsi. Negli anni successivi suona in diverse orchestre, fra le Marche e il Veneto, conquistandosi fama di eccellente violinista, finché nel 1721 è assunto come “primo violino e capo di concerto” alla Basilica di S. Antonio a Padova.
La scuola di violino a Padova
Nel 1723 si reca a Praga, dove resta per tre anni, circondato dalla stima e dall’ammirazione degli ambienti musicali e aristocratici della città. Nel 1726 rientra a Padova e, nel 1728, fonda una scuola di violino la cui fama attira studenti da tutt’Europa. Nonostante i ripetuti inviti che riceve da molti paesi, Tartini non si muove più dalla città.
L'opera musicale di Tartini
Nello stesso anno appare la prima raccolta di 12 Concerti per violino, op.1, e nel 1734 pubblica la prima raccolta di Sonate.
Concerti e sonate si rifanno al modello di Arcangelo Corelli, all’epoca ammirato in tutta Europa, ma il trattamento del violino è fin dall’inizio del tutto personale e si basa sui due principi che Tartini stesso espone nel Trattato di Musica secondo la vera scienza dell’armonia (pubblicato nel 1754): l’imitazione della natura e l’espressione degli “affetti”. E siccome lo strumento più naturale (e più adatto ad esprimere gli “affetti” è la voce umana, così la scrittura strumentale deve mirare a riprodurre, per quanto possibile, la cantabilità della voce. Di qui la netta prevalenza, nelle sue opere, della melodia su ogni altro aspetto e la subordinazione a questo fine di tutti gli elementi virtuosistici (di cui pure la sua scrittura è ricchissima). Ma il virtuosismo non è mai fine a se stesso, non serve per mostrare l’abilità dell’esecutore, bensì per sottolineare l’ “affetto”, che rimane lo scopo della musica.
A questi principi si rifà tutta la sua vastissima produzione: oltre 130 concerti e non meno di 170 sonate, fra cui spiccano le due famosissime, intitolate Il trillo del diavolo e Didone abbandonata, nelle quali l’audacia veramente diabolica della tecnica si sposa con un’espressività, un pathos quasi romantici.
Domande da interrogazione
- Qual è il percorso formativo di Giuseppe Tartini?
- Come ha influenzato l'incontro con Antonio Veracini la carriera di Tartini?
- Qual è l'importanza della scuola di violino fondata da Tartini a Padova?
- Quali sono i principi fondamentali della musica di Tartini?
- Quali sono alcune delle opere più celebri di Tartini?
Giuseppe Tartini, inizialmente destinato alla carriera ecclesiastica, ricevette i primi elementi di educazione musicale in un collegio religioso e successivamente si dedicò allo studio del violino in solitudine durante il suo rifugio in un convento di Assisi.
L'incontro con Antonio Veracini nel 1716 a Venezia impressionò Tartini, spingendolo a riprendere gli studi per perfezionarsi e a suonare in diverse orchestre, guadagnandosi fama di eccellente violinista.
Nel 1728, Tartini fondò una scuola di violino a Padova che attirò studenti da tutta Europa, contribuendo significativamente alla diffusione della sua tecnica e del suo approccio musicale.
Tartini basò la sua musica su due principi: l'imitazione della natura e l'espressione degli "affetti", mirando a riprodurre la cantabilità della voce umana, con una netta prevalenza della melodia.
Tra le oltre 130 concerti e 170 sonate di Tartini, spiccano le famose opere "Il trillo del diavolo" e "Didone abbandonata", che combinano virtuosismo tecnico con un'espressività profonda e quasi romantica.