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L'etnomusicologia


La "scienza" che studia la musica di tradizione orale è detta etnomusicologia e nasce alla fine del XIX secolo (1800; tuttavia, l'interesse per la musica extraeuropea, si fa sentire molto prima, in epoca illuministica (1700). Gli studi dei musicologi sono basati prevalentemente sui ricordi, spesso vaghi e imprecisi, dei viaggi durante i quali hanno avuto occasione di venire a contatto con le popolazioni primitive e orientali. Alla fine dell'Ottocento cominciano ad interessarsi a tali tematiche anche gli antropologi come Charles Darwin.
La ricerca di metodi di studio della musica etnica è limitato a causa di una nostra scrittura musicale inadatta. Il problema viene risolto con l'invenzione, da parte di Thomas Edison, del fonografo (strumento che permette di registrare dalla viva voce degli esecutori le melodie). Grazie al registratore vengono raccolti molti dati, difficili da mettere a confronto, a causa dell'impossibilità di trascrivere le melodie che fanno uso di intervalli diversi da quelli di tono e semitono impiegati nella musica occidentale; questo problema potrà essere risolto solo ricorrendo all'impiego di mezzi elettronici che elaborano una semiografia capace di tener conto di tutte le varie componenti melodiche, ritmiche e timbriche. La finalità dell'etnomusicologia è di individuare i vari stili musicali dei popoli primitivi e di catalogare le melodie secondo una metodologia comune che deve ancora essere stabilita.

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