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Consiste in un tipo di composizioni scritte per coro a cappella derivato probabilmente da una stratificazione di esperienza canore della liturgia ecclesiastica romana e gallica.
Ufficialmente nasce a partire dal IX secolo circa , cioè quando Papa Leone III chiede a Carlo Magno (in cambio della sua incoronazione a Imperatore del Sacro Romano Impero) di unificare la liturgia gallica con quella romana, stabilendo quindi una stessa lingua, durata e stesse fasi della messa.
Per la religione cattolica ci sono due colonne portanti della liturgia: la Messa e la liturgia delle Ore (si considera la giornata divisa in più momenti nei quali si recita l’Ufficio Divino).
Le Ore che scandiscono la giornata sono:
Mattutino
Lodi
Prima
Terza
Sesta
Nona
Vespri
Compieta.
Nella liturgia delle Ore si cantavano soprattutto Salmi, preghiera scritta in versi che potevano essere distribuiti con la tecnica antifonale, responsoriale o melismatica e i manuali a cui si faceva riferimento erano l’Antifonario e il Breviario.

La Messa non aveva collocazione precisa, solitamente veniva data alla terza ora.
La Messa è divisa in Proprium Missae e Ordinarium Missae.
All’ Ordinarium Missae appartengono le 5 parti fisse della messa che sono:
Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus
Agnus Dei
Le parti del Proprium Missae sono:
Introito
Graduale
Tractus (sostituisce l’Alleluia nei periodi di penitenza)
Offertorio
Communio
Il canto aveva lo scopo di amplificare, arricchire e rendere più solenne la liturgia.
I modi del gregoriano
L’unità fondamentale dei modi del gregoriano è il tetracordo ascendente. Dall’unione di due tetracordi consecutivi si ottiene una “scala”
Si distinguono 8 modi :
i modi autentici:
re mi fa sol la si do re protus autentus
mi fa sol la si do re mi deuterus autentus
fa sol la si do re mi fa tritus autentus
sol la si do re mi fa sol tetrardus autentus
dalla trasposizione di un intervallo di quarta sotto ai modi autentici derivano
i 4 modi plagali
la si do re mi fa sol la protus plagalis
si do re mi fa sol la si deuterus plagalis
do re mi fa sol la si do tritus plagalis
re mi fa sol la si do re tetrardus plagalis

la Finalis è la nota più importante nei modi gregoriani e può essere accostata alla nostra tonica. Modi autentici e plagali hanno la stessa finalis che è la prima nota del modo autentico ma diversa repercussio, ossia la nota che veniva ribattuta per far combaciare note e cadenze con le sillabe del versetto (nel caso in cui il versetto di un salmo fosse particolarmente lungo veniva ripetuta la nota repercussio).

I canti gregoriani inizialmente venivano imparati a memoria dai maestri cantori delle Scholae cantorum, ma essendo difficile memorizzare dei canti melismatici (ricchi di note) si pensò nel X secolo circa a un tipo di notazione musicale scritta: la notazione neumatica adiastematica.
Essa consiste nel scrivere dei segni che indicasse approssimativamente l’altezza delle note.
tali segni derivano
- dall’accento acuto, punctum
- dall’accento grave, la virga.
Ci sono poi i neumi di due suoni detti
- pes (successione di un suono basso e uno alto)
- clivis (alto-basso).
Tra i neumi di tre suoni troviamo
- torculus (basso-alto-basso),
- porrectus (alto-basso-alto),
- scanditus (basso-alto-alto)
- climacus (alto-basso-basso).
A partire dall’ XII secolo la notazione neumatica adistematica (neumi in campo aperto) viene sostituita dalla notazione quadrata romana su tetragramma.
Entrambe prevedevano solamente l’indicazione dell’altezza delle note, non della loro durata.

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