Si compie un destino di morte


Ettore e Achille sono finalmente di fronte: ciascuno dei due rappresenta non solo se stesso, ma il proprio popolo, di cui è il campione. Il poeta epico non punta a creare un clima di sospensione e di attesa: la narrazione epica è più simile alle celebrazione di un rito che al romanzo moderno, teso a sollecitare la curiosità del lettore attraverso un intreccio ben orchestrato. Il pubblico sa bene chi deve vincere e chi deve morire, e lo sanno anche i due protagonisti. Quando Ettore – nella scena precedente . vede per la prima volta Achille tornato alle battaglia, tutto chiuso nella sua nuova armatura, è colto da un inarrestabile tremito, e subito si dà alla fuga. L’inizio del brano che leggiamo ci presenta i due guerrieri ancora lanciati nella corsa: l’uno scappa, l’altro lo incalza implacabile, la posta di questa gara mortale è la vita di Ettore e la sorte di Troia.

Non dobbiamo però pensare di avere davanti in Ettore l’uomo valoroso e sfortunato, e in Achille il combattente sempre vittorioso che ferocemente incrudelisce contro i più deboli. Tutti e due non fanno che procedere, ugualmente impotenti, nel solco già tracciato del loro destino. Ettore, il più eminente eroe troiano, amato e onorato da tutto il popolo, sposo e padre felice, sarà ora, per mano dell’invincibile Achille, strappato ai suoi affetti; subito dopo Troia, restata senza valida difesa, sarà conquistata e distrutta dai Greci. Ma Achille, il vincitore, cadrà anch’egli di lì a poco, senza rivedere il padre lasciato dieci anni prima nella patria lontana, senza conoscere le gioie del matrimonio e della paternità, che hanno reso così ricca la vita del suo nemico. Morirà giovane, perché, messo dagli dèi di fronte alla scelta, ha coscientemente preferito una vita breve ma gloriosa a una lunga ma anonima; e nonostante la brevità dei suoi anni non eviterà la sofferenza, per l’ingiustizia subita da Agamennone, per la perdita di Patroclo, per la morte precoce che incombe su di lui e gli oscura i giorni. Il dolore è infatti il destino comune di tutti gli uomini.

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