Istituto d’istruzione superiore
Secondaria
“Carlo Maria Carafa”
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Esame di Stato
Anno scolastico 2008/2009
Debora Marino
III A Liceo Classico 2
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B C Ai miei genitori,
indelebile esempio di lealtà e totale dedizione.
Alla mia stella,
senza la quale smetto anch’io di brillare.
Alla mia musica,
vera bellezza dello spirito.
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B C Premessa
Suoni, suoni e ancora suoni
note che si elevano sopra ogni altra cosa,
affilati coltelli che guidano l’animo,
non trovano barriere, nulla le ferma!
Gioia, dolore, quiete, rimorso,
dolcezza, affanno, riso, pianto…
Tutto possono evocare,
tutto possono distruggere
accompagnano profumi antichi
e tasti e corde e fiati
risvegliati da fervori d’ispirazione
che trasporta nella dolce onda
dei pensieri più puri e celati,
di un mondo non tangibile,
non percepibile con umani sensi…
Ascolta questa musica
perditi in essa
perché le ali dello spirito
non troveranno altro miglior vento
per liberarsi nell’infinito.
La musica è un ponte tra finito e infinito, quella lingua universale che suscita e rivolta l’espressione in coloro che gioiscono e in coloro che soffrono, la musica è parte integrante dell’anima poiché l’anima respira vibrando, la musica è quell’elemento che può far nascere le passioni, che può calmare gli animi, che può attraversare le distanze tra il ridicolo e il sublime, che può far nascere nostalgie, ricordi e pensieri di persone amate, 4
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dell’infanzia, di casa, del sorriso di un bambino, di un rimpianto e di una commozione.
Ascolta. Riconosci e fa vibrare la Tua musica. Con l’armonia dei suoni si uniforma l’armonia dei colori che circondano e inondano la mente. Ma cosa sono i colori? Stentiamo a definirli, ma soprattutto a comprenderne l’intima natura. Per quale motivo i colori suscitano moti dell’animo, ricordi e sensazioni? Solo gli artisti veri che ricreano ombre, che compongono sinfonie di colori sanno versare gocce di elisir negli occhi di chi guarda.
Senza che ci chiediamo più che cosa siano quelle sensazioni, viviamo l’avventura dei colori con tutte le loro tonalità, timbri e sfumature. Ascoltiamo la musica ora fluida ora franta: i colori sono note, le note sono brividi di vento.
Lo scopo della musica è quello di penetrare oltre il suo sentire stesso ed espandersi dentro il corpo di ogni singolo spettatore. Le mani grandi della musica sono capaci di avvolgere profondamente l’Inesprimibile e di toccare e dire laddove le parole non arrivano.
Non esiste una sensibilità letteraria, una musicale, una pittorica, ma solo la sensibilità artistica e partendo da tale presupposto possiamo comprendere come la poesia possa farsi musica e la musica poesia.
Questo proverò a realizzare con il mio lavoro interdisciplinare: un tutt’uno di emozioni.
Dal fonosimbolismo di Pascoli e le parole colorate di Rimbaud, alla pittura sonora di Kandinsky; dalla musicalità di Teocrito a quella di Ovidio; dai colori e dai suoni dell’immaginazione di Coleridge ai suoni e ai colori del fascismo; dal linguaggio dell’arte schopenhaueriana al linguaggio colorato del movimento.
L’universo tutto è la Grande Sinfonia diretta dal Primo Musicista. 5
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1. Letteratura italiana
1.1. Il fonosimbolismo in Pascoli
Il miracolo.................................................................................... p.9
1.2. ……………………………………………
Arthur Rimbaud, Vocali……….. p.11
Storia dell’arte
2. 2.1. Kandinsky……………………………………
La pittura di parole e suoni, p.13
3. Letteratura greca
3.1. Quadretti di vita bucolica, Teocrito……………………………………….. p.17
4. Letteratura latina
4.1. Ovidio, Libertà poetica tra colorita e musicale fantasia………………………………. p.20
4.2. Le metamorfosi........................................................................................ p.22
5. Inglese
5.1. Samuel Taylor Coleridge, Sounds and colours of imagination……….. p.26
5.2. The ballad of Ancient Mariner................................................................... p.27
6. Storia
6.1. Musica, tutti i colori della propaganda fascista………………..…………………. p.29
7. Filosofia
7.1. Arthur Schopenhauer, Il linguaggio delle arti........................………………….. p.31
8. Fisica
8.1 Il suono………………………………………………………………………………….p.33
8.2 Caratteri distintivi del suono……………………………………………………....... p.34
9. Educazione fisica
9.1 Suono e colore……………………………………………………………….
Movimento come linguaggio tra p.36 6
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1. Letteratura italiana
De la musique avant toute chose..
La musica prima di ogni cosa
De la musique encore et toujours!
E musica ora e per sempre
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u e di Verlaine può essere considerata un vero e proprio manifesto della poesia che diventa musica.
Verlaine, infatti, esalta la m u s i c a
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, inaugurando consapevolmente la tendenza di tanta poesia contemporanea a risolvere la parola in musica.
La sua poesia-musica è capace di ricreare “l’essenza viva”, mutevole e impalpabile del soggetto, ondeggiante fra l’anima e le cose.
1.1 Il fonosimbolismo in Pascoli
Come ha definito il critico Gianfranco Contini, la poesia di Pascoli è una poesia “translinguistica” e “cislinguistica” che trascende il modulo di lingua che ci è noto dalla tradizione letteraria, utilizzando espressioni che si situano al di sotto del livello strutturale della lingua e non hanno un valore semantico, non rimandano ad un significato concettuale, come è proprio del linguaggio grammaticalizzato, ma imitano direttamente l’oggetto.
La poesia di Pascoli è caratterizzata da una metrica formale con versi endecasillabi, sonetti e terzine che coordina con grande semplicità. Infatti, come dimostra lo stesso Contini, nonostante la classicità della forma estrema, provata dal gusto per le letterature scientifiche, Pascoli ha saputo rinnovare la poesia nei suoi contenuti toccando temi fino ad allora trascurati dai grandi poeti.
Grazie alla sua poetica è stato capace di trasmettere il piacere delle cose più semplici viste con la sensibilità infantile che ognuno porta dentro di sé. 7
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Usa un linguaggio poetico lirico con echi e risonanze melodiche ottenute talvolta con ripetizioni di parole e un procedimento linguistico che consiste nella ricerca di effetti sonori interni ad una determinata sequenza di parole, il fonosimbolismo, il cui scopo è quello di trasmettere significati aggiuntivi mediante la valenza evocativa e suggestiva dei suoni stessi.
Tra questi suoni si crea una trama sotterranea di echi e rimandi (ad es. nel G
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u r n o i fonemi |l| e |a| sono ripresi continuamente e sono proprio i fonemi dell’avverbio “là”, quello che indica la lontananza della casa dove si svolge il rito di fecondazione da cui il poeta è escluso). Questa trama viene a costituire la vera architettura interna del testo a supplire l’assenza di strutture logico sintattiche. Infatti Pascoli vuole che si arrivi immediatamente all’essenza segreta dell’oggetto evitando le mediazioni logiche del pensiero e della parola codificata: tutto questo ottenuto mediante le onomatopee. Contini parlerà infatti di “Plusvalore Onomatopeico” riferendosi all’utilizzo di vocaboli che, per il loro particolare suono, caricano il testo di significati legati al valore evocativo della parola stessa.
I versi hanno tutti qualche cosa di comune e di particolare, il suono, l’indefinibile aurea pascoliana. Pare che il loro effetto maggiore nasca dall’intensità del ritmo che li fa spaziosi e vibranti. Tutta la loro consistenza è negli accenti che spiccano una battuta dall’altra che creano fra le parole come un vuoto in cui ognuna si prolunga con vasta eco sonora.
Il verso è sentito come un accordo di tesi profondamente calcate e di arsi vibranti, come musica pura. Crea la magia dei suoni, la trama sonora, gli effetti musicali di onomatopee espressive e di pause improvvise. Renato Serra
Ma il linguaggio pascoliano è anche un linguaggio pittorico; oltre che alla musicalità egli si affida molto al colore e unendo spesso queste due componenti realizza le sinestesie che possiedono un’intensa carica allusiva e suggestiva fondendo insieme diversi ordini di sensazioni. Ad es. in “L
L a m i a s e r a
”: “Dormi, bisbigliano, Dormi!/ là, voci di tenebra azzurra”, la sensazione visiva e cromatica del cielo buio si fonde con una sensazione fonica, il colore diviene una voce. Oppure espressioni come “n
n e r o d i n u b
i ” in cui avviene uno spostamento tra concreto e astratto: la formula normale dovrebbe essere “nubi nere” sostantivo concreto più aggettivo qualificativo; la qualità diviene invece un sostantivo (“nero”) e a sua volta il concreto si trasforma in espressione qualificativa, equivalente ad un aggettivo (“di nubi”). L’effetto è quello di una maggiore indefinitezza: la realtà corposa, materiale si sfuma in una notazione cromatica con un effetto puramente suggestivo. 8
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B C Il miracolo
Vedeste, al tocco suo, morte pupille!
Vedeste in cielo bianchi lastricati
con macchie azzurre tra le lastre rare;
bianche le fratte, bianchi erano i prati,
quieto fumava un bianco casolare,
sfogliava il mandorlo ali di farfalle.
Vedeste l’erba lucido tappeto,
e sulle pietre il musco smeraldino;
tremava il verde ciuffo del canneto,
sbocciava la ninfea nell’acquitrino,
tra rane verdi e verdi raganelle.
Vedeste azzurro scendere il ruscello
fuori dei monti, fuor delle foreste,
e quelle creste, aereo castello,
tagliare in cielo un lembo più celeste:
era colore di viola il colle.
Vedeste in mezzo a nuvole di cloro
rossa raggiar la fuga de’ palazzi
lungo la ripa, ed il tramonto d’oro
dalle vetrate vaporare a sprazzi,
a larghi fasci, a tremule scintille.
Dormono i corvi dentro i lecci oscuri
qualche fiaccola va pei cimiteri;
dentro i palazzi, dentro gli abituri,
al buio, accanto ai grandi letti neri,
dormono nere e piccole le culle. 9
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Commento
Nella lirica ognuna delle cinque strofe presenta gruppi di immagini riunite per associazione intorno ad un colore fondamentale per ogni strofa, dal bianco iniziale al verde, all’azzurro, al rosso, per approdare al nero, seguendo una gradazione cromatica che passa dai toni più delicati a quelli più accesi e infine più cupi. Ai colori si correlano strettamente i suoni con un procedimento sinestetico assai rigoroso: ad ogni colore corrisponde il ritorno ricorrente della vocale tonica in rima (al bianco la “a”; al verde la “e” alternata con la “i”; all’azzurro ancora la “e”, alternata con la “o”; al rosso la “o”, con alternanze minori di “a” e di “i”).
Dal punto di vista tematico la lirica sviluppa il motivo delle virtù magico-allusive dell’arte che rende veggenti i ciechi e intende rappresentare la parabola e la ciclicità dell’esistenza umana tramite immagini cromatiche, dal bianco che connota la staticità e l’attesa serena dell’infanzia (vv.2-6) al cupo vero che è immagine palese della morte.
Ogni strofa, inoltre, eccetto l’ultima, è aperta dal sintagma verbale “vedeste” con l’esplicita intenzione da parte del poeta di far convergere l’attenzione di chi legge sullo svolgimento cromatico – simbolico - esistenziale della lirica. È qui attestata la funzione simbolica dei colori, ognuno dei quali nell’intera raccolta di Myricae ha una funzione specifica e caratterizzante e nello stesso tempo interagisce con gli altri, suggerendo le oscillazioni o le dominanti tra sensazioni e sentimenti diversi.
Il colore rosso è il più idoneo all’espressione di sentimenti forti e contrastanti, consci ed inconsci, che agitano l’animo di Pascoli, il colore delle passioni, dei sensi sconvolti e del sangue, traccia indelebile dell’assassinio del padre. I colori, dunque non ricoprono solo funzioni superficialmente qualificative, ma sono spie della vita profonda del poeta, veicolati da spinte inconsce assumendo così risonanze simboliche autentiche ed originali, libere da scelte pregiudiziali di marca retorica.
Come afferma H. Friedrich, le fantasie si impossessano del visibile strappando al banale i suoi oggetti.
Il poeta diviene mago del colore e del suono, giocando come un fanciullo con parole, suoni e colori. 10
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1.2 Rimbaud “Vocali”
Ogni forma visibile non è che un simbolo di qualcosa di più profondo che sta al di là di essa e si collega con infinite altre realtà in una rete segreta che solo la percezione del poeta può individuare. Riprendendo la lezione delle analogie simboliche che ha come emblema Baudelaire, Rimbaud la sviluppa in maniera più radicale, giungendo ad individuare il carattere “fonosimbolico” della poesia.
Il simbolo sprigiona dal suono con effetti particolari di sinestesia; la parola poetica ha in se stessa, nella suggestione evocativa degli elementi fonici che la compongono, i suoi sottili e misteriosi significati.
Nella poesia “V
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l i ” l’associazione fra colori e suoni viene presentata come paradigma, come base oggettiva per svelare l’infinita profondità della lingua ed essa viene ora estesa a sequenze di immagini.
Vocali
A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali!
Un giorno dirò i vostri ascosi nascimenti:
A, nero vello al corpo delle mosche lucenti
Che ronzano al di sopra dei crudeli fetori,
5 Golfi d’ombra; E, candori di vapori e di tende,
Lance di ghiaccio, bianchi re, brividi di umbelle;
I, porpore, rigurgito di sangue, labbra belle
Che ridono di collera, di ebbrezze penitenti;
U, cicli, vibrazioni sacre dei mari verdi,
10 Quiete di bestie ai campi, e quiete di ampie rughe
Che l’alchimia imprime alle fronti studiose.
O, la suprema Tromba piena di stridi strani,
Silenzi attraversati dagli Angeli e dai Mondi:
- O, l’Omega, ed il raggio violetto dei Suoi Occhi. 11
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Commento
Il nero della A si combina ai crudeli fetori attorno ai quali ronzano mosche lucenti dai corsetti villosi. In una sorta di mancata distinzione degli opposti si affiancano connotazioni di disfacimento e di morte alla vitalità bella e concreta del volo delle mosche.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Una tavolozza di colori...dal Do all'ABC
Autore: Marino Debora
Descrizione: la musica è un ponte tra finito e infinito, quella lingua universale che suscita e rivolta lespressione in coloro che gioiscono e in coloro che soffrono, la musica è parte integrante dellanima poiché lanima respira vibrando, la musica è quell
Materie trattate: Lett. Italiana, Lett. Latina, Lett. Greca, Arte, Storia, Filosofia, Ingl., Fisica, Ed. Fisica
Area: umanistica
Sommario: ITALIANO: Pascoli, il miracolo, il fonosimbolismo pascoliano; Rimbaud, le vocali, associazione tra colori e suoni che svela l'infinita profondità della lingua; STORIA DELL'ARTE: Vasil Kandinsky, teoria armonica del colore, la pittura di parole e suoni; GRECO: Teocrito, il Ciclope Polifemo, quadretti di vita bucolica; LATINO: Ovidio, le Metamorfosi, libertà poetica tra colorita e musicale fantasia; INGLESE: Coleridge, The ballad of Ancient Mariner, Sounds and colours of imagination; STORIA: il fascimo, tutti i colori della propaganda fascista; FILOSOFIA: A. Schopenhauer, sulla vista e i colori, il linguaggio delle arti; FISICA: Il suono e i suoi caratteri distintivi; ED. FISICA: Movimento come linguaggio tra suono e colore.