Estratto del documento

L'Uomo e il tempo

Introduzione

Il tempo è uno degli argomenti che ha affascinato l'uomo fin dall'antichità. Nel susseguirsi della storia, molti filosofi e pensatori hanno cercato di studiare e spiegare questo difficile tema. Oggi, con l'evolversi della scienza, abbiamo un numero pressoché elevato di informazioni, che forse non fanno altro che creare più scompiglio in noi. La prima domanda che sorge spontanea parlando di tempo è se ha avuto un inizio o se è sempre esistito. A questo ha tentato di rispondere la scienza, con la teoria del Big Bang.

Scienze

Da sempre gli astronomi si domandano quali siano le caratteristiche dell'universo, se sia finito o infinito, se sia eterno o se abbia avuto un inizio. Dobbiamo però attendere il XX secolo per poter intravedere un valido studio dell'universo, con la nascita di una moderna cosmologia.

Nel 1917 A. Einstein pubblica le importanti Considerazioni cosmologiche sulla teoria della relatività generale, in cui elabora il primo modello matematico di un universo quadridimensionale, omogeneo e immutabile nel tempo. I suoi calcoli però ammettevano soluzioni solo per un universo dinamico e in espansione, come notò nel 1922 il matematico russo Friedmann.

Einstein infatti inserì nei suoi calcoli un fattore di correzione, poiché in quegli anni l'ipotesi di un universo dinamico era inaccettabile. A favore di questa idea, nel 1929 Edwin Hubble, osservando con un potente telescopio le galassie lontane, scoprì che gli spettri ottenuti dalla luce delle galassie erano simili a quelli delle stelle della Via Lattea, ma con tutte le righe spostate verso il rosso.

Questo fenomeno è chiamato redshift, ed è la prova che le galassie si allontanano da noi a velocità elevatissime, che ci porta quindi a dire che l'universo è in espansione.

Successivamente, negli anni '40, gli astronomi Gamow, Alpher e Herman ipotizzarono che l'universo avesse avuto origine da un piccolissimo punto di densità inimmaginabile che esplose. A questa ipotesi fu dato, ironicamente, il nome di Big Bang. Gamow inoltre cercò di descrivere le fasi del processo di espansione e di creazione della materia.

Secondo il modello standard basato sulla teoria della relatività, è possibile parlare della storia dell'universo a partire da 10-4 s dal momento in cui il tempo inizia a scorrere e la materia a formarsi.

Nelle frazioni di secondo successive al grande scoppio si formano le particelle elementari e poi quelle pesanti; successivamente, al decrescere della temperatura, si formano nuclei di elio e deuterio. L'universo poi raggiunse temperature abbastanza basse da permettere la formazione dei primi atomi stabili solo dopo milioni di anni.

La teoria del Big Bang non venne subito accettata dalla comunità scientifica, occorre un'ulteriore prova, quella definitiva: la radiazione cosmica di fondo. Nel 1965 Penzias e Wilson, due radioastronomi, captarono un rumore radio di fondo persistente che proveniva in maniera uniforme da tutte le parti dello spazio.

Tale radiazione è il residuo fossile del Big Bang, liberatosi 300000 anni dopo lo scoppio, quando l'universo divenne trasparente alle radiazioni. Gamow fino ad allora aveva solo ipotizzato la presenza di questa radiazione, prodotta da processi di annichilazione tra particelle di materia e antimateria. Grazie a questa scoperta fu definitivamente convalidata la teoria del Big Bang.

Percorso storico-filosofico-letterario

Fascismo: organizzazione del tempo libero

Il problema del tempo è stato sempre uno dei motivi principali della speculazione filosofica e ogni corrente di pensiero ne ha proposto svariate interpretazioni e soluzioni.

Parmenide: tempo come negazione dell'eternità

«Non mai era, né sarà, perché è ora tutto insieme».

Con questo verso, Parmenide nel suo Poema sulla Natura, lascia trasparire il primo concetto di eternità atemporale. Premessa di questo concetto è che esistano l'essere, che è ciò che è e che non può non essere, e il non-essere, cioè ciò che non è ed è necessario che non sia.

L'essere è eterno, poiché è impossibile che si sia generato dal non-essere, che non esiste, come è altrettanto impossibile che si sia generato dall'essere, perché ciò che è già non è soggetto al divenire. L'essere, quindi, è necessariamente estraneo al tempo: se avesse un passato, non sarebbe ciò che era in precedenza, mentre se avesse un futuro non sarebbe ciò che sarà.

L'eternità deve essere perciò vista come eterno presente, atemporale. Lo scorrere del tempo implica un cambiamento, e dato che l'essere è immutabile, Parmenide afferma l'idea di tempo come negazione dell'eternità.

Platone: tempo come immagine dell'eternità

Tema principale del «Timeo» di Platone è la conoscenza del mondo. Si parla infatti della sua origine e della sua struttura. Il mondo come noi lo conosciamo, sensibile, è opera di un demiurgo che lo costruisce plasmando una materia e imitando per quanto possibile un modello eterno, il mondo sovrasensibile, il mondo delle idee.

A un certo punto Platone si pone un quesito: che cos'è il tempo? Il Demiurgo tra le varie cose crea anche il tempo. Il filosofo infatti scrive: «[...] furono fatti gli astri, il cui movimento regolare si identifica con il sole, la luna e altri cinque astri, che si dicono pianeti, per distinguere e guardare i numeri del tempo».

Il tempo viene definito come «immagine mobile dell'eternità»: come il mondo sensibile è imitazione di quello intelligibile (il primo mutevole, il secondo eterno), così il tempo è imitazione dell'eternità.

Non a caso esso viene identificato con il movimento circolare; ciò che meglio rappresenta l'eternità come qualcosa di movimentato è senz'altro il cerchio, per cui compiendo un giro si torna sempre al punto di partenza.

Platone quindi affermava che il tempo è la plasmazione dell'eternità da parte del Demiurgo. La conseguenza è che prima del mondo non può esistere nessun tempo: esso è nato con il mondo sensibile.

Aristotele: tempo come misura del movimento

Nel IV libro della fisica, Aristotele, allievo di Platone, tratta il problema del tempo, cominciando con un paradosso; il tempo non esiste: il passato perché non c'è più, il futuro perché non c'è ancora, il presente non è nel tempo perché esso separa ciò che è passato da ciò che è futuro.

Egli però respinge questa teoria, affermando che il tempo esiste laddove vi sono movimenti, è moto che ammette una numerazione. Per Aristotele il movimento è continuo e il tempo è una misura che appartiene simultaneamente a tutti i movimenti misurabili; v'è un solo tempo che appartiene a tutti i movimenti del cosmo.

L'infinito potenziale del tempo si esplora tanto verso il passato quanto verso il futuro. Questo è un punto totalmente in contrasto con le idee di Platone. Per Platone vi era un inizio del mondo, l'atto del demiurgo che crea il tempo; Aristotele è un ant creazionista, egli pensa certo che il mondo sia opera divina, mosso dal motore immobile, ma questa struttura del cosmo è eterna.

C'è sempre stato il movimento, e sempre ci sarà, di conseguenza il tempo è eterno come il movimento.

Stoicismo: tempo come eterno ritorno

L'interpretazione stoica del tempo e della storia è una delle più famose, ripresa anche da filosofi contemporanei. Parlando dell'universo, essi sostenevano che il fuoco era l'elemento costituente (teoria presocratica ripresa da Eraclito) nonché il punto di inizio e di fine del lungo processo evolutivo del cosmo.

Gli stoici appoggiavano l'idea dell'eterno ritorno, cioè che la storia fosse ciclica, composta da lunghissimi periodi di distruzione, che fanno tornare la materia allo stato di caos, e cicli di generazione.

In ogni ciclo temporale, l'universo percorrerà esattamente le stesse fasi degli infiniti cicli precedenti, in maniera assolutamente immutata sin nei minimi particolari. «Ci sarà un nuovo Socrate e un nuovo Platone, e ciascun uomo sarà lo stesso con gli stessi amici e concittadini; le stesse cose si seguiranno, le stesse si useranno».

L'immutabilità degli eterni ritorni è dovuta al fatto che il Lògos (la ragione), essendo perfetto, non permette la presenza di nessun mutamento nei cicli successivi, ed è dunque necessario che le stesse vicende storiche si ripetano all'infinito.

Latino: Seneca, l'uomo e il problema del tempo

Il problema del tempo e quello della morte sono stati sempre presenti nella sensibilità di uno dei più grandi scrittori latini, Lucio Anneo Seneca (4 a.C. - 65 d.C.).

«Non riceviamo una vita breve ma tale rendiamo: e non siamo poveri quanto alla vita, ma la sprechiamo con prodigalità» (De la Brevitate Vitae).

Seneca ha scritto che gli uomini perdono il loro tempo in cose vane e si accorgono di quanto il tempo sia prezioso solo quando vedono la morte davanti agli occhi: «Il saggio impegnerà bene il suo tempo se rifuggirà al mescolarsi alla folla e coltiverà quegli studi che elevano l'animo alla contemplazione delle cose divine e alla pratica delle virtù».

La strada del perfezionamento morale ha inizio col prendere possesso del proprio essere e di ciò che gli compete, sottraendolo all'illusione di una vita abbandonata a se stessa e imposta dalle convenzioni.

Tra tutte le cose che ci sono sottratte sia per incuria nostra sia per condizionamento altrui, la sottrazione più grave riguarda il tempo perché «omnia aliena sunt: tempus tantum nostrum est» (tutto appartiene agli altri, solo il tempo è veramente nostro).

Il tempo pertanto non ci appartiene più ma è occupato da forze esterne, l'unico nostro bene è diventato estraneo, alieno. A quest'occupazione deve sostituirsi la liberazione.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 48
Uomo e Tempo Pag. 1 Uomo e Tempo Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Uomo e Tempo Pag. 46
1 su 48
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi