Tatuaggio giapponese tesina

Tesina sul tatuaggio giapponese per liceo artistico. Materie: arte (tatuaggio giapponese), scienze (muscoli del cranio), storia (tatuaggi nei campi di concentramento) ed italiano (La coscienza di Zeno).

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  • 21-09-2014
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Il tatuaggio giapponese


In Giappone i tatuaggi sono chiamati irezumi (ireru vuol dire inserire e sumi significa inchiostro neri) oppure horimono (horu significa inscrivere mono vuol dire qualcosa); e la tecnica tradizionale di tatuaggio giapponese è detta Tebori.
L’irezumi in origine era praticato come mezzo punitivo (ad esempio come marchiatura per criminali, schiavi o prigio-nieri di guerra) ed era in contrapposizione con il tatuaggio decorativo chiamato gaman (che vuol dire pazienza).
La nascita della cultura istruita e borghese, a partire dal XIX secolo, ha fatto evolvere il tatuaggio giapponese con disegni e stili unici che spesso prendevano spunto dalle decorazioni dei kimono, dagli abiti dei samurai e dagli abiti da ce-rimonia.
L’irezumi ha la caratteristica di coprire gran parte della superficie del corpo, anche se in genere sono escluse le mani, i piedi e la testa.
Il tatuaggio horimono nella sua forma attuale si è sviluppato alla fine dell’Ottocento, ed ha subito fasi alterne di popo-larità, essendo stato proibito e riammesso nella legalità più volte.
Era una decorazione tipica di quella fascia della società giapponese chiamata "mondo fluttuante", che comprendeva prostitute, giocatori d'azzardo, malviventi, piccoli commercianti, ma soprattutto era diffuso tra i pompieri, i mafiosi e i lavoratori di fatica; presso la classe "alta" ed i samurai era molto raro trovarne esempi.
I più classici disegni del tatuaggio tradizionale giapponese sono: i dragoni; i fiori di ciliegio, simbolo della trascendenza ed evanescenza della vita umana; Fudomyo-O, versione giapponese della divinità buddista Acalanatha, versione furiosa del Budda; shishi, raffigurazione stilizzata e mitologica del leone; le carpe koi, simbolo di perseveranza e coraggio; maschere hannya, ovvero maschere demoniche usate nel teatro nō giapponese, ritratte nei tatuaggi con valore apo-tropaico; hebi, serpente simbolo di coraggio; caratteri di scrittura bonji, che vengono utilizzati nel buddismo esoterico giapponese; ideogrammi; versetti, citazioni o intere parti di sutra buddisti; uccello hou-ou, simile alla fenice occidenta-le; Kilin o kirin, animale mitico con valore di portafortuna; kiku, fiori di crisantemo; botan, fiori di peonia; fiori di loto; raffigurazioni tratte dalle stampe ottocentesche ukiyo-e.
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