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Esame di maturità

2008/2009

Quanto breve è il passo: viaggio tra complesso di Edipo e omosessualità

Gustav Klimt: Le amiche

Sara Cicchinelli

Classe: VL

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Breve esposizione dell’origine del termine “omosessuale”, della sua accezione attuale e delle teorie eziologiche elaborate rispetto al fenomeno dell’omosessualità.

Introduzione

Trattazione della teoria psicologica alla luce dei Tre Saggi sulla Teoria Sessuale (1905) di S. Freud:

Filosofia

  • Primo Saggio: aberrazioni sessuali e invertiti;
  • Secondo Saggio: sessualità infantile; fasi dello sviluppo psicosessuale;
  • Terzo Saggio: le trasformazioni della pubertà; complesso di Edipo.

Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci (1910)

Le teorie psicoanalitiche freudiane hanno influenzato fortemente gli scrittori del Novecento, che le hanno inserite nelle loro opere come mezzo di indagine psicologica dei personaggi.

Italo Svevo: La coscienza di Zeno (1923)

La malattia di Zeno: il complesso edipico.

Italiano

  • Il fumo (cap. III);
  • La morte di mio padre (cap. IV).

Il mancato e/o errato superamento del complesso di Edipo non conduce necessariamente all’omosessualità.

Quest’ultima, infatti, non è univocamente collegata alla sfera sessuale.

Thomas Mann: Der Tod in Venedig (1912)

L’amore omosessuale di Gustav von Aschenbach per il giovane Tadzio porta alla liberazione dalla moralità per arrivare alla contemplazione della bellezza ideale.

Tedesco

L’omosessualità, come del resto l’eterosessualità, non si presenta sempre come sentimento pudico ed idealizzato; essa può essere sfruttata per ridicolizzare qualcuno e/o qualcosa.

Petronio: Satyricon (I sec. d.C.)

  • Il mistero che avvolge l’opera: la pederastia come strumento del filone comico-realistico e della fabula milesia per ridicolizzare il romanzo greco idealizzato;
  • L’impotenza di Encolpio come impotenza degli intellettuali.

Latino

Erroneamente si pensa che l’omosessualità fosse pratica usuale nell’antichità. In realtà ad avere ruolo rituale educativo era la pederastia.

Charles Baudelaire: Les Fleurs du Mal (1857)

Delphine et Hyppolite: passaggio dall’adolescenza all’età adulta grazie al rapporto allieva-maestra.

Francese

  • L’impossibilità di trovare un amore simile nel rapporto uomo-donna;
  • Il timore dell’inferno di Ippolita;
  • L’ira di Delfina verso chi parla di inferno davanti ad un amore puro.

Altri amori incentrati sulla pederastia sono oggetto di molti miti greci: il mito di Ganimede rapito da Zeus; il mito di Callisto sedotta da Zeus sotto le mentite spoglie di Artemide.

Geografia astronomica

I satelliti di Giove

  • Ganimede: tratti principali;
  • Callisto: tratti principali.

L’omosessualità può coinvolgere gli ambiti più disparati della vita umana: non solo filosofia, letteratura, scienza ma anche politica e storia.

L’omosessualità nel Terzo Reich

  • Lothar Machtan: Il segreto di Hitler (2001);
  • Omosessualità prima e dopo il 1934: il discorso segreto di Himmler alle SS;
  • L’omocausto.

Ancora oggi, in molti Paesi l’omosessualità è considerata un crimine: come si può parlare di crimine davanti ad una preferenza sessuale? L’uomo deve essere valutato per la attività mentale e non sessuale.

Virginia Woolf (1882-1941)

  • A Room on One’s Own (1929): la possibilità di una mente androgina;
  • Orlando (1928): meta-biografia; il/la protagonista e il cambiamento sessuale.

Edward Morgan Forster (1879-1970)

  • Maurice (1970): tentativo di superare il senso di colpa dell’omosessualità;
  • Bellezza di un amore che supera gli ostacoli esterni (morale, legge).

Quanto breve è il passo: viaggio tra complesso di Edipo e omosessualità

Omosessuale. Una parola che sentiamo pronunciare spesso, una parola che per molti ancora costituisce un tabù: ma cos’è davvero l’omosessualità? Se ne discute, se ne parla, si fanno ricerche e studi più o meno scientifici, ma gli interrogativi sembrano non avere ancora risposta.

Troppo spesso si dà una definizione affrettata di “omosessualità” che si rivela viziata da pregiudizi, o peggio, da ignoranza. Affinché un’analisi del fenomeno sia quanto più oggettiva possibile è necessario cercare di comprendere cosa si intende attualmente e comunemente con il termine omosessualità.

La parola italiana omosessualità è la traduzione del tedesco Homosexualität, ibrido tra il greco "omoios" (simile) e il latino "sexus" (sesso), coniata nel 1869 dal letterato ungherese di lingua tedesca Károly Mária Kertbeny (1824-1882) che lo usò in un pamphlet anonimo contro l'introduzione da parte del Ministero della Giustizia prussiano di una legge per la punizione di atti sessuali fra due persone di sesso maschile.

Oggi, si tende ad indicare con tale termine:

“… l'orientamento caratterizzato da un’attrazione sessuale e/o affettiva per individui del proprio sesso che può presentarsi in maniera esclusiva (orientamento omosessuale), o parziale (orientamento bisessuale)”

La domanda che, tuttavia, ha suscitato (e suscita tuttora) maggiori polemiche riguarda l’origine dell’“omosessualità”. Nessuna tra le teorie eziologiche formulate nel corso dei secoli ha ricevuto effettiva conferma, ma si possono individuare grosso modo tre categorie: una spiegazione innatista secondo cui omosessuali si nasce; una spiegazione volontaristica secondo cui non esistono persone omosessuali ma solo atti omosessuali, e l’omosessualità è quindi frutto della libera scelta del singolo; una spiegazione psicologica, per cui omosessuali si diventa, in seguito ad un differente sviluppo della psiche.

A tale proposito, inevitabile è il riferimento ai “Tre saggi sulla teoria sessuale” (1905) di Sigmund Freud (1856-1939).

Nel primo saggio, Freud si occupa delle aberrazioni sessuali individuando persone aventi pulsioni sessuali contrarie rispetto alla norma: gli invertiti, ovvero gli omosessuali, che sono sostanzialmente di tre tipi:

  • Invertiti assoluti: il cui oggetto sessuale può essere solo omosessuale;
  • Invertiti antigeni: il cui oggetto sessuale può appartenere ad entrambi i sessi;
  • Invertiti occasionali: in condizioni esterne particolari possono prendere per oggetto sessuale una persona del medesimo sesso.

Nel secondo saggio Freud affronta il tema della sessualità infantile: il bambino non è più “angioletto asessuato” ma “perverso polimorfo”; perverso perché capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi, e polimorfo perché lo persegue mediante i più svariati organi corporei (zone erogene). Freud distingue cinque fasi dello sviluppo psicosessuale del bambino: la prima fase è detta fase orale e va dalla nascita fino ai 18 mesi: la relazione fondamentale del bambino con l’esterno è di tipo nutritivo, quindi l’infante tende a portare tutto alla bocca; segue una fase anale, dai 18 ai 36 mesi, in cui il bambino inizia a controllare le funzioni sfinteriche usando le feci, il suo primo prodotto, come mezzo per comunicare con l’esterno, sviluppando autostima ed autocontrollo; dai 3 ai 6 anni si parla di fase fallica: è la fase in cui si sviluppa il Super-Io, insieme di proibizioni che accompagneranno l’individuo per tutta la sua vita, e il bambino inizia a rendersi conto della diversità dei sessi; segue una fase non propriamente psicosessuale, poiché la libido è dormiente, detta fase latente, che va dai 6 anni alla pubertà: il bambino sviluppa le sue amicizie con individui del sesso opposto; dalla pubertà in poi si parla di fase genitale: la libido si identifica con la genitalità e l’individuo deve risolvere i conflitti derivanti dal mancato o errato superamento delle fasi precedenti (fissazioni).

Il terzo saggio, intitolato Le trasformazioni della pubertà, tratta, tra le altre cose, il tema del “complesso di Edipo”.

Freud lega determinati disturbi a un trauma sessuale risalente alla prima infanzia, rimosso a causa di un inconscio meccanismo di difesa. Intorno ai 4-5 anni (fase fallica), infatti, il bambino di sesso maschile attraverserebbe una fase, in cui sarebbe preso dall’amore per la madre mentre vedrebbe il padre come una figura che compete con lui; le bambine, invece, amerebbero il padre e si porrebbero in conflitto con la madre. L’omosessualità dipenderebbe da un imperfetto superamento del complesso di Edipo e, quindi, dal rifiuto del proprio ruolo sessuale maschile o femminile. Ciò significa che tutti gli esseri umani, nel corso della propria infanzia si trovano ad affrontare il complesso di Edipo, ma alcuni non riescono a superarlo correttamente, sviluppando atteggiamenti tra cui quello omosessuale.

In base a queste teorie, Freud cerca di dimostrare anche l’omosessualità di un grande personaggio del rinascimento: Leonardo da Vinci. Nel suo “Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci” (1910) Freud analizza un ricordo d’infanzia del grande artista, riportato da lui stesso in alcuni suoi appunti sul volo degli uccelli: narra che mentre era nella culla, un nibbio, posandosi sul suo volto gli aprì la bocca con la coda e iniziò a percuoterlo nella bocca con la coda stessa. Le speculazioni di Freud però si basano su un errore di traduzione della parola “nibbio”, in tedesco tradotta come Geier (avvoltoio) anziché Milan.

L’avvoltoio nell’antichità era ritenuta una specie composta solo da femmine che si riproducevano per partenogenesi. Freud collega il simbolo dell’avvoltoio a Mut, dea madre ermafrodita egizia rappresentata con l’avvoltoio.

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