Ginnastica Ritmica - Tesina

Tesina di maturità sulla ginnastica Ritmica, Fascismo, Esternalizzazione, olympic games, D'Annunzio, reato di Doping, mmd e kt.

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ANNO SCOLASTICO 2012 – 2013


ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE E PER GEOMETRI

GALILEO GALILEI


Via G.B. Nicol, 35 – 10051 Avigliana (TO)


TESINA DI MATURITA’


VANESSA FONTANA
CLASSE V B PROGRAMMATORI


LA
GINNASTICA RITMICA


EDUCAZIONE FISICA
LA GINNASTICA RITMICA
STORIA
La ginnastica ritmica racchiude in sé i concetti di espressività, eleganza, armonia e sensibilità musicale. La disciplina, così come si presenta oggi, è nata e si è sviluppata a partire dai primi anni del Novecento con il nome di Ginnastica Moderna. Nonostante il sorgere di questo sport sia recente, si hanno notizie di un’attività sportiva eseguita a corpo libero o con piccoli attrezzi e guidata dalla musica sin dai tempi dei popoli primitivi, degli Egizi, degli antichi greci e romani. Padre della ginnastica è considerato il tedesco Guts Muths (1759-1839), il quale pose l’accento sull’armonia da essa derivante e studiò alcuni esercizi adatti alle caratteristiche femminili. Nel 1800 furono riprese le teorie di Noverre, Delasarte e Bode, al fine di perfezionare i movimenti presi in prestito dalla danza per introdurre in ogni parte del corpo umano espressione estetica, grazia e ritmo. In questo periodo assumono importanza George Demeny (1850-1917), il quale scoprì gli effetti benefici dei movimenti completi e Emilio Baumann che, a Bologna, si interessò all’uso di piccoli attrezzi come il cerchio e la fune. Verso la fine dell’Ottocento, lo svizzero Émile Jaques-Dalcroze ideò un tipo di danza sportiva che diventò popolare: chiamata Euritmica, basata sul concetto di ritmo e armonia in contrapposizione alla ginnastica tradizionale che allora era rigida e quasi innaturale.
I primi esercizi di Ritmica furono presentati alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912 e a quelle di Anversa nel 1920. Nel 1928 la Ginnastica Ritmica venne inclusa nel programma della ginnastica artistica. Nel 1962 la FIG (Federazione Internazionale Ginnastica) lo ha riconosciuto come sport indipendente, con l’introduzione di esercizi di gruppo eseguiti con piccoli attrezzi (palla, cerchio, fune, nastro, clavette) e il perfezionamento delle norme di gara secondo un codice dei punteggi che definiva tipi e regole di esecuzione delle gare.
In Italia, la ginnastica ritmica comincia a svilupparsi nella città di Torino. Il merito va ad Andreina Sacco Gotta, insegnante di educazione fisica e diplomata in pianoforte, che già nel 1925 presenta esercizi a corpo libero e con piccoli attrezzi.
Nel 1869 viene fondata a Roma la FGI, Federazione Ginnastica d’Italia, unica rappresentante della Ginnastica artistica maschile e femminile, Ginnastica ritmica, Ginnastica generale, Ginnastica aerobica, Fitness, Twirling e Trampolino elastico. Scopi principali della federazione sono quelli di promuovere, curare e disciplinare le forme di attività di ginnastica dilettantistiche, curare il potenziamento e la preparazione degli atleti, allestire i mezzi adeguati per la partecipazione alle competizioni e ai giochi olimpici, sostenere gli associati nel perseguimento di finalità federali. Gli anni del dopoguerra sono per la FGI anni di crisi: crollano le società di ginnastica, mancavano i fondi, le palestre vengono requisite per ospitare gli sfollati e mancano attrezzi. Grazie a politiche di sviluppo la FGI riuscì a superare la crisi negli anni Sessanta. Dal 1999 la FGI è sottoposta alla vigilanza del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano).
A livello internazionale la ginnastica ritmica e la ginnastica artistica sono regolate dalla FIG (Federazione Internazionale Ginnastica). Paesi che vantano grande tradizione nella ginnastica sono l’Unione Sovietica, Cina e Romania. Ricordiamo alcune atlete italiane come Fabrizia D’Ottavio (ritirata nel 2008), Daniela Masseroni (Campionessa europea 2008, ritiro nel 2011).
DISCIPLINA
La Ginnastica Ritmica è uno sport che abbina la grazia e l’eleganza della danza al movimento degli attrezzi e permette di migliorare la coordinazione, la flessibilità, le destrezza e la grazia. È uno sport tipicamente femminile; si pratica su una pedana e prevede una serie di movimenti svolti con piccoli attrezzi a ritmo di musica. La pedana, di moquettes, è un quadrato di 13 x 13 metri. Il superamento dei confini della superficie sia con il corpo che con l’attrezzo viene penalizzato.
ATTREZZI
NASTRO. Bacchetta di plastica alla quale è attaccato un nastro di seta lungo circa 5-6 metri. Importanti con il nastro sono i pivot (giri sulla mezza punta), spirale, serpentina, lanci.
CERCHIO. Ha un diametro di 80-90 cm solitamente in plastica. Può essere rivestito con nastri colorati. Importanti con il cerchio sono i giri, salti, souplesse (figure che richiedono elevata elasticità) ed equilibri (eseguiti su avampiede o ginocchio mantenute a lungo per essere visibili; devono avere forma ben fissata senza movimenti). L’atleta deve avere molta coordinazione e dinamismo in quanto gli esercizi devono avere continuità e devono essere ben armonizzati.
PALLA. In gomma o plastica del peso di 400 grammi, deve essere tenuta delicatamente senza stringerla con le dita o appoggiarla sul polso. Gruppi tecnici fondamentali sono palleggi, rotolamenti e lanci.
CLAVETTE. Sono in plastica e devono avere un peso minimo di 150 grammi e una lunghezza fra i 40 e i 50 centimetri. Nelle clavette prevalgono gli equilibri e i lanci; l’attrezzo richiede buona coordinazione e precisione. È considerato l’attrezzo più difficile.
FUNE. Può essere in canapa o cotone, la sua lunghezza varia in funzione all’altezza della ginnasta e alle estremità ci sono due nodi. Gruppi tecnici sono saltelli, giri rapidi, lanci. Dal 2010 la FGI ha ufficialmente eliminato la fune dalle competizioni per le atlete Senior. La Commissione tecnica ha sostenuto che i salti presenti all'interno dell'esercizio con la fune causerebbero traumi e infortuni alle ginnaste più grandi. E poi i Media (le tv, per intenderci) avrebbero espressamente detto che la fune è un attrezzo "poco televisivo": non si vede e sfugge all'occhio attento della telecamera.
ESECUZIONE
L’esecuzione deve durare tra 1,30 e 2,30 minuti. Ogni esercizio può essere accompagnato dalla musica: nelle gare sono ammesse musiche strumentali o nelle quali la voce non ha ruolo solista.
VALUTAZIONE DELLE PROVE
La competizione avviene secondo prove a punteggio assegnato dai giudici. Il punteggio è dato da 3 componenti:
- Difficoltà di corpo e di attrezzo (D1+D2)
- Composizione (A)
- Esecuzione (E)
Ognuna di queste variabili può raggiungere un massimo di 10 punti e vengono così calcolati ((D1+D2)/2)+A+E.
DIFFICOLTA’ CORPOREE – D1. Vengono valutate le difficoltà di corpo, cioè una serie di specifici elementi tecnici: salti, equilibri, pivot, souplesse. Le difficoltà sono codificate e vengono aggiornate periodicamente. Per essere valide devono essere eseguite in relazione ad un movimento di attrezzo.
DIFFICOLTA’ D’ATTREZZO – D2. È dato dal maneggio dell’attrezzo in relazione al corpo. Per ogni attrezzo sono riconosciuti gruppi di elementi specifici e generali che sommati tra loro danno origine al punteg-gio D2. Se per un qualsiasi motivo la ginnasta non esegue la difficoltà viene penalizzata anche per l’errata successione in fiche. Se invece la ginnasta non esegue la difficoltà in maniera corretta essa non viene con-siderata. Il numero delle difficoltà dichiarabili è fissata in base all’età e al tipo di competizione.
COMPOSIZIONE – A. Al valore di composizione concorrono:
- Musica;
- Coerenza stilistica rispetto alla musica;
- L’esecuzione a tempo con la musica;
- Composizione di base (come si muove la ginnasta sulla pedana);
- Varietà di maneggio dell’attrezzo;
- Scelta degli elementi corporei;
- La varietà delle difficoltà;
- Tutto ciò che da vita alla coreografia.
ESECUZIONE – E. Valuta il grado di correttezza con cui la ginnasta esegue l’esercizio. Si parte dai 10 punti e ad ogni errore di corpo o d’attrezzo viene scalata una certa penalità. Ogni anno vengono apportati piccoli correttivi al codice di punteggio.

CATEGORIE GINNASTE

Allieve 1 fascia 7-10 anni
2 fascia 11-13 anni
Junior 14-17 anni
Senior >18 anni


EVENTI E COMPETIZIONI
Molti tornei interessanti e di rilievo sono il Torneo Corbeil-Essonnes, Torneo Cariprato, l’incontro internazionale di Thiais e Deriugina Cup. I principali eventi sono i giochi olimpici, campionati del mondo e campionati europei. Oltre alle gare vengono organizzati saggi periodici nelle palestre in cui si esercitano le ginnaste.
A livello individuale paesi che vantano i migliori risultati sono Russia, Bielorussia, Bulgaria e Ukraina, mentre nelle competizioni di squadra l’Italia ha ottenuto i migliori risultati a livello internazionale: oro agli Europei di Torino 2008, oro al Campionato mondiale di Baku 2005, vittoria del Campionato mondiale generale del 2009,2010,2011.


INFORMATICA
MMD E KONIK THTR
MIKUMIKUDANCE
MikuMikuDance, MMD, è un proprietario freeware di un programma di animazione che consente agli utenti di animare e creare film d’animazione in 3D. Freeware è un software disponibile per l’uso gratui-to, senza costi monetari o con costi opzionali, di solito con utilizzo limitato. Inizialmente era prodotto per la Vocaloid, software sviluppato dalla Yamaha Corporation che permette di sintetizzare la voce, semplicemente immettendo il testo e la melodia di una canzone. MMD è composta da Mikumiku dance, Mikumiku effect, Mikumiku dance models. Funzionalità simili sono offerte dai programmi MikuMikuMoving e Blender .
Il software permette agli utenti di importare modelli 3D in uno spazio virtuale che può essere spostato e animato di conseguenza. Le espressioni delle figure 3D possono essere facilmente modificati e il suono può essere ulteriormente aggiunto per creare video musicali. I “motion data”, creati per animare i modelli possono essere esportati e importati in altri video musicali realizzati con il software e gli utenti possono condividere i dati con altri utenti. Tutti i contenuti, compresi i modelli 3D, sono distribuiti gratuitamente da parte degli utenti e la maggior parte del suo contenuto aggiuntivo è prodotto da utenti con nuovi modelli realizzati da software di modellazione 3D. Lo stesso software viene fornito con una serie di modelli in base a le mascotte di Crypton Future Media Vocaloid. Il software è stato originariamente pubblicato solo in giapponese, ma una versione in inglese è stato rilasciata in una data successiva.
I video sono regolarmente visti su siti come Nico Nico Douga e YouTube e sono popolari tra gli appassionati di Vocaloid e gli utenti. È stata anche prodotta una rivista che distribuisce modelli esclusivi con ogni tema. Inoltre ogni mese esce una rivista con modelli esclusivi; esistono anche modelli segreti di-sponibili dietro pagamento.
Nel maggio 2011, dopo un continuo aggiornamento del software, è stata rilasciata l'ultima versione. In una dichiarazione di chiusura, il creatore ha lasciato il software nelle mani degli appassionati affinché possano continuare a migliorare il programma.
La prima cartone ad essere completamente prodotto con il software MMD, ha debuttato il 5 febbraio 2013. Cartone ambientato nel 8013 che vede come protagonisti 3 robot che cercano di porre fine ad una guerra durata 7 millenni; il pianeta terra non è più abitato da umani ma unicamente da robot!
La Xbox 360 Kinect è dotata di sistema MMD, quindi funzioni extra come rilevazione dei movimenti e le copie "vocali". Cose aggiuntive come sottofondo, voce in più da utilizzare, e la maggior parte dei co-stumi dei vocals .
Il software è stato rilasciato come freeware. I modelli della serie mascotte Vocaloid forniti con il software sono soggetti a contratto di diritto d'autore di ogni distributore Vocaloid e non possono essere usati senza permesso per motivi commerciali. Anche se il software è distribuito gratuitamente, alcuni modelli come dati di movimento e paesaggi sono soggetti a termini propri del loro produttore.

KONIC THTR
La compagnia catalana KONIC THTR fu fondata da Alain Baumann, musicista e artista multimediale, e Rosa Sanchez, danzatrice e coreografa, nel 1985 a Barcellona. La KONIC si è specializzata in progetti di creazione installativi e performativi che uniscono tecnologia interattiva, multimedia, musica e teatro. Sono considerati dei pionieri dell’arte interattiva e sono i primi sperimentatori dei dei sistemi di motion capture in teatro applicati a progetti di danza. In una prima fase KONIC era legato a una linea di teatro-laboratorio e teatro visuale che corrispondeva al background artistico e professionale dell’epoca. Nel 1990 Rosa Sanchez incontra Alain Baumann, che ha una formazione legata all’informatica e all’elettronica; da questa collaborazione nasce la decisione di cominciare a lavorare insieme con la tecnologia e processi informatici e sviluppare strumenti per l’interazione che ancora oggi usiamo.
Dal 2000 Konic thtr comincia a lavorare stabilmente con progetti di teatro/danza e tecnologia. Konic è nello staff direttivo del primo laboratorio mondiale di danza virtuale del Festival Internazione di video danza a Barcelona. Konic prende regolarmente parte a programmi internazionali e forma artisti e professionisti in molti progetti legati alla formazione multimediale. Nel 2006 arriva il supporto della Regione della Catalogna che permette a Konic di aprire nuove linee di intervento nella ricerca dei lin-guaggi interattivi, integrando nei lavori vita artificiale e sviluppo di programmi in collaborazione con varie compagnie di ricerca. Nel 2008, nuovo cambio qualitativo nel progetto teatrale, con l’integrazione di un software intelligente per il riconoscimento della forma del movimento sviluppato all’IRCAM (Pa-ris) da Frederic Bevilacqua. Si stanno anche sviluppando strumenti mobili e senza fili di piccole dimen-sioni apposta per questo progetto.
COME FUNZIONA
Tecnologia a infrarossi, sistemi di motion capture, sensori biometrici, grafiche 3D, video proiezioni gestiti dal software di loro concezione, permettono di creare nuovi mondi, reti e comunità di vita vera in grado di rispondere agli impulsi esterni. Ambienti sonori e visivi sono creati dai danzatori e dagli interpreti grazie a sensori senza fili collocati sul corpo e grazie sistemi di cattura ottica del movimento. Molta della ricerca del KONIC si occupa di come creare il giusto programma informatico da applicare sulla scena sempre in stretta relazione con la drammaturgia per dare vita a un teatro in cui differenti linguaggi si uniscono insieme, corpo, musica, immagine, suono. Si cerca di capire quale software possa essere necessario usare o sviluppare e lo fanno loro stessi con alcuni collaboratori. Il progetto di ricerca riguarda la possibilità di usare differenti sensori con diverse capacità di interazione con il corpo. Il tipo di interattività sempre dipende dal progetto, dall’esigenza della storia. Essi vogliono rendere visibile questo processo interattivo sulla scena, vogliono creare una nuova sensibilità verso le nuove tecnologie e sperimentare uno spazio sempre meno costrittivo in relazione all’esperienza della danza.
Il lavoro del KONIC include tecnologia interattiva e lavoro con danzatori; è coinvolto in un contesto di arti che hanno come focus il corpo e le sue relazioni con la tecnologia. Alcuni concetti che esprimono il lavoro del KONIC sono:
- Inter-relazione tra corpo, linguaggi della comunicazione interattiva, immagine e suono;
- Il corpo umano interconnesso con i dati informatici che crea una relazione di costante comunicazione in un flusso costante di relazioni;
- Drammaturgia pluri-narrattiva, intreccio di linguaggi musicali, coreografici, testuali e multime-diali articolati dagli interpreti in tempo reale sul palco;
The Augmented Stage, la Scena Aumentata, si focalizza sulla creazione di strumenti nella forma di “in-telligent computer software” e tecnologie a sensori senza fili e “computer vision”. Tutte queste tecnolo-gie hanno a che fare con il trattamento in tempo reale di informazioni multimediali e con la mediazione tra performer e computer. The Augmented Stage ha come punto di partenza l’analisi e l’applicazione di sistemi multimediali che codificano il gesto umano in tempo reale traducendolo in espressioni sonore e visive, e la ricerca sui modi con cui la “mediation” tra corpo e computer stabilisce nuove forme di comu-nicazione. Il lavoro del KONIC ha una durata di circa 2 anni, divisa tra lo sviluppo del progetto, parten-do dalla ricerca del tema e della tecnologia adatta e dallo sviluppo dei materiali artistici necessari, e le prove.
NOU I_D
“Lo spettacolo è una critica sociale e dunque la tecnologia è parte di questa critica, non ci piace l’uso impersonale, acritico delle tecnologie. Il punto di partenza è insieme politico e sociale: la condizione di sentirsi senza una vera meta, abbandonati, persi e questo lo ritroviamo in modo diverso rappresentato dalla voce, dal suono, dal corpo. Non abbiamo voluto fare uno spettacolo naturalista, è una composizione astratta su cui creiamo atmosfere suggestive, evocative ma aperte al dialogo col pubblico.”(Rosa Sanchez). NOU I_D è l’applicazione in scena di quella ricerca definita The Augmented Stage che unisce arti, scienza e tecnologia e i cui obiettivi sono: investigare e sviluppare programmi da usare per la scena contemporanea e per la scrittura coreografica e la creazione di drammaturgie non testuali e coreografie basate su linguaggi comunicazionale interattivi. Nou I_D di Konic è innanzitutto uno spettacolo politico, uno spettacolo che gli autori definiscono di “critica sociale”. È la ricerca di uno spazio di relazione o forse di comunicazione autentica nella vita quotidiana, la ricerca di un habitat ideale in cui poter convivere, condividere e riconoscersi come individui. Troppe cose fanno della terra un luogo a noi estraneo, tanto da farci sentire degli esclusi; non ci si integra in un luogo dove la politica è lontana.
Per questo progetto usiamo special devices, videocamere a infrarossi, sistemi di motion capture e sensori che leggono temperatura e altre alterazioni, sensori sempre più piccoli e sempre meno ingombranti. L’interattività di Nou I_D lavora su tre diversi livelli:
1- Videocamera tracking per catturare la posizione degli interpreti;
2- Postural sensors per catturare i movimenti fisici del danzatore;
3- Sensori biometrici che informano sul loro stato fisiologico.
Ogni sistema dà una diversa chiave di lettura se vuoi un diverso punto di vista sull’argomento.
INGLESE
LONDON 2012 – OLYMPIC GAMES
OLYMPIC GAMES
The modern Olympic Games is the leading international sporting event with summer and winter sports competitions in which thousands of athletes participate in a variety of competitions. The Olympic Games are considered to be the world's foremost sports competition with more than 200 nations participating. The Olympic Games are held every four years. Their creation was inspired by the ancient Olympic Games, which were held in Olympia, Greece, from the 8th century BC to the 4th century AD (Anno Domini). Baron Pierre de Coubertin founded the International Olympic Committee (IOC) in 1894. The IOC is the governing body of the Olympic Movement, with the Olympic Charter defining its structure and authority.
The Olympic symbol, better known as the Olympic rings, consists of five intertwined rings and represents the unity of the five inhabited continents (Africa, America, Asia, Oceania, Europe). The colored version of the rings —blue, yellow, black, green, and red— over a white field forms the Olympic flag. These colors were chosen because every nation had at least one of them on its national flag. The flag was adopted in 1914 but flown for the first time only at the 1920 Summer Olympics in Antwerp, Belgium. It has since been hoisted during each celebration of the Games.
Coubertin's Olympic ideals are expressed in the Olympic creed: “The most important thing in the Olympic Games is not to win but to take part, just as the most important thing in life is not the triumph but the struggle. The essential thing is not to have conquered but to have fought well”.
Months before each Games, the Olympic Flame is lit in Olympia in a ceremony that reflects ancient Greek rituals. A female performer, acting as a priestess, lights a torch by placing it inside a parabolic mirror which focuses the sun's rays. She then lights the torch of the first relay bearer, initiating the Olympic torch relay that will carry the flame to the Olympic stadium of the city in which takes place the opening ceremony.
PARALYMPIC GAMES
The Paralympic Games is a major international multi-sport event, involving athletes with a range of physical and intellectual disabilities, including mobility disabilities, amputations, blindness, and cerebral palsy. Since 1988 Paralympic games are held immediately following the respective Olympic Games. All Paralympic Games are governed by the International Paralympic Committee (IPC). The Paralympics have grown from a small group of British World War II veterans. Given the wide variety of disabilities that Paralympic athletes have, there are several categories in which the athletes compete. The allowable disabilities are broken down into six broad categories. The categories are amputee, cerebral palsy, intellectual disability, wheelchair, visually impaired, and Les Autres (literally "The Others", athletes with disabilities that do not fall into the other five categories; these include dwarfism, multiple sclerosis, and congenital disorders).


OPENING AND CLOSING CEREMONY
The Opening Ceremony is a celebration showcasing the best of the Host Nation. It also features a parade of all competing nations and the highly anticipated entrance of the Olympic Flame that signals the start of the Games. As expected from the Olympic Charter, this ceremony takes place before the events have occurred. The ceremony typically starts with the hoisting of the host country's flag and a performance of its national anthem. The host nation then presents artistic displays of music, singing, dance, and theater representative of its culture. After the artistic portion of the ceremony, the athletes parade into the stadium grouped by nation. Greece is traditionally the first nation to enter in order to honor the origins of the Olympics. Nations then enter the stadium alphabetically while the host country’s athletes enter for last. Finally, the Olympic torch is brought into the stadium and passed on until it reaches the final torch carrier who lights the Olympic flame in the stadium's cauldron.
The Closing Ceremony celebrates the achievements of athletes and includes a Handover from one Host City to the next. The Closing Ceremony also features the extinguishing of the Olympic Flame, that signals the end of the Games. The closing ceremony of the Olympic Games takes place after all sporting events have concluded. Flag-bearers from each participating country enter the stadium, followed by the athletes who enter together, without any national distinction. Three national flags are hoisted while the corresponding national anthems are played: the flag of the current host country; the flag of Greece, to honor the birthplace of the Olympic Games; and the flag of the country hosting the next Summer or Winter Olympic Games. The Games are officially closed, and the Olympic flame is extinguished.
The London 2012 Olympic Games Opening Ceremony took place at 9pm on 27 July 2012. The ceremony, titled 'Isles of Wonder', welcomed the finest athletes for the start of the London 2012 Olympic Games. Danny Boyle*, Artistic Director of the London 2012 Olympic Opening Ceremony, said: ‘Our Isles of Wonder salutes and celebrates the exuberant creativity of the British genius in an Opening Ceremony that we hope will be as unpredictable and inventive as the British people.’ The London 2012 Olympic Games Closing Ceremony started at 9pm on 12 August 2012 and celebrated the amazing sporting feats of the athletes who have taken part in the Games with the ultimate aftershow party.
*Danny Boyle. He is a British film director. He directed “Trainspotting” (a film showing how drugs influence the life of the teenagers) and “Slumdog Millionaire”.
LONDON 2012 OLYMPIC GAMES
The 2012 Summer Olympic Games, officially known as the Games of the XXX Olympiad, were held in London, United Kingdom from 27 July to 12 August 2012, followed by the 2012 Paralympic Games from 29 August to 9 September. London became the first city to host the modern Olympic Games three times; London also hosted the 1908 Summer Olympics and the 1948 Summer Olympics. By the bid submission deadline of 15 July 2003, nine cities had submitted bids to host the 2012 Olympics. These cities were Havana, Istanbul, Leipzig, London, Madrid, Moscow, New York, Paris, and Rio de Janeiro. On 18 May 2004 the International Olympic Committee (IOC) reduced the number of cities to five: London, Madrid, Moscow, New York, and Paris. On 6 July 2005, London was announced as the winner of the bid at the Raffles City Convention Centre in Singapore.
The London Organising Committee of the Olympic Games (LOCOG) was created to oversee the staging of the Games. The committee, chaired by Lord Coe, was in charge of implementing and staging the Games, while the Olympic Delivery Authority (ODA) was in charge of the construction of the venues and infrastructure.
The 2012 Olympic and Paralympic Games used a mixture of new venues, existing and historic facilities, and temporary facilities, some of them in well-known locations such as Hyde Park and Horse Guards Parade. After the Games, some of the new facilities will be reused in their Olympic form, while others will be resized or relocated. The majority of venues have been divided into three zones within Greater London: the Olympic Zone, the River Zone and the Central Zone. There are a few venues that, by necessity, are outside the boundaries of Greater London, such as the Weymouth and Portland National Sailing Academy. While the Games are privately funded, the venues and Park costs are met largely by public money. The original budget for the Games was £2.4 billion, but this was increased almost fourfold to about £9.3 billion in 2007.
BUILDINGS
 OLYMPIC STADIUM.
The Olympic Stadium is a stadium located at Olympic Park in Stratford, London, England. It was constructed primarily to serve as the host stadium for the 2012 Summer Olympics and Paralympics, where it hosted the track and field events, along with its opening and closing ceremonies. The stadium design was launched on 7 November 2007 by architect Populous. The stadium during the games was able to hold 80,000 spectators.
 OLYMPIC PARK.
The Olympic Park, in London, United Kingdom, is a sporting complex built for the 2012 Summer Olympics and the 2012 Summer Paralympics, situated to the east of the Stratford City. What was once an industrial land was quickly transformed in recent years into a modern impressive architecture. Inside the Olympic park are situated:
- AQUATIC CENTRE. The London Aquatics Centre is an indoor facility with two 50-metre swimming pools and a 25-metre diving pool in Olympic Park at Stratford, London. The centre was used for the swimming, diving and synchronised swimming events. After significant modification the centre is due to open to the public in 2014. The 50m pool is 3 metres deep in order to be fast. Its floor can be moved to reduce the depth. There are also moveable booms that allow its size to be changed. The diving pool has platform boards at heights of 3m, 5m, 7.5m and 10m and three 3m springboards. For the television coverage of the Olympics, the pools are also equipped with innovative cameras in order to present the action from multiple angles.
- BASKETBALL ARENA. The Basketball Arena for the 2012 Summer Olympics and the 2012 Summer Paralympics is located in the Olympic Park. The arena is recyclable, and will be demolished and recycled in 2013.
- COPPER BOX. The Copper Box was a venue for the 2012 Summer Olympics in the Olympic Park in Hackney, London. Previously known as the Handball Arena, it was renamed because it also hosted modern pentathlon during the Olympics. The venue will be adapted to become a multi-sport arena for community use, athlete training and small-to-medium scale events. It will be the only permanent indoor sports arena retained in the Olympic Park, as the Basketball Arena will be relocated.
- RIVERBANK ARENA. The Riverbank Arena was a stadium in the Olympic Park, in Hackney Wick, London, United Kingdom, containing a water-based astroturf. It was built with two venues for field-hockey competition at the 2012 Summer Olympics and venues for the football 7-a-side and football 5-a-side competitions
at the 2012 Summer Paralympics. Riverbank Arena was dismantled following the conclusion of the 2012 Games.
- WATER POLO ARENA. It is situated in the south-east corner of the Olympic Park. The first dedicated water-polo venue to be built for an Olympics, the structure will be taken down after the games.
 LONDON VELOPARK
The London Velopark is a cycling centre in Leyton in east London. The park replaces the Eastway Cycle Circuit demolished to make way for it. The facilities built for the Olympics were constructed between 2009 and 2011.
 NORTH GREENWICH ARENA
Also known as O2 Arena, it is a multi-purpose indoor arena located in the centre of The O2, a large entertainment complex on the Greenwich Peninsula in London, England. Its named referred to its main sponsor, the telecommunications company O2. It hosts Artistic Gym competitions, Trampoline and Basketball.
 WEMBLEY ARENA
Wembley Arena is an indoor arena, at Wembley. It is located right next to Wembley Stadium. It hosts music events (Madonna, Shakira, Kelly Clarkson); during the Olympic games it hosted Rhythmic Gym and Badminton competitions.


STORIA
IL REGIME FASCISTA
Dopo la prima guerra mondiale l’Italia avrebbe dovuto ottenere la Dalmazia lasciando Fiume agli austro-ungarici (Patto di Londra firmato da Salandra e Sonnino il 26 aprile 1915). Il governo pretese l’annessione di Fiume ma gli Alleati respinsero questa richiesta e in Italia si diffuse il malcontento per la cosiddetta “vittoria mutilata”. L’allora governo Nitti fu accusato di incapacità nel tutelare gli interessi della Nazione. D’Annunzio con un’impresa eccezionale, nel settembre 1919, guidò alcuni reparti ribelli e occupò Fiume. L’occupazione durò 15 mesi e D’Annunzio proclamò l’annessione della città all’Italia. L’occupazione durò fino alla fine del 1920 quando Giolitti, succeduto a Nitti, firmò il Trattato di Rapallo secondo cui la città veniva dichiarata libera. All’Italia restavano la Gorizia, Trieste e Istria mentre la Dalmazia passava alla Jugoslavia. L’avventura fiumana segnò una svolta nella vita politica italiana: la democrazia parlamentare apparve debole e cominciò a farsi strada l’idea del colpo di mano autoritario come strumento di lotta politica e chiave per risolvere le indecisioni e le lentezze delle istituzioni parlamentari. Questa tendenza ebbe effetti all’interno del Partito socialista, in cui si stava affermando la corrente massimalista che perseguiva l’obiettivo dell’instaurazione della Repubblica socialista fondata sulla dittatura del proletariato secondo il modello sovietico.
Con l’incendio della sede del quotidiano “Avanti!” (1922) si ebbe il primo grave episodio di violenza da parte dei Fasci di combattimento, organizzazione nata nel 1915 da parte di Mussolini. Il programma prevedeva: riscatto della vittoria mutilata, lotta contro neutralisti, pacifisti e socialisti, controllo operaio nelle aziende, riforma agraria, istituzione della repubblica. Presenti alle elezioni del 1919, i fascisti ottennero pochi voti e nessun seggio. Il fascismo si alimentò delle reazioni dei ceti borghesi al biennio rosso, cioè l’ondata di scioperi, occupazione di fabbriche e terre tra 1919-20. I fascisti scatenarono un’ondata di aggressioni, sparatorie, assalti, conquistandosi le simpatie dei grandi proprietari terrieri. Queste spedizioni si diffusero nel centro e sud Italia; le forze dell’ordine la magistratura raramente frenarono e punirono tali azioni e lo stesso governo Giolitti guardò con favore l’avanzata del movimento fascista, ritenendo che esso potesse ridimensionare il successo elettorale dei socialisti. Con le nuove elezioni del 1921, 35 deputati fascisti entrarono in Parlamento: risultato che creava le basi che permisero a Mussolini di dar vita al suo progetto politico. Nel gran congresso nazionale dei Fasci di combattimento Mussolini fondò il Partito nazionale fascista. Il 27 ottobre 1922 Mussolini organizzò la marcia su Roma: in tal modo il fascismo saliva al potere. Il re Vittorio Emanuele III non firmò la proclamazione dello stato d’assedio e il 30 ottobre affidò a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo. L’azione di Mussolini prevedeva la conquista del consenso delle classi dirigenti e la fascistizzazione dello Stato. Tra il 1921 e il 1923 gli scioperi scomparirono, i salari furono ridimensionati come la pressione fiscale; privatizzò i servizi telefonici, salvò dal fallimento il Banco di Roma, introdusse l’insegnamento della religione cattolica nelle scuola (Riforma Gentile). Queste riforme permisero a Mussolini di ottenere nelle elezioni del 1924 il 65% dei voti e i ¾ dei seggi; ciò grazie alla riforma della legge elettorale. Quando Matteotti denunciò l’irregolarità delle elezioni, fu rapito e ucciso. Le opposizioni per protesta abbandonarono il Parlamento chiedendo l’intervento del re (secessione dell’Aventino); il re non intervenne. Durante un discorso alla camera dei deputati Mussolini si assunse la responsabilità politica, morale, storica dell’accaduto: il processo di fascistizzazione dello stato veniva portato a compimento.
LEGGI FASCISTISSIME E RIFORME
Nel 1922 Mussolini aveva ottenuto il potere di emanare leggi, costituendo il Gran Consiglio del fascismo e legalizzando la forza armata del partito. Tra il 1925 e il 1926 le leggi fascistissime danno l’avvio al regime:
• I partiti e i giornali antifascisti vennero sciolti;
• Cancellò il diritto di sciopero;
• Introdusse la pena di morte per i delitti contro lo stato;
• Abolì l’elettività delle amministrazioni locali;
• Varò una nuova legge elettorale che consentiva di votare per candidati appartenenti all’unica lista fascista;
• Mussolini rispondeva del suo operato solo di fronte al re;
• Istituì l’Ovra e le corporazioni;
• Elaborò nuove leggi sulla famiglia.
Mussolini diede il via a molte riforme. Affidò il compito a Gentile di riformare la scuola: le discipline umanistiche diventano più importanti di quelle scientifiche, introdusse esami di controllo alla fine dei cicli di studi, vennero creati istituti tecnici e professionali, vennero controllati i libri di testo e gli insegnanti. Molte figure di intellettuali aderirono al fascismo come D’Annunzio. La storia pubblica venne ridimensionata, concentrando l’attenzione sull’antica Roma, sul Rinascimento e sulla Chiesa. Nel 1929 Mussolini firmò con la Chiesa i Patti Lateranensi, che comprendevano un trattato che sanciva il reciproco riconoscimento diplomatico fra Italia e Chiesa, e una convenzione finanziaria per cui lo stato risarciva la Chiesa dei danni causatigli mezzo secolo prima. Fu sottoscritto un Concordato: la religione cattolica venne riconosciuta religione di Stato, il matrimonio religioso fu reso valido a fini civili, l’insegnamento della religione cattolica divenne obbligatorio per tutte le scuole del Regno, le associazioni cattoliche possono continuare la loro attività.
POLITICA ECONOMICA
Il regime fascista elaborò l’idea di un sistema economico basato sulle corporazioni, associazioni di mestiere che raggruppavano i titolari delle attività e i lavoratori disciplinandone i rapporti (come nel medioevo). Esse furono istituite solo nel 1934 e non ebbero particolare incidenza. Tra il 1922 e il 1925 fu adottata una politica liberista che provocò aumento della produzione, inflazione e indebolimento del valore della lira. Per migliorare tali condizioni fu adottato il protezionismo: bisognava raggiungere l’autosufficienza limitando le importazioni, soprattutto di grano. Per recuperare il valore della lira e diminuire l’inflazione fu ristretto l’accesso al credito bancario, i salari vennero ridotti e furono chiesti prestiti alle banche americane per ridimensionare il debito pubblico. Condizioni che si inasprirono quando nel 1929 si diffuse la crisi economica proveniente dall’America. Mussolini acconsentì alla creazione dell’IMI (Istituto Mobiliare Italiano) e dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale). Lo Stato diventò imprenditore e per la prima volta intervenne nell’economia. L’intervento statale diede via ad un vasto programma di lavori pubblici: furono costruite nuove strade e città, fu bonificato l’Agro pontino, vennero costruite ferrovie. Mussolini, tuttavia, andava progettando un programma di politica estera e di impegno militare (politica economica) che sottrasse risorse agli investimenti produttivi e ai consumi e che provocò l’isolamento del paese. Il governo fu impegnato in una serie di azioni per riconquistare la Libia, persa nella Prima guerra mondiale, e l’Etiopia. Nel 1936 l’Italia, abbandonata l’alleanza con Francia e Inghilterra, si avvicinò alla Germania firmando l’accordo Asse Roma-Berlino: insieme parteciparono alla guerra civile in Spagna in soccorso a Franco. Nel 1939 Mussolini firmò il Patto d’Acciaio con cui si alleava militarmente alla Germania. Con tale patto Mussolini fu costretto a far entrare in Italia le leggi razziali approvate da Hitler: queste disposizioni avevano colpito gli ebrei privandoli di ogni libertà e costringendoli a lasciare ogni possedimento. Successivamente Hitler fece deportare tutti gli ebrei nei campi di concentramento.
CONSENSO E RESISTENZE
Fino alla metà degli Anni Trenta il regime gode di un vasto consenso, altissimo tra i ceti medi e minore tra i contadini e gli operai: si tratta di un consenso di massa. È anche vero che nel regime non c’era possibilità di manifestare dissenso e inoltre è impossibile usare come indicatori la manifestazioni organizzate dal regime ed i risultati delle elezioni su lista unica. Per vent’anni gli italiani affollano le piazze e partecipano agli eventi osannando il duce così come gli intellettuali esaltavano il regime. Agli occhi di molti italiani Mussolini è il riscatto dell’età giolittiana, la rivincita di un Paese piccolo e povero: nasce l’identificazione del popolo con il regime. Nonostante questo clima di approvazione, resistono gli esponenti dell’antifascismo: alcuni si ritirano nel silenzio, altri proseguono la loro campagna all’estero, solo una piccola parte resta in Italia proseguendo l’opposizione in modo clandestino e pagando un duro prezzo, anche la vita, se colti di sorpresa. L’antifascismo vuole mostrare che non tutti si sono arresi e che esiste una classe politica alternativa. In tutta l’Italia si era sviluppato un forte movimento di Resistenza. Al Sud c’erano stati brevi episodi insurrezionali; al Nord la lotta armata assunse caratteri permanenti e di grande rilievo politico. In montagna, nelle vallate, nelle campagne, sorsero sorsero nuclei partigiani ben organizzati. Specialmente in quelle formazioni legate ai partiti di sinistra c’era una forte esigenza di far emergere dalla lotta contro i Tedeschi e i fascisti un’Italia profondamente riformata in senso democratico. Più moderati gli obiettivi di altre bande partigiane come quelle organizzate dalla DC. Durante la Resistenza ci fu una sostanziale unità: tutte le formazioni partigiane facevano riferimento al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, CLNAI: esso fu riconosciuto dagli alleati come rappresentante al Nord del legittimo governo insediato a Roma.
SPORT E FASCISMO
Le dittature ed i regimi totalitari hanno sempre sfruttato l’attività fisica e lo sport ai fini della preparazione militare ma anche a fini di propaganda ideologica-politica. Negli anni del ventennio fascista il regime si appropria della ginnastica e dello sport facendone un formidabile strumento di propaganda politica, veicolo per quel consenso autoritario di massa sul quale fondare il suo potere. La ginnastica e lo sport godono di un’ importanza e prestigio mai avuti prima, gli atleti italiani primeggiano a livello mondiale. Con la riforma del 1923 l’educazione fisica diviene materia obbligatoria nella scuola. “La scuola italiana in tutti i suoi gradi e insegnamenti si ispiri alle idealità del Fascismo, educhi la gioventù italiana a comprendere il Fascismo a nobilitarsi nel Fascismo e a vivere nel clima storico creato dalla Rivoluzione Fascista” (cit. Mussolini). L’atleta sul campo era metafora del soldato in battaglia, che si sacrifica per l’onore e la gloria dell’intera squadra. Compito dell’atleta era di portare il nome dell’Italia nel mondo attraverso l’unica arma che fosse in suo potere: la vittoria. Nelle Olimpiadi di Los Angeles nel 1932 gli atleti furono considerati patrimonio della nazione, ambasciatori dell’Italia nel mondo. I Mondiali del 1934 si svolsero in Italia e furono l’ulteriore occasione per l’Italia di mostrare la potenza degli atleti e la capacità del regime. Anche i regimi socialisti non hanno sottovalutato l’importanza dello sport ai fini propagandistici. La supremazia sportiva poteva infatti essere sfruttata ai fini propagandistici per dimostrare la superiorità di un ideologia politica rispetto ad un'altra. Fino alla caduta del muro di Berlino agli atleti furono somministrate sostanze dopanti per ottenere il miglioramento della prestazione sportiva e il miglior risultato possibile a qualunque costo. I dirigenti della DDR (Scuola tedesca per la cultura del corpo) obbligavano gli atleti ad assumere sostanze dopanti in modo da renderli vere macchine da medaglia. Il doping di stato era iniziato in Germania Est con il “Piano 14.25”; dopo la riunificazione è emerso il perché molti atleti morirono prematuramente. Ex tecnici della Dynamo Berlino finirono sotto processo: dichiararono di aver fatto abitualmente ricorso al doping con l’avallo dello Stato nella preparazione dei loro atleti, “Sappiamo di aver violato le regole dello sport ma ci sentivamo legittimati dagli ordini di Stato. Rifiutarsi di somministrare doping agli atleti comportava l’estromissione dallo sport e considerevoli svantaggi professionali” (cit. cinque allenatori della Dynamo Berlino).


ITALIANO
GABRIELE D’ANNUNZIO
Gabriele D'Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863. É uno dei cultori dell'estetismo e uno dei più grandi esponenti del Decadentismo. Dal padre ereditò il temperamento sanguigno, la passione per le donne e la disinvoltura nel contrarre debiti, caratteri che porteranno la famiglia da una condizione agiata ad una difficile situazione economica. Nel 1974 viene iscritto al liceo ginnasio dove pubblica la sua prima raccolta di poesie: “Primo Vere” (finanziata dal padre) che ottenne molte recensioni favorevoli. Conclusi gli studi liceali, si iscrive alla facoltà di lettere dell’Università di Roma ma non concluderà mai gli studi.
IL PERIODO ROMANO
Gli anni 1881-1891 furono decisivi per la formazione di D'Annunzio, e nel rapporto con il particolare ambiente culturale e mondano di Roma cominciò a forgiarsi il suo stile raffinato e comunicativo, la sua visione del mondo e il nucleo centrale della sua poetica. Durante questo periodo, oltre che a dare "scandalo" per il suo modo di vivere e le sue numerose relazioni, lavorò anche presso diversi giornali soprattutto per esigenze economiche; nel 1883 sposa Maria di Gallese, da cui avrà tre figli. Il matrimonio perdura solo fino al 1890 a causa delle numerose relazioni extraconiugali di D'Annunzio, anche se i due rimangono in buoni rapporti. Il grande successo letterario arrivò con la pubblicazione del suo primo romanzo, Il piacere nel 1889. Tale romanzo, incentrato sulla figura dell'esteta decadente, inaugura una nuova prosa introspettiva e psicologica che rompe con i canoni estetici del naturalismo e del positivismo allora imperanti. Venne presto a crearsi attorno alla figura di D'Annunzio un vasto pubblico condizionato non tanto dai contenuti, quanto dalle forme e dai risvolti divistici delle sue opere e della sua persona. Egli inventò uno stile immaginoso e appariscente di vita da "grande divo", con cui nutrì il bisogno di sogni, di misteri, di "vivere un'altra vita", di oggetti e comportamenti-culto che stava connotando in Italia la nuova cultura di massa. Tra il 1891 e il 1893 D'Annunzio visse a Napoli, dove compose Giovanni Episcopo e L'innocente, seguiti da Il trionfo della morte e dalle liriche del Poema paradisiaco. Sempre di questo periodo è il suo primo approccio agli scritti di Nietzsche.
IL PERIODO FIORENTINO
Sempre nel 1892 cominciò una relazione epistolare con la celebre attrice Eleonora Duse, con la quale ebbe inizio la stagione centrale della sua vita. Per vivere accanto alla sua nuova compagna, D'Annunzio si trasferì a Firenze, nella zona di Settignano. Tra il 1893 e il 1897 D'Annunzio condusse un'esistenza movimentata che lo portò dapprima nella sua terra d'origine e poi in Grecia. Nel 1897 volle provare l'esperienza politica, vivendo anch'essa in un modo bizzarro e clamoroso: eletto deputato della destra, passò quasi subito nelle file della sinistra, giustificandosi con la celebre affermazione "vado verso la vita".
IL TRASFERIMENTO IN FRANCIA
La relazione con Eleonora Duse si incrinò nel 1904, dopo il tradimento con Alessandra di Rudiní e la pubblicazione del romanzo Il fuoco, in cui il poeta aveva descritto impietosamente la loro relazione. In quell'epoca la vita dispendiosa condotta dal Vate lo portò a sperperare le cospicue somme percepite per le proprie pubblicazioni. Nel 1910 D'Annunzio si trasferì in Francia: già da tempo aveva accumulato una serie di debiti e per evitare i creditori aveva preferito allontanarsi dal proprio Paese. L'arredamento della villa fu messo all'asta e D'Annunzio per cinque anni non rientrò in Italia. A Parigi era un personaggio noto e ciò gli permise di mantenere inalterato il suo dissipato stile di vita fatto di debiti e frequentazioni mondane, tra cui Filippo Tommaso Marinetti e Claude Debussy.
PARTECIPAZIONE ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE (1915 - 1919)
Nel 1915 ritornò in Italia, dove rifiutò la cattedra di letteratura italiana che era stata di Pascoli, e condusse immediatamente una intensa propaganda interventista. Il discorso celebrativo che D'Annunzio pronunciò a Quarto il 4 maggio 1915 suscitò entusiastiche manifestazioni interventiste. Con l'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915, D'Annunzio si arruolò volontario nei Lancieri di Novara, nonostante avesse già 52 anni, partecipando subito ad alcune azioni dimostrative navali e aeree. Il 16 gennaio del 1916, a seguito di un atterraggio d'emergenza, nell'urto contro la mitragliatrice dell'aereo riportò una lesione all'altezza della tempia e dell'arcata sopraccigliare destra. La ferita non curata per un mese provocò la perdita dell'occhio; visse così un periodo di convalescenza. Tuttavia, nonostante il parere contrario dei medici, tornò a combattere e una delle sue ultime imprese aeree fu il volo su Vienna del 9 agosto 1918, durante il quale vennero lanciate 50.000 copie di un manifestino italiano scritto da D'Annunzio stesso. Si congedò con il grado di tenente colonnello. Nell'immediato primo dopoguerra D'Annunzio si fece portatore di un vasto malcontento, insistendo sul tema della "vittoria mutilata" e chiedendo, in sintonia con una serie di voci della società e della politica italiana, il rinnovamento della classe dirigente in Italia. Nel 1919 organizzò un clamoroso colpo di mano paramilitare, guidando una spedizione di "legionari" all'occupazione della città di Fiume, che le potenze alleate vincitrici non avevano assegnato all'Italia. Con una colonna di volontari, D'Annunzio occupò Fiume e costituì la Reggenza Italiana del Carnaro, nella quale venne varata appunto la Carta del Carnaro, una costituzione provvisoria incredibilmente avanzata e moderna che prevedeva, assieme alle varie leggi applicative e regolamenti varati, numerosi diritti per i lavoratori, le pensioni di invalidità, l'habeas corpus, il suffragio universale maschile e femminile, la libertà di opinione, di religione e di orientamento sessuale, tra cui la depenalizzazione dell'omosessualità, del nudismo e dell'uso di droga e il risarcimento degli errori giudiziari, il tutto molto tempo prima di altre carte costituzionali dell'epoca. Il 12 novembre 1920 venne stipulato il trattato di Rapallo: Fiume divenne città libera; ma D'Annunzio non accettò l'accordo e il governo italiano di Giovanni Giolitti il 26 dicembre 1920, fece sgomberare i legionari con la forza, causando numerosi morti, nel cosiddetto "Natale di sangue". Nel 1924 lo Stato Libero di Fiume, fu infine annesso all'Italia, dove rimase fino al 1945.
L'ESILIO AL VITTORIALE
Deluso dall'epilogo dell'esperienza di Fiume, nel febbraio 1921 si ritirò in un'esistenza solitaria nella villa di Cargnacco (comune di Gardone Riviera) che pochi mesi più tardi acquistò. Ribattezzata il Vittoriale degli italiani fu ampliata e successivamente aperta al pubblico. Qui lavorò e visse fino alla morte, curando con gusto teatrale un mausoleo di ricordi e di simboli mitologici di cui la sua stessa persona costituiva il momento di attrazione centrale. Morì nella sua villa il 1º marzo 1938 per un'emorragia cerebrale, mentre era al suo tavolo da lavoro. Ai funerali di Stato, voluti in suo onore dal regime fascista, la partecipazione popolare fu imponente.
PENSIERO E POETICA
D'Annunzio fu un autore versatile e aperto alle suggestioni letterarie più diverse: da Carducci, a Verga, ai Simbolisti francesi e ai Preraffaelliti inglesi, all'estetismo di Huysmans e Wilde, ai romanzieri russi. Inizialmente, D'Annunzio fu ispirato al Carducci e già nelle sue prime opere (come Primo Vere) rivela interesse per tematiche nuove, come il panismo, l'aspirazione alla fusione tra uomo e natura. Attratto fin dalla prima giovinezza dal mito del "vivere inimitabile", che rifiuta tutto ciò che è grigio, banale e quotidiano, D'Annunzio si avvicinò al Decadentismo e incarnò quell'eroe decadente già ipotizzato in Francia e in Inghilterra, facendo dell'estetismo l'aspirazione a un'esistenza di eccezione, dedita al culto della bellezza e ispirata all'ideale della vita come opera d'arte. Da qui deriva la figura dell'esteta o "dandy", ovvero una persona aristocratica e raffinata che è alla costante ricerca del bello; ogni suo gesto deve distinguersi dalle masse. Ben presto, tuttavia, le caratteristiche dell'esteta non gli permettono di opporsi alla società e il disprezzo per quest'ultima lo portò ad un isolamento: questo lo portò alla lettura dei romanzieri russi, come Tolstoj e Dostoevskij, dai quali trasse ispirazione per scrivere alcune opere, sia in prosa che in poesia, che affrontano il tema della ricerca spirituale e dell'aspirazione alla purezza. A partire dal 1892, il mito dell'esteta venne a fondersi con quello del superuomo teorizzato dal filosofo tedesco Nietzsche, che D'Annunzio applicò alla figura del poeta considerandolo al di sopra degli altri uomini e libero da ogni vincolo morale. Il poeta, inoltre, assunse il ruolo di poeta vate, come il Carducci prima di lui: il poeta vate è colui che si assume il compito di guidare le masse verso la giusta condotta civile.
LA PIOGGIA NEL PINETO
Narra dell'intima unità di uomo e natura. Nella poesia d'Annunzio si trova nella pineta con una donna, Ermione; lui la invita a tacere per poter cogliere il linguaggio della natura, per sentire quei suoni nuovi che mai aveva sentito. Lui e la donna si sentono creature del bosco ed entrano in contatto profondo con la natura fino ad immedesimarsi nei suoi elementi. La pioggia che cade su di loro crea nuovi pensieri e sentimenti; la pioggia è vista metaforicamente come il pianto del cielo.
1 strofa: il poeta invita la sua donna ad ascoltare la voce della natura. Il suono della pioggia varia a seconda di dove cade; il poeta riproduce con i suoni delle parole a variazione del rumore della pioggia. Anche il poeta e la donna sono strumenti suonati dalla pioggia e dunque sono assimilati al resto della vegetazione.
2 strofa: introduzione del canto delle cicale agli altri suoni. Il poeta ed Ermione diventano creature del bosco.
3 strofa: subentra il canto delle rane che ha breve durata.
4 strofa: totale assimilazione del poeta e della donna alla vegetazione circostante. I due si sentono trasformare in piante: il cuore è una pesca, gli occhi sorgenti d'acqua e i denti mandorle acerbe.

DIRITTO
IL REATO DEL DOPING
STORIA DOPING
L'uso di sostanze o pratiche per aumentare il rendimento fisico non è una scoperta recente. Nell'antica Grecia venivano usate erbe e funghi ritenuti capaci di far aumentare il rendimento fisco e capacità atletiche. Agli inizi del '900 si passò dall’uso di zollette di zucchero imbevute di etere alle più "moderne" miscele di stricnina, brandy e vino in cui erano state fatte macerare foglie di coca; negli anni ‘50, fecero la loro comparsa le amfetamine. La prima vittima nota da abuso di sostanze dopanti si fa risalire al 1886, quando Arthur Linton, giovane ciclista gallese, morì dopo aver preso parte alla famosa corsa Parigi-Bordeaux. In passato, le pratiche scorrette del doping erano circoscritte alla sola cerchia degli atleti professionisti e per lo più limitate al giorno antecedente la gara; oggi il doping è diventato un fenomeno preoccupante che interessa vasti strati della popolazione sportiva anche dilettante.
La lotta al doping è nata in Italia nel 1954. Nel 1961 fu aperto a Firenze il primo laboratorio europeo di analisi anti-doping. Dal 1964 (Olimpiadi di Tokyo) si iniziò ad effettuare sistematici controlli anti-doping sugli atleti. Dal 1971 esiste in Italia una legge che punisce sia chi fa uso di sostanze proibite, sia chi le somministra agli atleti. Nel 1971 il Comitato Olimpico Internazionale ha pubblicato una lista di sostanze proibite che viene periodicamente aggiornata. I composti chimici utilizzati illecitamente nello sport sono molti, con diversi meccanismi d’azione e diverso indice di pericolosità. Ogni Federazione Sportiva ha stabilito il proprio regolamento e l'elenco delle sostanze proibite. In genere, vengono vietate quelle sostanze il cui uso da parte dell'atleta viene finalizzato a ridurre la percezione della fatica, migliorare la prontezza dei riflessi, accrescere la forza e/o la resistenza muscolare, diminuire il dolore, controllare la frequenza cardiaca e/o respiratoria, ridurre il peso corporeo, attenuare l’ansia o mascherare la presenza nelle urine delle sostanze vietate. Vengono considerate pratiche dopanti anche la trasfusione del sangue (emotrasfusione) e la somministrazione di globuli rossi o di prodotti derivati dal sangue. La pratica del doping a fronte di effimeri vantaggi, presenta moltissimi rischi reali: è questa la ragione per cui in tutto il mondo si cerca di combatterla. Inoltre, il fatto stesso di cercare di superare gli altri atleti con mezzi fraudolenti è da considerare moralmente condannabile. Purtroppo però non tutti gli atleti riescono a resistere alla tentazione. Per questo vengono effettuate analisi per accertarsi che gli atleti non abbiano utilizzato sostanze proibite; queste analisi vengono svolte su campioni di urina prelevati subito dopo la gara alla presenza dei commissari di gara e del medico incaricato anti-doping. I campioni vengono poi inviati ad un centro attrezzato per riconoscere anche piccole tracce delle sostanze proibite. In caso di positività scatta la squalifica per l'atleta colpevole. Recentemente è stato stabilito che può essere effettuato anche un prelievo di sangue per effettuare il test.
E' importante sapere che, talvolta, si può risultare positivi anti-doping pur senza aver utilizzato consapevolmente sostanze per aumentare il proprio rendimento. Questo succede perché alcune delle sostanze proibite dal Comitato Olimpico Internazionale sono normali componenti di certi farmaci in commercio, e quindi un atleta che utilizza questi farmaci avrà nelle proprie urine tracce rilevabili di sostanza proibita. I farmaci che più frequentemente contengono queste sostanze sono i preparati utilizzati contro il raffreddore e l'influenza (anche spray nasali), tosse, alcuni colliri, farmaci che riducono l'appetito, antiasmatici (anche spray) ecc. Per questo motivo è meglio consultare il medico prima di utilizzare qualsiasi farmaco in un periodo vicino a competizioni agonistiche, ed avvertire comunque il medico addetto all'anti-doping del tipo di farmaco che si è utilizzato nei giorni precedenti, per non incorrere in brutte sorprese.
DEFINIZIONE DI DOPING
Secondo la legge 14/12/2000 n.376 “costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche e idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”. In sintesi consiste nell’assunzione illegale di farmaci o droghe allo scopo di migliorare le prestazioni atletiche in vista o in occasione di una competizione agonistica. L’abuso di sostanze chimiche, non a scopo terapeutico, causa gravi danni alla salute e influisce notevolmente sulla personalità. Il divieto di questa pratica mira a proteggere la salute degli atleti e a salvaguardare la correttezza e la lealtà della competizione sportiva. Il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) ha stilato un elenco di farmaci proibiti:
SOSTANZA CARATTERISTICHE EFFETTI


Anabolizzanti Sostanze sintetiche che si comporta-no come il testosterone. Favoriscono la sintesi proteica e portano all’aumento della massa muscolare che permette di sostenere allenamenti più intensi. Possono causare impotenza sessuale, riduzione dei livelli di testosterone, atrofia dei testicoli, irregolarità del ciclo mestruale, riduzione del seno, peluria, abbassamento tono di voce, infarto, tumore, trombi, arresto della crescita, diabete, disfunzioni fegato e pancreas.

Ormoni proteici
(ormone della crescita, eritropoietina -EPO- , etc) Viene assunta per aumentare la massa muscolare, la forza e la resistenza. Tra le più comuni c’è la EPO, ormone prodotto dal rene che stimola la produzione di globuli rossi. Il sangue, più denso, trasporta più ossigeno ai muscoli. L’uso di EPO può causare l’ostruzione di capillari e arterie, ipertensione, cardiopatie, malattie ematologiche, disfunzioni renali.

Integratori Vengono assunti per integrare l’apporto di vitamine, aminoacidi, Sali minerali. Forniscono maggiore energia ai muscoli. Se assunti in dosi eccessive possono essere dannosi per la salute.

Stimolanti Permettono all’atleta di avere migliori prestazioni con minore fatica e riducono l’appetito (anfetamina, caffeina, cocaina). Non avvertendo l’intensità dello sforzo l’atleta può causare danni ai muscoli, tendini, apparato cardiocircolatorio; può inoltre provocare collasso, morte, dipendenza.


Diuretici Determinano una forte eliminazione di liquidi con l’urina e sono utilizzati nella boxe, sollevamento pesi, lotta. permettono di perdere peso in tempi rapidi. Possono provocare disidratazione e danni all’apparato circolatorio.


Creatina Molecola proteica che si trova nei muscoli. È prodotta dal fegato e può essere inserita con carne e pesce. Nel muscolo si lega ad un fosfato diventando un composto che fornisce energia immediata. Può scatenare vari disturbi come vomito, nausea, dolori alle articolazioni e danni renali. Gli apporti devono essere prescritti dal medico.
LEGISLAZIONE SUL DOPING
Il doping è un reato penale punito fimo a 3 anni di reclusione se ad essere indotto ad assumere sostanze vietate è un minorenne o se a distribuire le sostanze è un dipendente del CONI. Solo in condizioni patologiche dell’atleta, documentate e certificate da un medico e verificata l’assenza di pericoli per la salute, è consentita la partecipazione alla competizione. Il controllo antidoping sulle competizioni sportive spetta ad alcuni laboratori accreditati dal CIO.
Con il decreto 19 maggio 2005, in attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 7 della legge n. 376/00 il Ministero della Salute ha fissato le regole per il monitoraggio e per l'etichettatura dei medicinali contenenti sostanze dopanti. L'art 9 della legge 376/00 prevede tre diverse ipotesi di reato. Il primo comma della citata legge sanziona la condotta di chi assume, procura ad altri, somministra, o favorisce comunque l’utilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, idonee a modificare le condizioni psicofisiche dell’organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sull’uso di tali farmaci o sostanze.
Al secondo comma è prevista la medesima pena per chi adotta o si sottopone a pratiche mediche finalizzate allo stesso risultato (ad es., il cosiddetto doping ematico o autotrasfusione). Le due fattispecie appena indicate si differenziano unicamente per la natura dello strumento utilizzato per raggiungere il fine vietato: mentre il primo comma punisce l'utilizzo di farmaci e sostanze biologicamente attive, la fattispecie del secondo comma si riferisce alle pratiche mediche.
È possibile il concorso tra i due reati, per cui l’atleta che pratichi il doping attraverso l’assunzione di sostanze dopanti e sottoponendosi a pratiche mediche illecite, dovrà rispondere di entrambi i reati. La responsabilità penale dell'atleta è legata alla sua partecipazione attiva, cioè all'aver dato il suo consenso al doping. L’eventuale somministrazione di farmaci e sostanze illecite all’insaputa dell’atleta aggraverà la posizione del soggetto che lo affianca il quale risponderà non solo del reato di doping, ma anche di lesioni dolose qualora dalle pratiche vietate sia derivato un danno all’atleta. Le disposizioni della legge 376 non prevedono alcuna sanzione penale per la pratica del doping a fine non agonistico.
È inoltre punito il reato di commercio di farmaci o di sostanze farmacologicamente o biologicamente attive, ricomprese nelle classi previste dall’art.2, comma 1, in luoghi diversi dalla farmacie e altri parimenti autorizzati.
L’art. 6, comma 1, della legge citata demanda, infatti, al CONI, alle federazioni sportive,alle società affiliate, alle associazioni sportive, agli enti di promozione sportiva pubblici e privati di adeguare i loro regolamenti alle disposizioni della presente legge, prevedendo in particolare le sanzioni e le procedure disciplinari nei confronti dei tesserati in caso di rifiuto di sottoporsi ai controlli. Peraltro, nell’ordinamento sportivo italiano, vi sono differenti normative per le varie discipline sportive, anche se dal 2005 i controlli sangue-urina sono espressamente contemplati dal Regolamento dell’attività antidoping emanato dal CONI in attuazione del Codice mondiale.
Occorre sottolineare che l'Italia è uno dei pochi Paesi a fissare sanzioni penali per il doping. Questa legge, ovviamente, non è apprezzata dai signori dello sport internazionale, secondo i quali il doping dovrebbe essere punibile come illecito sportivo e non come reato penale e le sanzioni dovrebbero essere di esclusiva competenza del CIO.

ECONOMIA AZIENDALE
LA FREDDY e L’ESTERNALIZZAZIONE
LA FREDDY
Le origini di quella Y che portò fortuna.
E’ il 1976 e Carlo Freddi, giovane imprenditore ligure, con un occhio attento alle tendenze di oltreoceano, da vita ad un’azienda produttrice di calzature professionali da danza e da ginnastica, La Danza s.r.l. un nome nuovo, dinamico e di facile memorizzazione. Dalla sostituzione dell’ultima lettera del suo cognome con una “Y” nasce la Freddy che si distingue da subito per la capacità di rispondere alle esigenze tecniche e di comfort di chi fa del movimento un’arte, e per la proposta in anteprima di modelli di tendenza provenienti dagli USA e ispirati a fenomeni come l’aerobica, il rap e lo street style. Freddy emerge per il suo approccio nuovo allo sport e al movimento, intesi non solo più come sacrificio e sudore ma come simbolo di un modo di vivere sano e socializzante che include sempre più le donne e per il suo concetto innovativo di sportswear. Un capo Freddy è un prodotto tecnicamente eccellente e stilisticamente innovativo, rappresenta un concetto di sportswear adattabile alla vita quotidiana e ad un look ricercato, informale. Negli anni ottanta Freddy diventa protagonista della palestra, con l’esplosione dell’aerobica, sviluppando una serie di calzature brevettate dall’appeal grintoso e alla moda (la sneaker alta e lo stivaletto da aerobica) e una serie di collezioni activewear che per la prima volta sconfinano nel guardaroba urbano. Il marchio Freddy segue la storia della sua azienda. Inizialmente il lettering del logo era simile a quello attuale, ma era affiancato dalla siluette stilizzata di una ballerina nell’atto di eseguire un Grand Jetè.
All’inzio degli anni 90 l’intenzione dell’azienda era quella di ampliare il mercato al settore dell’abbigliamento per la palestra. Lo Studio Benvenuti insieme a Maurizio Taddei, venne incaricato di creare stampe e caratterizzazioni per l’abbigliamento delle nuove linee sportive. Fu proprio durante lo studio di uno di questi progetti che si sperimentò la distorsione del lettering Freddy, con il particolare restyling sull’ultima lettera.
Alla “Y” finale del logo Freddy venne sovrapposta la stilizzazione di un gesto atletico, che si fondeva con essa: la “Y” assunse quindi per la prima volta una forma antropomorfa; infatti l’intenzione era quella di rappresentare in maniera ideografica un movimento aerobico da Free Step. Questo segno grafico (l’omino-Y) venne percepito da subito come il simbolo che rappresentava lo spirito del nuovo corso.
Consolidandosi nel mercato del fitness, e non più solo nel campo della danza, l’azienda comprese che il “vecchio” Brand, legato alla stilizzazione della ballerina, era limitativo. Dal 2007 il logo è affiancato dal payoff “The art of movement” creato dalla United 1861 di Milano.
La particolare attenzione all’effetto
Non solo funzionale ma anche estetico e di vestibilità, ha reso Freddy un Brand unico nel contesto internazionale, come dimostra la sua distribuzione. Oggi Freddy commercializza i suoi prodotti attraverso oltre 3.000 selezionati negozi sportivi, di abbigliamento e department store in tutto il mondo. Freddy è la dimostrazione che non c'è settore della moda in cui le aziende italiane non possano eccellere. Il marchio fondato da Carlo Freddi quasi 40 anni fa infatti opera in una nicchia, quella dell'activewear, considerata il dominio dei brand anglosassoni. Ma, come spiega l'imprenditore, le buone idee e la ricerca sono armi che consentono di sfondare su qualsiasi mercato. Da un primo layout somigliante ad un portale classico, lo store online Freddy si è sempre evoluto rimanendo sempre a passo con i tempi.
Oltre ad una experience di navigazione che gratifica l’utente e lo incentiva all’acquisto, esiste una consultazione delle aree del negozio classica e una funzione di ricerca per l’individuazione istantanea del prodotto richiesto. Nell’ultima versione curata dallo Studio Benvenuti, è stato implementato un nuovo sistema di consultazione dove l’articolo viene visualizzato sull’immagine fotografica di un modello creando così una duplice funzione: l’utente ha la possibilità sia di capire come l’indumento realmente veste e sia di vedere il capo abbinato ad altri indumenti dello stesso stile invogliando così all’acquisto multiplo. Oltre alla distribuzione multimarca, Freddy è presente in un numero crescente di stores monomarca in cui è possibile trovare tutte le collezioni del Brand e immergersi nella sua atmosfera. Freddy ha sempre manifestato un particolare sostegno al mondo dello sport, in particolare della ginnastica artistica e delle arti. Dopo aver appoggiato come sponsor e fornitore ufficiale la Federazione Ginnastica d’Italia negli ultimi due quadrienni olimpici nelle edizioni di Atene 2004 e Pechino 2008, Freddy ha rinnovato l’accordo per il presente quadriennio, accompagnando la federazione in tutti gli appuntamenti agonistici fino alle olimpiadi di Londra 2012. Freddy è stato inoltre sponsor e fornitore ufficiale del CONI vestendo le squadre olimpiche italiane in tutte le manifestazioni ufficiali dalle olimpiadi di Pechino 2008 ai giochi del mediterraneo di Pescara 2009 fino alle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010. Dal 2005 inoltre è sponsor e fornitore del prestigiosissimo corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano e dal 2008 del Royal Ballet di Londra. Il grande successo mediatico dello sportswear Freddy è legato all'immagine di testimonial dello spettacolo come Jury Chechi e alle numerose apparizioni in programmi televisivi di grande diffusione tra cui "Amici" di Maria De Filippi. Tra le ultime novità della firma ligure c’è l’imminente chiusura del contratto di sponsorizzazione per il corpo di ballo del Bolshoi di Mosca. Nel 2013 proseguiranno anche le collaborazioni storiche di Freddy con il corpo di danza del teatro alla Scala di Milano e con la nazionale di ginnastica artistica. «La danza è il nostro Dna, non abbandoneremo mai quel filone. Freddy nata come azienda per la produzione di calzature sportive professionali per la danza, ha via via ampliato la gamma dei prodotti offerti allargandosi a collezioni activewear e lifestyle. Il 2012 si chiuderà con un fatturato di 55 milioni, in crescita del 10% rispetto allo scorso anno, e per il 2013 è prevista un ulteriore aumento a doppia cifra, grazie anche all'ultima novità, il pantalone «Wr.up», lanciato il 25 ottobre e oggi praticamente esaurito: “Nei negozi in questi giorni si può solo prenotare. Il successo di Wr.up ha dato una grande fiducia a tutte le persone che lavorano in azienda, dall'ufficio stile al commerciale, perché abbiamo pianificato tutto lavorando davvero come un'unica squadra. Il pantalone in sé ha un grande contenuto di ricerca: rimodella, ridisegna la silhouette e regala un look trendy e seducente. Va bene per donne di qualsiasi età e ha un prezzo ragionevole: il mix perfetto”. Oggi la società ha sede a Chiavari e produce tutto fuori dall'Italia.
L’ESTERNALIZZAZIONE
DEFINIZIONE
Una delle parole più usate e abusate nel moderno linguaggio aziendale è “outsourcing” o “esternalizzazione”. Quando sentiamo questa parola di solito la colleghiamo ad una situazione conflittuale in azienda, ad un taglio dei costi o una riduzione di personale. Dal punto di vista giuridico, l'outsourcing può essere definito come "l'accordo con cui un soggetto (outsourcee o committente) trasferisce in capo ad un altro soggetto (outsourcer o provider) alcune funzioni necessarie alla realizzazione dello scopo imprenditoriale". Recentemente la Cassazione se ne è occupata definendolo come "il fenomeno che comprende tutte le possibili tecniche mediante cui un’impresa dismette la gestione diretta di alcuni segmenti dell’attività produttiva e dei servizi che sono estranei alle competenze di base (il core business)". Altrettanto semplice è la definizione proposta da Wikipedia, cioè quella di riferirsi genericamente alle pratiche adottate dalle imprese di esternalizzare alcune fasi del processo produttivo, ricorrendo ad altre imprese per il loro svolgimento crescente ricorso al mercato per lo svolgimento di servizi collaterali alla produzione (si pensi alla gestione del personale, ai servizi informatici, ai servizi di call center o alle agenzie di vendita indiretta) da parte delle grandi aziende e la ricaduta verso piccole e/o medie imprese sul territorio che si propongono come outsourcer.
IL PROCESSO DELL’ESTERNALIZZAZIONE
Tale processo rappresenta sicuramente un’interessante opportunità dal punto di vista imprenditoriale, ma molto spesso, dietro il legittimo desiderio di creare una impresa, si cela il tentativo di sfruttamento da parte della grande azienda, che si viene a trovare delle strutture a costo variabile spesso inferiore e un livello di motivazione e partecipazione più elevato. In linea di principio, l’outsourcing può aumentare l'efficienza produttiva dell’impresa riducendo i costi di produzione nei modi seguenti:
• aumento del livello di specializzazione nello svolgimento di certe attività
• sfruttamento dei vantaggi derivanti dall'utilizzo di manodopera a basso costo per lo svolgimento delle mansioni meno qualificate
• aumento della flessibilità dell'impresa, sia operativa che strategica e rifocalizzazione sulle core competence
In tale ottica l'outsourcing non è limitato alle imprese in difficoltà economiche, che altrimenti potrebbero fallire o licenziare. È praticato, anche più diffusamente da quelle con forti utili e investimenti per la crescita. In pratica le attività collaterali, non raggiungendo una scala di produzione minima al di sopra della quale diventa conveniente svolgerle internamente, possono essere utilmente esternalizzate a imprese specializzate in tali attività, che dunque servono più imprese.
Un ruolo importante tra le determinanti dell'outsourcing è giocato anche e soprattutto dalle differenze nel costo del lavoro e nella gestione delle risorse umane nel contesto dell'accresciuta ricerca di flessibilità. Di fatto, si tratta del costante tentativo di abbattimento dei costi fissi delle grandi imprese attraverso riorganizzazione della produzione: mentre prima le imprese sopportavano il costo di risorse umane inutilizzate nei periodi di bassa domanda, oggi cercano di "esternalizzarlo", creando così la necessità che siano gli imprenditori e lavoratori stessi delle società in outsourcing a sopportare il costo della riallocazione. Anche in questo caso, l'esternalizzazione di fasi di produzione, con la diminuzione della dimensione delle imprese coinvolte nel processo, permette una riduzione del grado di sindacalizzazione dei lavoratori, indebolendone la forza relativa nelle rivendicazioni salariali. In particolare, in Italia, con il mercato del lavoro fortemente diviso tra forme di contratti a tempo indeterminato, iperprotette e rigide, e contratti atipici, poco sindacalizzati e flessibili, il ricorso dell’outsourcing permette alla grande azienda di liberarsi di vincoli imposti da una legislazione che non riesce ad adattarsi ai cambiamenti imposti dalla globalizzazione, ma nello stesso tempo, costringe spesso gli outsourcer a lavorare sul “filo del rasoio” della normativa, per poter acquisire e mantenere le commesse esternalizzate.
Le differenze salariali giocano un ruolo ancora più importante nelle decisioni di delocalizzazione, che a volte comportano anche outsourcing internazionale, operate dalle imprese dei paesi più sviluppati che sfruttano così i vantaggi comparati dei paesi in via di sviluppo nella produzione dei beni ad alta intensità di lavoro. Tale soluzione rappresenta decisamente un pericolo per l’occupazione del territorio, ed è per questa ragione che gli imprenditori locali che si propongono come outsourcer possono rappresentare una valida alternativa alla delocalizzazione, ma devono essere opportunamente sostenuti dal sistema degli enti locali, soprattutto in termini di accesso al credito, flessibilità nella gestione del lavoro e formazione qualificata.
La legge italiana sanziona le false esternalizzazioni, finalizzate alla messa in mobilità e al licenziamento dei lavoratori. La dichiarazione di illegittimità comporta la reintegra del lavoratore in capo al precedente datore di lavoro. Tuttavia, spesso, le esternalizzazione aggirano la normativa a tutela dei lavoratori attraverso metodi più o meno noti:
• Cessione ad una piccola società o cooperativa sotto i 15 dipendenti, esiste libertà di licenziamento (si applica la tutela obbligatoria, non la tutela reale), un licenziamento individuale è molto meno costoso di uno collettivo, che prevede, fra l'altro, un'indennità di mobilità;
• Passando all'azienda ceduta, il lavoratore perde benefit e superminimi individuali, salvo che vi sia un sindacato interno, e un accordo fra questi e il cedente che preveda di mantenere superminimi individuali;
• Il cedente può attribuire al cessionario quote di debiti e un minimo di proprietà, insufficiente a garantire la copertura degli oneri di un licenziamento collettivo o di un fallimento: i dipendenti, per ottenere le proprie spettanze, l'indennità di mobilità o eventuali risarcimenti potrebbero esercitare diritto di rivalsa e pignoramento limitatamente alla frazione di patrimonio conferita al cessionario, e ai diritti degli altri creditori.
Occorre però che le operazioni di esternalizzazione da parte della grande azienda non si trasformino in vero e proprio sfruttamento della propria posizione dominante, a scapito dei piccoli imprenditori, che, da questo punto di vista, si trovano parimenti esposti come gli stessi loro collaboratori chiamati a svolgere le attività esternalizzate.


SITOGRAFIA e bibliografia

SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA

• EDUCAZIONE FISICA
http://it.wikipedia.org/wiki/Ginnastica_ritmica
http://www.federginnastica.it/index.php?module=pagina&idWebsite=59
http://www.ritmica-pps2000.it/storia_della_ritmica.html
http://danzaworld.forumcommunity.net/?t=9351133

• INFORMATICA
http://en.wikipedia.org/wiki/MikuMikuDance
http://it.wikipedia.org/wiki/Vocaloid
https://sites.google.com/site/mikumikubeat/mikumiku-effect

• INGLESE
http://en.wikipedia.org/wiki/London_Olympics
http://simple.wikipedia.org/wiki/2012_Summer_Olympics
http://www.londraweb.com/sedi_eventi_olimpici_londra_2012.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Olympic_Stadium_(London)
http://en.wikipedia.org/wiki/Olympic_Park,_London
http://en.wikipedia.org/wiki/London_Aquatics_Centre
http://en.wikipedia.org/wiki/Basketball_Arena_(London)
http://en.wikipedia.org/wiki/Copper_Box
http://en.wikipedia.org/wiki/London_Velopark
http://en.wikipedia.org/wiki/Wembley_Arena

• STORIA
“I Nuovi fili della memoria”, Uomini e donne nella storia dal 1900 a oggi, Edizioni Laterza, A. Bravo - A. Foa – L. Scaraffia
http://www.iisbo.it/didattica/edfisica/5sport-fascismo.pdf

• ITALIANO
“Gaot 3”, Dalla fine dell’800 alla letteratura contemporanea, Edizioni La Nuova Italia, M. Sambugar - G. Salà

• DIRITTO
http://www.conipiemonte.net/documentazione/comellini/sportellocomellini.htm

• ECONOMIA AZIENDALE
http://it.wikipedia.org/wiki/Freddy
http://www.moda24.ilsole24ore.com/art/industria-finanza/2012-12-28/freddy-anni-ricerca-successi-112708.php?uuid=Abk9qiFH
http://it.wikipedia.org/wiki/Esternalizzazione
http://doc****/tesina/economia-aziendale/esternalizzazione-imprese-industriali.html

Siti visitati nei mesi di Aprile e Maggio 2013

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