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Istituto Comprensivo

“Giovanni Pascoli”

Tesina interdisciplinare

“Il superuomo al di sopra della massa e totalitarismo”

Martina Piano 3^D

  • Storia: Fascismo
  • Italiano: Decadentismo e Gabriele D’Annunzio
  • Geografia: Africa e Etiopia
  • Scienze: La genetica e Mendel
  • Inglese: The Second World War
  • Francese: Quand je suis né
  • Ed. fisica: Lo sport e il culto della forza fisica, Alfredo Binda e ciclismo.
  • Tecnica: La corrente elettrica
  • Arte: Architettura razionalista
  • Musica: Merry Wisdom Waltz

Italiano: decadentismo e Gabriele D’Annunzio

Il termine “decadenza” venne usato per la prima volta dal poeta francese Paul Verlaine per evidenziare uno stato d’animo di stanchezza, di sfinimento spirituale, di attesa della fine: tutti coloro che si riconoscevano in tale stato d’animo fondarono intorno al 1880, a Parigi, la scuola letteraria del Decadentismo, per esprimere il rifiuto della società moderna. I contenuti principali di questa scuola furono:

  • La critica della scienza, non considerata in grado di spiegare tutto l’esistente;
  • La convinzione che in ogni uomo esistono zone oscure e profonde, a cui non è possibile arrivare con la sola ragione, e che il mondo è animato da forze misteriose non comprensibili all’uomo.
  • L’esaltazione della bellezza come regola di vita e ideale supremo;
  • L’affermazione della superiorità della poesia, unico strumento in grado di raggiungere gli aspetti più misteriosi e segreti dell’esistenza umana e del mondo.

Sulla base di queste convinzioni, i poeti decadenti elaborarono l’ideale della poesia pura, una poesia fine a se stessa, che tende a svelare la verità nascosta dietro l’apparenza delle cose. Per realizzare l’ideale della poesia pura, i poeti decadenti utilizzarono nuove forme poetiche:

  • La scelta di parole suggestive, in grado di creare effetti musicali ed evocativi;
  • Le costruzioni sintattiche dal significato oscuro o volutamente ambiguo;
  • L’utilizzo della metafora e dell’analogia, che consiste nell’accostamento di due parole che indicano realtà lontane tra loro, il cui rapporto di somiglianza può essere solamente intuito.

I maggiori esponenti di questa tendenza letteraria furono i poeti francesi “simbolisti”, chiamati anche “maledetti”, perché condussero vite disordinate e trasgressive: Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé.

Oggi il termine decadentismo indica anche la cultura e la mentalità cui diedero voce molti intellettuali e artisti europei tra Ottocento e Novecento. Essi espressero un disagio rivalutando gli aspetti irrazionali dell’uomo e dell’esistenza, cercando di individuare i segreti legami tra la natura e gli esseri umani, indagando a fondo negli stati di malattia e nelle diversità dei singoli individui rispetto alla massa.

In Italia, gli artisti decadenti furono:

  • Giovanni Pascoli, che espresse il mistero della vita e le corrispondenze tra l’uomo e la natura.
  • Gabriele D’Annunzio, che diede vita all’ideale del superuomo, un individuo dotato di qualità superiori a quelle degli altri uomini.
  • Italo Svevo, autore di romanzi nei quali i protagonisti sono “inetti”, personaggi deboli e influenzabili, dalla psicologia complessa e tortuosa.
  • Luigi Pirandello, secondo il quale la personalità umana non esiste, mentre al suo posto esistono le “maschere”, che l’uomo impone a se stesso oppure che la società gli fa indossare.

Gabriele D’Annunzio

Tra gli ideali del Decadentismo Gabriele D’Annunzio espresse soprattutto il culto della bellezza ed elaborò la teoria del Superuomo. D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 da un’agiata famiglia borghese. Dopo aver studiato in un prestigioso collegio, si iscrisse all’Università a Roma. D’Annunzio si indebitò per il suo tenore di vita principesco, le relazioni con donne altolocate o di grande successo, come la celebre attrice Eleonora Duse. Quando la situazione divenne insostenibile, fuggì in Francia, dove proseguì l’attività letteraria e mantenne i contatti con l’Italia.

Nel nostro Paese intanto si diffondeva il “Dannunzianesimo”, uno dei primi esempi di moda collettiva alimentata dai mezzi di comunicazione di massa. D’Annunzio fu convinto interventista, cioè sostenitore dell’intervento italiano nel primo conflitto mondiale. Arruolatosi come aviatore, si fece portavoce del malcontento dei reduci, insofferenti rispetto a una vittoria considerata “mutilata”, perché la città di Fiume e la Dalmazia erano state annesse al regno di Jugoslavia.

Organizzò una spedizione in armi e occupò militarmente la città di Fiume, ma dovette ritirarsi. Di fronte al fascismo ebbe un atteggiamento non chiaro, fatto di celebrazioni importanti come la conquista dell’Etiopia, ma anche di diffidenza. Dal 1921 si stabilì in una villa a Gardone, sul lago di Garda. Qui trascorse gli ultimi anni lodato dal regime fascista, morì nel 1938.

La produzione artistica di D’Annunzio ebbe l’influenza della poesia francese e dei modelli letterari che si andavano diffondendo in quel periodo:

  • Nei contenuti perché creò personaggi raffinati e sdegnosi.
  • Nelle forme perché introdusse nella poesia italiana il gusto della musicalità della parola.

Storia:

Fascismo

Il 23 marzo 1919, a Milano, Benito Mussolini aveva fondato i Fasci di combattimento, a cui avevano aderito molti reduci di guerra, delusi dalla “Vittoria Mutilata” dell’Italia. Il loro programma prevedeva il passaggio dalla monarchia alla repubblica, la riduzione delle ore di lavoro a 8 per gli operai, il suffragio universale anche femminile, tasse più pesanti per i ricchi; prevedeva l’affermazione del Nazionalismo, l’esaltazione della nazione, il primato dell’Italia su altri popoli, e promettevano ordine anche con la forza: ciò presupponeva la fine degli scioperi e delle proteste.

I fasci di combattimento furono appoggiati dagli industriali, dagli agrari, dalle banche, dall’alta borghesia, dalla polizia e dalla magistratura. Il movimento fascista da Milano si diffuse anche nelle campagne padane, dove gli agrari finanziarono e armarono le squadre fasciste delle “camicie nere”. Con la violenza le camicie nere scatenavano delle spedizioni punitive contro i socialisti e contro i cattolici.

I “fatti di Palazzo d’Accursio” a Bologna del 21 novembre 1920 segnarono l’atto di nascita del cosiddetto fascismo. Mussolini e le squadre fasciste andarono a Bologna, dove i socialisti inauguravano la nuova amministrazione comunale. Lì ci fu uno scontro a fuoco e i fascisti aggredirono i socialisti, provocando delle vittime.

Nel maggio del 1921 in Italia ci furono le elezioni a cui parteciparono il Partito Popolare Italiano, un partito cattolico guidato da Don Luigi Sturzo, e il Partito Socialista. Giolitti favorì l’ingresso dei fascisti nel Parlamento nell’alleanza con i liberali; infatti 35 deputati fascisti entrarono nel Parlamento, perché Giolitti riteneva che l’ingresso dei fascisti nel Parlamento potesse trasformare il Fascismo in una forza democratica, ma si sbagliava.

Intanto nel novembre del 1920 Mussolini decise di trasformare il Movimento dei Fasci in Partito Nazionale Fascista (PNF).

Contrariamente a quanto pensava Giolitti, la violenza delle camicie nere non si fermò. Mussolini decise di imporsi definitivamente “marciando” su Roma. Il progetto prevedeva di far convergere sulla capitale delle milizie armate, allo scopo di obbligare il re Vittorio Emanuele III ad assegnare a Mussolini l’incarico di formare un nuovo governo.

Il 28 ottobre 1922 venne fatta la marcia su Roma, dove tutti i fascisti si trovavano nella capitale.

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Sintesi

Sintesi superuomo tesina

Nella seguente tesina viene analizzato il tema del superuomo, la cui figura viene chiaramente delineata dallo scrittore Gabriele D'Annunzio. Un'altra analisi è quella del decadentismo, movimento letterario che ebbe un grande sviluppo in tutto il Continente europeo. In Storia invece viene effettuata un'analisi sul movimento fascista, esempio di totalitarismo che prese piede in Italia a partire dagli anni Venti del 1900.

In Geografia vengono analizzati invece il Continente africano e l'Etiopia. In ambito scientifico viene passata in rassegna la genetica mendeliana. Un evento storico molto importante viene esaminato anche in Inglese, ovvero la Seconda guerra mondiale, con un'analisi degli eventi più drammatici che l'hanno caratterizzata. In francese invece viene riportato il testo di una poesia francese intitolata "Quand je suis né". In educazione fisica invece è possibile creare una correlazione tra l'immagine del superuomo e il culto della forza fisica nello sport anche attraverso la figura del campione del ciclismo Alfredo Binda.

Tra i vari collegamenti della tesina di terza media è possibile riscontrare anche i seguenti: in Tecnica viene presa in esame la nozione di corrente elettrica, in Arte invece viene presa in esame l'architettura razionalista, mentre in Musica viene presentato come strumento musicale il clarinetto.

Collegamenti

Superuomo tesina

  • Storia: Il Fascismo.
  • Italiano: Il decadentismo e Gabriele D’Annunzio.
  • Geografia: Africa e Etiopia.
  • Scienze: La Genetica e Mendel.
  • Inglese: The Second World War.
  • Francese: Quand je suis né.
  • Educazione fisica: Lo sport e il culto della forza fisica, Alfredo Binda e Ciclismo.
  • Tecnica: La corrente elettrica.
  • Arte: Architettura razionalista.
  • Musica: Il clarinetto.
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