Istituto Professionale di Stato
Luigi Einaudi
Anno scolastico 2006/07
Storia del movimento sindacale
In Italia Maurizio Vatore
Indice
Introduzione....................................................pag. 3
1. Le origini
1.1 In Gran Bretagna, Francia e Germania ..........................................pag. 3
1.2 La diffusione in tutti i paesi ....................pag. 4
2. Il sindacalismo in Italia
2.1 Le Società di Mutuo Soccorso .................pag. 6
2.2 Le Leghe di Resistenza ..........................pag. 7
2.3 Le Camere del Lavoro.............................pag. 9
2.4 Il sindacalismo federale.........................pag.12
2.5 La Confederazione Generale del Lavoro............................................pag.15
3. Sindacati e fascismo
3.1 Le Corporazioni .....................................pag.16
3.2 Lo Stato Corporativo .............................pag.17
4. La rinascita
4.1 Il Patto di Roma e la nascita di Cisl e Uil .............................pag.18
5. Cenni legislativi
5.1 Il concetto di sindacato in generale e la previsione costituzionale.............pag. 19
5.2 Il sistema attuale: i sindacati come enti di fatto...............................pag. 20
5.3 Lo Statuto dei Lavoratori .....................pag. 21
Conclusioni.....................................................pag.21 2
Bibliografia e Sitografia.................................pag. 23
Introduzione
Può essere definito come un’organizzazione di rappresentanza e di tutela dei lavoratori dipendenti nelle società industriali.
Il sindacato è un’organizzazione che associa i membri di una o più categorie di lavoratori, o di datori di lavoro. Il compito del sindacato è quello di curare e difendere gli interessi economici e professionali degli associati.
Nel linguaggio corrente il termine è riferito sempre più spesso all’associazione sindacale dei lavoratori.
1. Le origini
1.1 In Gran Bretagna, Francia e Germania
I primi sindacati comparvero nella Gran Bretagna del XVII secolo come società di assistenza e di mutuo soccorso (friendly associations); successivamente si potenziò l’aspetto di contrattazione salariale e di tutela della forza-lavoro.
Verso la metà dell’Ottocento il movimento si inquadrò in organizzazioni nazionali (Grand National Consolidated Trade Union, 1834, e Amalgamated Society of Engineers, 1852), dapprima riservate agli operai qualificati e poi aperte a tutti.
Questo processo complesso e articolato incontrò l’opposizione conservatrice, che tentò di bloccare le rivendicazioni ricorrendo a leggi contro l’attività cospirativa (Combination Acts, 1799-1824); la rivendicazione dei diritti sindacali si intrecciò per tutto l’Ottocento con rivendicazioni politiche o con disegni cooperativi, quali quello di Robert Owen.
Nel 1868 venne convocato per la prima volta il Trade Union Congress che divenne l’organizzazione permanente dei sindacati inglesi.
Nel 1870 essi escludevano ancora i lavoratori non specializzati, a basso salario e le donne.
Nell’Europa continentale il movimento sindacale, per la più tarda industrializzazione, ricevette impulso decisivo dal movimento politico socialista e dalle Internazionali, stabilendo con le esperienze politiche un legame determinante.
In Francia fin dalla rivoluzione era stata approvata la legge Le Chapelier (1791) contro le coalizioni, seguita da altri provvedimenti contro le convenzioni in materia di salari.
Negli anni seguenti si verificarono agitazioni molto violente (rivolta dei tessitori di Lione nel 1831 e 1834) cui venne data una risposta repressiva.
Il diritto di coalizione per il mantenimento dei livelli salariali fu riconosciuto per legge nel 1864 dopo un periodo di intense lotte.
Nei principati tedeschi le coalizioni operaie emersero solo attorno agli anni 1830-1840.
Nel 1862 F. Lassalle promosse l’Associazione generale degli operai tedeschi che mirava al suffragio universale.
Su questo tema le forze operaie si orientarono verso organizzazioni autonome e ottennero nel 1869 un’ordinanza industriale che riconosceva anche il diritto di sciopero.
1.2 La diffusione in tutti i paesi
In tutta Europa la paura dell’eversione socialista era forte, ma la diffusione dei sindacati impose il loro riconoscimento giuridico (Belgio 1866; Austria 1870; Spagna 1881; Francia 1884).
In Gran Bretagna la riforma legislativa in favore delle Trade Unions nel 1870-1876 fu accompagnata dalla formazione di un comitato parlamentare, primo passo per la costituzione del Partito laburista.
Negli ultimi decenni dell’Ottocento si delineò in tutta Europa un nuovo tipo di sindacalismo aperto a tutti i lavoratori, qualificati e non, su scala nazionale e per grandi settori industriali.
Nacque così la Cgt in Francia (Limoges 1895).
In Germania le Federazioni, ottenuto il riconoscimento nel 1890 alla fine della repressione bismarckiana, associarono tutti i sindacati dello stesso mestiere.
Anche nei Paesi bassi e in Norvegia, Svezia e Danimarca alla fine del secolo si affermarono organizzazioni sindacali nazionali.
Nel 1901 nacque la Federazione sindacale internazionale, con sede ad Amsterdam.
L’esperienza italiana ebbe le caratteristiche di forte politicizzazione del sindacalismo continentale e rifletté a lungo i contrasti interni al movimento operaio fino alla nascita della Confederazione generale del lavoro (vedi Cgl) e delle Federazioni di mestiere (Fiom e Federterra) che non ricevettero uno specifico riconoscimento legale.
Assolutamente illegale e clandestina era frattanto ogni organizzazione operaia nell’impero zarista.
Nella Spagna e nei paesi dell’America latina l’organizzazione dei sindacati fu sollecitata dagli anarchici: nel 1891 e 1892 sorsero le federazioni sindacali in Argentina e in Messico e al 1897 risalgono le prime associazioni tra i minatori cileni.
Negli Stati Uniti d’America emerse invece la American Federation of Labour (vedi Afl-Cio) che raggruppò i sindacati di Usa e Canada e che puntò sui lavoratori qualificati, sulla integrazione nei valori della società borghese e sulla pace sociale.
Con ciò si ponevano le basi della prassi tradizionale statunitense, che delega allo stato la regolamentazione delle procedure contrattuali e decentra tutte le attività sindacali a livello d’impresa.
Altre forme di associazionismo operaio negli Usa si ispirarono al sindacalismo rivoluzionario, come gli Industrial Workers of the World (1905) che reclutavano soprattutto minatori e braccianti.
Verso la fine dell’Ottocento cominciarono anche a delinearsi nei vari paesi europei organizzazioni sindacali padronali.
In Germania monsignor Wilhelm Ketteler promosse (1864) Unioni cristiane sociali che rifiutarono la conflittualità sociale e sostennero un indirizzo paternalistico (che trovò espressione dottrinaria nell’enciclica Rerum novarum del 1891).
Anche in Italia e in Francia si organizzarono allora sindacati di ispirazione cattolica.
Nella crisi della prima guerra mondiale i sindacati “rossi” si adeguarono alla linea dei riformisti socialdemocratici, e talora conseguirono (come in Gran Bretagna) buoni successi contrattuali e normativi.
2. Il sindacalismo in Italia
2.1 Le Società di Mutuo Soccorso
Per capire che cosa è il sindacato oggi è necessario conoscere la storia, partendo dai primi tentativi associativi che nel 19° secolo diedero vita alle prime esperienze sindacali che generarono la costituzione delle Società di Mutuo Soccorso (SMS).
Queste ebbero sin dall’inizio una composizione interclassista (composta da diverse classi sociali).
Ciononostante si definissero come associazioni “apolitiche” era elevata l’influenza esercitata dal pensiero borghese (appartenente cioè alla classe formata dai proprietari terrieri, dai commercianti, dagli artigiani, dai dirigenti industriali, dai liberi professionisti, dai gruppi, che detenevano la ricchezza e i mezzi di produzione) in tutte le sue varianti: moderato-costituzionale, democratico-radicale e mazziniano repubblicano.
Alcune società erano di carattere confessionale, riferite cioè alla Chiesa.
Le prime SMS erano concentrate nel Regno di Sardegna, la loro diffusione nazionale avvenne dalla seconda metà del XIX secolo.
Comunque il mutualismo (aiuto vicendevole fra più persone) attecchì nel Centro Nord, soprattutto in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia e Toscana.
Gli scopi delle Società di Mutuo Soccorso erano:
- Assistenza sanitaria gratuita e sussidi in denaro in caso di disoccupazione, malattia, infortunio, vecchiaia o decesso;
- Versamenti volontari per formare una sorta di deposito da utilizzare per l’elargizione dei sussidi.
Tra le attività secondarie vi furono anche l’assistenza morale, l’istruzione e l’educazione.
Dalle 113 SMS del 1862, si arrivò alle oltre 5000 di fine secolo.
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Nascita e sviluppo dei sindacati in Italia
Si tratta di una rivisitazione storica della nascita e sviluppo dei sindacati in Italia.
Materie trattate: Storia e Diritto