Shoah
L’impresa estrema che la potenza della Germania hitleriana rese possibile il crimine più grande che la storia ricordi. I principi centrali del nazismo, per alcuni aspetti affine al fascismo italiano, erano ispirati alle teorie che sostenevano una presunta superiorità biologica e culturale della razza ariana. Hitler propose, infatti, un piano di ampliamento del territorio nazionale, giustificandolo con la necessità di allargare lo spazio vitale per il popolo tedesco. Le altre nazioni dovevano sottomettersi alla razza ariana, in virtù della sua clamorosa superiorità, destinata com’era a regnare sul mondo intero.
Nemici degli ariani erano in primo luogo gli ebrei. In breve tempo divennero il nemico assoluto, contro cui Hitler indirizzò i rancori e le frustrazioni della classe media. La Shoah, termine ebraico che significa “sterminio”, con il quale si indica la persecuzione e il programmatico genocidio degli ebrei europei da parte del regime nazista nel corso della seconda guerra mondiale, si sviluppò in quattro diverse fasi:
- La privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei;
- La loro espulsione dai territori della Germania;
- La creazione di ghetti;
- La deportazione nei campi di sterminio.
Nel 1933 gli ebrei furono allontanati dagli impegni pubblici; poi furono esclusi dal giornalismo e dall’insegnamento. Nel 1935, con le cosiddette leggi di Norimberga, Hitler vietò i matrimoni misti “per difendere il sangue e l’onore dei tedeschi”. L’antisemitismo, un sentimento diffuso nella popolazione, era ormai sparso quasi in tutta Europa.
Professionisti, medici, avvocati, artisti ebrei persero la clientela e il lavoro. Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, la famigerata “notte dei cristalli”, come rappresaglia all’assassinio a Parigi di un diplomatico tedesco da parte di un giovane ebreo, in Germania furono incendiate tutte le sinagoghe e infrante le vetrine dei negozi di proprietà ebraica, mentre nei giorni successivi le SS arrestarono e deportarono migliaia di ebrei.
Molti ebrei decisero di lasciare la Germania, ma solo quelli veramente facoltosi potevano affrontare l’eccessiva “tassa sulla fuga”. La loro situazione divenne tragica e segnò il drammatico inizio dell’eliminazione sistematica di tutta la popolazione di origine ebraica: la cosiddetta “soluzione finale del problema ebraico”. Nel 1938 anche il re d’Italia Vittorio Emanuele III ratificò leggi razziali antiebraiche, volute, sul modello di quelle tedesche, dal regime fascista di Mussolini.
Perché proprio gli ebrei?
Hitler li accusava di promuovere attacchi contro la Germania, di portare via gli impieghi migliori ai tedeschi, in gran parte disoccupati dopo la crisi del 1929. Gli ebrei formavano una comunità forte, non rispettosa della dittatura, ma gelosa delle proprie tradizioni e della propria cultura e dunque solo in parte confrontata al resto della popolazione. Inoltre gli ebrei erano parte sia dell’élite finanziaria sia dell’élite culturale, composta anche da pensatori giudicati pericolosi, e quindi Hitler li accusava di ordire complotti contro la patria.
Il 1° settembre 1939, l’esercito hitleriano con un’azione fulminea invase la Polonia. Inghilterra e Francia non restarono in disparte e dopo due giorni dichiararono guerra alla Germania. Era l’inizio della Seconda guerra mondiale. L’Italia rimase fuori e si dichiarò nazione “non belligerante” perché l’esercito era impreparato e le armi risalivano alla Prima guerra mondiale, quindi ormai superate.
Dopo l’invasione della Polonia per qualche mese le armi tacquero. Dopo Hitler attaccò i paesi neutrali: Danimarca e Norvegia, che gli servivano per creare delle basi per attaccare l’Inghilterra, e poi Olanda, Belgio e Lussemburgo. Il 14 giugno 1940 entrò a Parigi: la Francia era sconfitta. Vinta la Francia, Hitler passò alla seconda parte del suo piano: attaccare l’Unione Sovietica.
Cercò quindi di finire una pace con gli inglesi, per non essere impegnato su due fronti nello stesso momento. L’Inghilterra, guidata dal primo ministro Winston Churchill, rifiutò ogni compromesso. Perciò Hitler decise di invaderla, con un’operazione chiamata Leone Marino, che prevedeva massicci bombardamenti aerei sulla città e preparare il terreno allo sbarco delle forze corazzate. L’Inghilterra riuscì a resistere, grazie all’uso del radar e dei micidiali aerei caccia inglesi. Era stata la prima vittoria per gli inglesi, mentre la prima sconfitta per i tedeschi.
Visti i successi di Hitler, Mussolini decise che l’Italia entrasse in guerra. Il 10 giugno 1940, il duce annunciò alla folla che la dichiarazione di guerra era stata inoltrata alla Francia e all’Inghilterra. Hitler fece un patto con Stalin e il 22 giugno 1941 diede inizio alla colossale Operazione Barbarossa, nome in codice che indicava l’invasione nazista dell’Unione Sovietica.
Hitler voleva la Russia ricca di risorse minerarie. L’Italia partecipò all’invasione con un corpo di spedizione, l’Armir, equipaggiato in modo del tutto insufficiente. I russi furono colti di sorpresa. I tedeschi furono bloccati alle porte di Mosca, di Leningrado e di Stalingrado. In Europa tutti sapevano che se quelle città fossero cadute, nulla avrebbe più fermato Hitler. Le città resistettero e i tedeschi dovettero fare i conti con il grande inverno russo e con il contrattacco sovietico.
A un mese dall’inizio delle operazioni in Unione Sovietica, il numero due del Reich, con il capo dei servizi di sicurezza, organizzarono una “soluzione finale” della questione ebraica in tutta l’Europa occupata o controllata dalla Germania. A partire dal settembre 1941 gli ebrei tedeschi furono costretti a portare ben visibile, cucita sugli indumenti o su una fascia da tenere al braccio, una stella gialla; nei mesi seguenti decine di migliaia di ebrei furono deportati nei ghetti in Polonia e nelle città sovietiche occupate.
Fu poi la volta delle deportazioni nei campi di concentramento, Lager, alcuni già esistenti prima della guerra, altri appositamente costruiti a partire dal 1941, soprattutto in Polonia, e adibiti alla funzione di campi di sterminio. Vi confluirono gli ebrei provenienti non solo dai ghetti vicini, 300.000 dal solo ghetto di Varsavia, ma anche da tutti i paesi europei occupati dai nazisti.
Bambini, vecchi e tutti gli inabili al lavoro venivano condotti direttamente nelle camere a gas; gli altri invece erano costretti a lavorare in officine private o interne ai campi e, una volta divenuti inadatti alla produzione per le terribili fatiche e privazioni subite, venivano eliminati.
La maggior parte delle deportazioni ebbe luogo tra l’estate e l’autunno del 1942, dopo che nel gennaio dello stesso anno erano stati precisati i termini della soluzione finale.
Nell’aprile del 1943 gli ultimi ebrei di Varsavia tentarono di opporsi alla polizia, entrata nel ghetto per la retata finale, ma furono massacrati nel corso degli scontri, che si protrassero per tre settimane.
Benché le deportazioni creassero problemi di ordine politico, amministrativo e organizzativo in tutta l’Europa, anche nei paesi governati da regimi collaborazionisti, come la Slovacchia e la Croazia, si procedette al rastrellamento degli ebrei da deportare nei campi di sterminio. La Bulgaria si rifiutò di consegnare i propri cittadini ebrei ai tedeschi.
Nella Danimarca occupata, la popolazione si impegnò per mettere in salvo i compatrioti ebrei, imbarcandoli verso la neutrale Svezia e sottraendoli così alla morte.
In Italia il governo fascista, che pure aveva spontaneamente introdotto leggi “a difesa della razza”, rifiutò di collaborare con l’alleato nazista fino al 1943, quando, dopo l’armistizio dell’8 settembre nell’Italia centrale e settentrionale occupata dai tedeschi, si instaurò il governo della Repubblica sociale italiana.
Molti ebrei italiani furono internati in centri di raccolta e poi avviati ai campi di sterminio. I beni dei deportati, conti bancari, proprietà immobiliari, mobili, oggetti personali, furono sistematicamente confiscati dal governo tedesco.
Il trasferimento nei campi di sterminio avveniva generalmente in treno. La polizia pagava alle ferrovie di stato un biglietto di sola andata di terza classe per ciascun deportato: se il carico superava le mille persone, veniva applicata una tariffa collettiva pari alla metà di quella normale. I treni, composti da vagoni merci sprovvisti di tutto, persino di buglioli e prese d’aria, viaggiavano lentamente verso la destinazione e molti deportati morivano lungo il tragitto.
Le destinazioni più tristemente famose, fra le tante, furono Auschwitz-Birkenau, in Polonia. Quest’ultimo era il più grande tra i campi di sterminio; vi trovarono la morte circa due milioni di ebrei, molti dei quali furono prima usati come cavie umane in esperimenti di ogni tipo. Per una rapida eliminazione dei cadaveri, nel campo furono costruiti grandi forni crematori.
Nel 1944 il campo fu fotografato da aerei da ricognizione alleati a caccia di obiettivi industriali; i successivi bombardamenti eliminarono le officine, ma non le camere a gas. Al termine della guerra si poté calcolare che nei campi di sterminio avevano trovato la morte più di sei milioni di ebrei, oltre a slavi, omosessuali, testimoni di Geova e comunisti.
Nel dopoguerra il ricordo della Shoah ebbe un peso essenziale nella formazione di un ampio consenso attorno al progetto di costituire in Palestina uno Stato ebraico che potesse accogliere i sopravvissuti alla tragedia: il futuro Stato di Israele.
Israele
Lo Stato d'Israele è uno Stato del Vicino Oriente che si affaccia sul Mar Mediterraneo. Confina con l'Egitto e la Striscia di Gaza a sud, la Giordania e la Cisgiordania a est, il Libano a nord e la Siria a nord-est. Israele si trova all'estremità orientale del Mar Mediterraneo. Il territorio sovrano internazionalmente riconosciuto, esclusi cioè tutti i territori occupati nel 1967, ha una superficie di circa 20.770 km2, di cui il 2% sono acque.
Il territorio di Israele è prevalentemente arido e desertico. Pur essendo un paese di modeste dimensioni, vi sono discrete differenze climatiche da zona a zona, e le temperature variano molto, specie durante l'inverno.
La costa ha un tipico clima mediterraneo, con estati lunghe, calde e asciutte e inverni freschi e piovosi. La scarsità di acqua ha spinto Israele a sviluppare svariate tecnologie di risparmio idrico, inclusa l'irrigazione a goccia. L'abbondanza di insolazione ha invece spinto Israele a sviluppare le tecnologie per lo sfruttamento dell'energia solare, per la cui produzione pro capite è prima al mondo.
Lo Stato di Israele è molto attivo nella tutela dell'ambiente naturale in regioni periferiche. Le religioni più seguite sono: ebraica e musulmana. Israele ha un'economia di mercato mista ed è considerato uno dei paesi più avanzati del Medio Oriente e di tutta l'Asia per quanto riguarda il progresso economico e industriale.
Malgrado la limitatezza delle risorse naturali, lo sviluppo dei settori industriale e agricolo, protrattosi per decenni, ha reso Israele ampiamente autosufficiente per la produzione alimentare, eccetto per le granaglie e per le carni. Israele è un grande importatore di idrocarburi, materie prime, equipaggiamenti militari.
Per l'export, si distingue per frutta, verdura, farmaceutici, software, chimici, tecnologia militare, diamanti. È un leader mondiale per la conservazione dell'acqua e per l'energia geotermica. Fin dagli anni settanta, Israele riceve aiuto economico dagli Stati Uniti d'America, in particolare per sostenere il debito estero, il debito pubblico e le spese militari.
Dotato di risorse idriche esigue, il paese non è ambiente favorevole a una grande agricoltura. I coloni ebraici hanno saputo sviluppare una tecnologia irrigua che ha moltiplicato la produttività di ogni litro d'acqua, imponendo la propria agricoltura come modello insuperato di efficienza di irrigazione.
Agronomi e ingegneri di Israele vantano il titolo di creatori delle metodologie di "irrigazione a goccia", più in generale delle tecniche di "microirrigazione". Attualmente i terreni israeliani, che per una delle leggi fondamentali di Israele non possono essere venduti per il 92%, sono proprietà dello stato, del Fondo Nazionale Ebraico o dell'Amministrazione Israeliana dei Terreni.
Il settore industriale israeliano si è da sempre caratterizzato per la presenza di piccole aziende nei settori tradizionali e di poche grandi aziende in quelli di tecnologia avanzata. Altri settori sviluppati sono quelli dell'aeronautica e della robotica.
Collegamenti interdisciplinari
- Storia: Shoah, seconda guerra mondiale;
- Geografia: Israele;
- Scienze: le leggi di Mendel;
- Motoria: l'alimentazione;
- Tecnologia: il lavoro;
- Letteratura: Primo Levi;
- Musica: Schonberg;
- Arte: Edvard Munch;
- Inglese: the Holocaust;
- Francese: Tahar Ben Jellon et René Philombe.