Liceo scientifico
Anno scolastico: 2010/2011
Omofobia
I segni di questa violenza
non possono essere nascosti
Raccis Silvia
a
Classe: V D
Indice
Premessa
Introduzione
1. I gay? Vanno a letto con chiunque.
2. Eliminiamoli tutti!
3. I will never had a fag son! Get out of my house!
4. Che schifo i gay!
Conclusione
Bibliografia e Sitografia
Premessa
Nella presente tesina ho deciso di illustrare, sotto i vari aspetti che lo caratterizzano, il tema dell’omofobia.
Ho deciso di parlare di questo argomento prima di tutto perché, durante il mio percorso scolastico, ho notato che il tema dell’omosessualità non viene quasi mai trattato o comunque viene trattato in maniera superficiale.
Nei cinque anni che ho trascorso in un liceo scientifico non c’è stata nessuna giornata di sensibilizzazione dedicata, né tantomeno è stato mai citato l’argomento durante la giornata contro l’omofobia, il 17 Maggio. Sono stata spettatrice di alcune iniziative solo da parte di pochi studenti che, oltretutto, sono passate inosservate ai più. Inoltre, ho potuto notare come anche nelle classi di ragazzi maggiorenni ci sia ancora chi si sente di dire, scherzando o meno, che “i gay devono essere messi al rogo.”. Ecco, trovando queste parole disgustose e totalmente immature e, poiché penso che la sensibilizzazione verso un argomento del genere debba iniziare proprio dalle scuole, ho trovato lo stimolo di scrivere.
Oltre a ciò, ho deciso di impostare la mia tesina su questo argomento perché penso sia un argomento di cui alcune persone ancora conoscono poco. Penso che la nostra società sia basata su degli stereotipi che ancora si fatica a cancellare.
Quindi, con questo lavoro, spero di far cadere certi luoghi comuni e portare alla luce un argomento che mi interessa.
Introduzione
L’essere umano fin dalla nascita è abituato a provare sensazioni ed emozioni nei confronti delle persone che lo circondano. Durante la crescita si impara a dividere tra amicizia e amore. Dove con il termine amore è inteso non solo l’affetto ma anche la sessualità.
Parlando di attrazione sessuale bisogna però dare delle spiegazioni. L’uomo è portato per natura a relazionarsi amorosamente con chi ha accanto, si può anche dire che è nella sua natura ricercare la propria felicità vicino a un’altra persona. Qui entra in gioco l’orientamento sessuale che, come molti pensano, non è solo uno. Abbiamo, infatti, l’eterosessualità (uomo-donna), l’omosessualità (uomo-uomo/donna-donna) e la bisessualità (se il sesso dell’amato/a è indifferente).
L’orientamento sessuale è dunque un qualcosa che non si sceglie ma è connaturato nell’individuo stesso e non dipende da fattori esterni né genetici. In questa tesina ho deciso di parlare dei vari tipi di omofobia che ancora, dopo millenni, esiste nella nostra società.
Il termine omosessuale deriva dal greco ed è l’unione delle parole omois e sexus cioè simile e sesso.
L’omosessuale è dunque colui/colei che prova attrazione sessuale verso una persona dello stesso sesso.
Proprio in Grecia abbiamo le prime testimonianze dell’omosessualità. Infatti, presso i Greci, era d’abitudine per gli uomini avere rapporti sessuali con adolescenti del proprio sesso. Questa pratica veniva definita pederastia ed era accettata da tutta la società anche e soprattutto perché si diceva portasse saggezza a chi la praticava. La pederastia greca va inserita in un quadro generale nel quale desideri e comportamenti sessuali non erano classificati in base alla diversità o all’identità del sesso dei partner, bensì in base alla conformità di questo alle norme concernenti età e condizione sociale delle persone coinvolte. Il rapporto veniva vissuto "pedagogicamente", vale a dire che era un rapporto di tipo maestro-allievo. A differenza dell’amore eterosessuale, di livello più basso in quanto volto al piacere fisico e alla procreazione materiale, quello omosessuale era di più alto livello in quanto volto alla procreazione spirituale: venivano fecondate le anime per procreare nuove idee.
L’omosessualità femminile, il lesbismo, prende il nome dall’isola di Lesbo dove la poetessa Saffo cantava il suo amore per le donne amate e nacque, dunque, anch’esso in Grecia.
Con l’avvento del Cristianesimo, quindi di una morale basata sul rapporto sessuale solo per la procreazione che escludeva dunque le coppie gay, e un progressivo cambio di visione dell’omosessualità da parte della società, iniziò a farsi avanti l’omofobia.
L’omofobia è l’avversione, l’ostilità verso colui/colei che è gay/lesbica. Un’avversione totalmente ingiustificata e irrazionale che si fonda su basi ideologiche errate e porta a insulti e, talvolta, alla violenza.
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Il primo sbaglio dell’omofobo è quello di vedere l’omosessualità da un punto di vista esclusivamente sessuale. Ciò che non si capisce è che gli omosessuali provano verso il loro compagno affetto e amore che porta a desiderare di stare insieme per la vita, di aiutarsi reciprocamente. Guarda caso proprio come nelle coppie etero. Inoltre, si accusa gli omosessuali di essere promiscui.
Questo tipo di omofobia è la conseguenza di una società che non accetta l’omosessualità. Per esempio, se dovessimo accendere la televisione, strumento di massa, non troveremmo di certo un film a tematica omosessuale. La nostra vita quotidiana è, infatti, basata sulla visione di coppie etero sia su carta stampata che nel piccolo schermo.
Quello che però sfugge ai più è il fatto che gli spettacoli che ci vengono proposti non sono altro che satire della realtà quotidiana. Proprio come fece Petronio Arbitro, nel primo secolo dopo Cristo con il suo Satyricon.
Un passo duro da fare per gli omosessuali è, inoltre, quello del dichiararsi alla propria famiglia che, com’è normale vista la società in cui viviamo, la maggior parte delle volte non accetta l’orientamento sessuale del proprio figlio e tende a tagliarlo fuori dal nucleo familiare. Questo successe infatti al compagno di Oscar Wilde. Il padre di questo infatti, furioso per il rapporto che il figlio aveva con Wilde, fece di tutto per far finire la loro storia tanto che Oscar finì in carcere per atti contro la morale comune.
Ma, senza che si vada lontano negli anni, l’omofobia si fece vedere nella sua forma più devastante durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale dove, a causa della discriminazione e dei campi di concentramento nazisti, morirono centinaia di migliaia di omosessuali.
Ma, la frase che si sente più dire dagli omofobi è: “Che schifo quei gay che si baciano!”. Questa frase denuncia un’avversione totale verso qualcosa che, tuttavia, non è assolutamente diverso.
Infatti, come ci dimostra l’arte, la passione e l’amore che traspaiono da una coppia gay è la stessa di quella che traspare da una coppia etero.
Questo lavoro, dunque, tratterà l’omofobia secondo questi aspetti e cercherà di controbatterli nella maniera che più si adatta.
I gay? Vanno a letto con chiunque.
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Uno dei termini con cui la società identifica sempre più gli omosessuali è: promiscuità. È idea diffusa che il rapporto tra gay e lesbiche sia unicamente fondato sull’atto sessuale e non esista alcuna componente affettiva. Ciò, infatti, giustificherebbe il pensiero che tra gli omosessuali sia normale un frequente cambio di partner, che sia soltanto una questione di trasgressione o di perversione. Questo modo di pensare è sicuramente una delle manifestazioni più palesi di omofobia.
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L’omofobia in tal senso denota una superficiale e alquanto scarsa conoscenza del mondo LGB e, oserei dire, del genere umano. Com’è proprio dell’uomo etero amare e desiderare sessualmente una persona di sesso opposto, così anche l’uomo gay desidera e ama una persona del proprio sesso. I risultati di questo amore, poi, possono essere vari e differenti. Non ci sarebbe nulla da sconvolgersi, infatti, se si pensasse alle milioni e milioni di film e telefilm che la televisione ci propina da anni. I tradimenti sono all’ordine del giorno e vengono utilizzati dagli stessi autori per rendere un po’ più movimentata la storia e per attirare l’attenzione del pubblico. Ma, l’uomo medio, a causa dell’abitudine, considera tutto questo consueto e ordinario.
Ciò che veramente non si riesce a capire è che la vita rappresentata nel piccolo o grande schermo vuole essere satira della realtà. Quello che ci viene presentato non è la quotidianità di ogni singolo uomo anche perché, se lo fosse veramente, saremmo in una situazione di lascivia totale e inquietante. Se, quindi, ci si fermasse a pensare si capirebbe che l’idea dell’omosessuale che va a letto con chiunque non è che un banale stereotipo, una diceria sbagliata che passa di bocca in bocca, diffondendosi. Purtroppo, la nostra società è fondata su questi luoghi comuni dove il napoletano è il camorrista, il sardo è il pastore, l’immigrato è il ladro e il gay è promiscuo.
Dunque, come in ogni buona famiglia, anche nella comunità LGB esistono le persone fedelissime come quelle a cui importa solo del sesso. L’unica differenza è che i rapporti etero vengono mostrati a valanghe dalla televisione, quelli gay, specialmente nella società italiana, vengono nascosti e tacciati di anormalità. Solo nelle emittenti televisive meno famose vengono trasmessi telefilm e film a tematiche omosessuali e, la maggior parte delle volte, in seconda serata.
1 LGB = lesbiche, gay, bisessuali
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Invece, in una nazione come la Spagna dove gli omosessuali hanno diritti e sono tutelati dalla legge, la visione di questi soggetti è ormai un’abitudine. Cose di questo genere sono riscontrabili solo in
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società gay-friendly o più semplicemente aperte e che accettano le differenze di pensiero.
Ma, senza andare lontano geograficamente, nello stesso territorio che è ora occupato da Roma, due millenni fa era possibile trovare una società non chiusa mentalmente che accettava l’omosessualità.
In quel periodo, se si voleva fare della satira sulla realtà, come accade oggi, si poteva prendere spunto dalla vita privata e personale degli abitanti dell’Antica Roma.
Esattamente questo fece, infatti, nel primo secolo dopo Cristo, Petronio Arbitro nel suo Satyricon.
2 Gay-friendly = viene detto di associazioni, società, persone che accettano l’omosessualità
Il Satyricon
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Il Satyricon è un lungo frammento narrativo di cui ci sono stati tramandati solo il quindicesimo libro, parte del quattordicesimo e parte del sedicesimo. Ma, anche con solo questi frammenti, si comprende l’intera storia e si capisce l’intento che Petronio si era prefissato nello scrivere l’opera.
Egli, infatti, già dal titolo ci preannuncia che questa non sarà una fotografia della realtà ma, una satira della vita contemporanea di Roma. Il titolo, per l’appunto, deriva dal latino satura e sta a indicare il ben noto genere letterario caratterizzato dalla mescolanza degli stili e dalla presenza di parti in prosa e parti in poesia, il cui unico intento è di coinvolgere il lettore con scritti poco moraleggianti ma molto divertenti. Inoltre, il nome deriva anche da uno dei generi letterari cui il Satyricon appartiene. Infatti, in quest’opera troviamo una mescolanza di vari generi letterari.
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