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Sciocchezza, menzogna, stronzata: un saggio filosofico

Luca Amorello – III B CL. 1

Nota

L’argomento che ho trattato non è una stupidaggine o una provocazione, né tanto meno vuole essere un volgare modo per generare ilarità o disgusto nella commissione d’esame.

Ho letto un libro di un filosofo americano e ne sono rimasto colpito. Ho preso spunto dall’argomento che trattava e ho costruito la mia tesina.

Ho affrontato questa materia perché credo fermamente che oggi sia centrale nella nostra società: il disgustoso, l’orrido, il volgare sono cose che appaiono quotidianamente davanti ai nostri occhi. Trattare di questi temi non è certamente facile, tanto meno davanti a una commissione d’esame, ma ritengo sia fondamentale affrontare tutti i problemi che la contemporaneità ci presenta. Se la società ci intrattiene con le logiche della ripugnanza, per conoscere e ovviare ai problemi che essa prospetta, bisognerà parlare senza timore alcuno della realtà così com’è.

Costruire una società migliore significa innanzitutto conoscerla e la conoscenza a volte passa per strade sporche e sterrate.

Sotto la spinta del corpo docente, ho censurato la parola che rappresenta il centro della mia ricerca. Non ho mai amato la censura, l’ho sempre ritenuta una negazione della libera dialettica: censurare le parole è sempre qualcosa di sbagliato, anche se queste possono ledere la coscienza comune.

Tuttavia ho ponderato l’importanza dell’opinione del corpo docente, che – doverosamente lo sottolineo – mi ha comunque permesso di esprimere le mie posizioni.

Per questo li ringrazio. Luca Amorello

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“One of the most salient features of our culture is that there is so much bullshit.”

Harry Frankfurt

Introduzione

Una delle caratteristiche principali della nostra società è la quantità di Stronzate in circolazione.

Tutti danno il loro contributo pur non avendo una chiara consapevolezza di cosa siano le Stronzate, perché ce ne siano così tante o quale funzione svolgano.

La parola è spesso usata con troppa libertà, come generica affermazione volgare volta all’insulto, senza però uno specifico significato letterale.

La sciocchezza e il suo rapporto con la menzogna

Per definire meglio che cosa siano in realtà le Stronzate è necessario in primo luogo definire il significato di sciocchezze, termine molto vicino a quello preso da noi in esame anche se non sempre liberamente e pienamente intercambiabile.

Una definizione formale delle sciocchezze può essere riassunta in:

Sciocchezze: falsa rappresentazione ingannevole, pur senza giungere alla menzogna, soprattutto per mezzo di parole o atti pretenziosi, dei propri pensieri, sentimenti o atteggiamenti1.

Tale definizione può valere anche per il termine da noi preso in esame, ma prima è necessario commentare i vari elementi della definizione suddetta.

Innanzitutto le sciocchezze hanno necessariamente lo scopo volontario di ingannare. In questo l’essenza delle sciocchezze è simile a quello delle menzogne: le sciocchezze richiedono infatti che il bugiardo faccia la propria affermazione con la precisa intenzione di ingannare.

Le sciocchezze pur avendo alcune delle caratteristiche distintive delle menzogne, mancano di altre. Le menzogne e le sciocchezze sono modi di una falsa rappresentazione.

Le sciocchezze non solo sono una categoria del discorso, ma anche una categoria dell’azione; possono essere attuate sia con l’utilizzo della parola, sia con l’atto vero e proprio.

Essendo inoltre nell’enunciato implicata la parola bisogna soprattutto ricordare che non tutte le sciocchezze, così come non tutte le Stronzate, sono di carattere pretenzioso.

Se una persona rappresenta falsamente qualcosa, sta inevitabilmente fornendo una falsa rappresentazione del proprio atteggiamento mentale.

Supponiamo infatti che una persona, dicendo una bugia o una sciocchezza, dia una falsa rappresentazione di qualcosa. Egli necessariamente rappresenterà falsamente almeno due cose: ciò di cui sta parlando – l’oggetto o il referente del discorso – e così facendo fornirà una falsa rappresentazione del suo animo.

Se tale bugia ha effetto allora la vittima viene ingannata due volte: ha una falsa credenza sia sull’oggetto protagonista del discorso, sia su ciò che il bugiardo ha in mente.

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Da questa analisi possiamo cogliere lo scopo delle sciocchezze, ossia quello non di offrire agli interlocutori una falsa credenza riguardo allo stato di cose di cui si parla, ma piuttosto di offrire agli interlocutori una falsa impressione su ciò che ha in testa colui che parla.

Questa ipotesi spiega perché le sciocchezze non giungono alla menzogna: con esse si offre una falsa rappresentazione delle mie credenze non formulando alcuna dichiarazione su ciò che è nella mia mente.

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Sintesi

La mia tesina

La mia tesina parla di cosa siano le stronzate nell'ambito della filosofia del linguaggio, quali sono le differenze con la menzogna ed il bluff e quali problemi oggi queste possono causare nella nostra società.

Materie trattate:

  • Filosofia
  • Arte
  • Inglese
  • Greco
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