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ROUGE

Indice

Introduzione……………………………………………

………2

Storia………………………………………………………

…………4

La Belle Époque

  • Arte…………………………………………………………

………….6

Henri de Toulouse-Lautrec

Inglese………………………………………………………

………..8

Differences between Bohemian & Dandy

  • Oscar Wilde

Francese……………………………………………………

……..10

Rimbaud

  • “Ma Bohème”
  • “Boule de Suif” de Maupassant

Italiano……………………………………………………..

……..12

La Scapigliatura

  • “La Bohème Italiana” di Emilio Salgari
  • “Eva” di Verga

Latino………………………………………………………

……….14

Petronio e il “Satyricon”

Bibliografia………………………………………………

…....16

Barba incolta e pipa in bocca, un bicchiere d’assenzio davanti e una gran voglia di anticonformismo. Ecco il tipico ritratto di un bohémien. Ma cos’è un bohémien? E’ l’individuo con lo stile di vita che oscilla tra la sregolatezza e la ribellione, la povertà e l’arte.

Un bohémien è semplicemente un artista, un ricercatore o un letterato che, consciamente o meno, secerne dalle arti convenzionali. Le caratteristiche originarie si riconducono a viaggiatori che attraverso l’amore, la bellezza, la libertà e la verità esprimono la loro essenza.

Vivere ai margini, preferire l'arte e la libertà alla carriera e al guadagno diventava non solo una scelta o un destino ma preciso stile di vita. Poeti di genio che vivono un conflitto interiore fra sé in quanto letterato, ricercatore e artista, e la società, a causa dell’incomprensione da parte di quest’ultima del valore della propria arte e del proprio stile di vita e pensiero.

Per lo spirito Bohémien la società costituisce una prigione: essa avvilisce la fantasia, la volontà, l’immaginazione, inghiottisce e oblia ogni scintilla nella superficialità e nel vuoto; il risultato è un atteggiamento fuori dalle righe, che si pone “in altro viaggio” ad ogni valore e costume precostituito.

Per un bohémien questo è l’unico modo per ritrovare una forma di libertà.

L'origine del movimento è da localizzare a Parigi, nell'ambito dei cenacoli artistici bohémien frequentati da Paul Verlaine, Baudelaire, Rimbaud e Mallarmé, i cosiddetti “poeti maledetti”.

Il termine francese “bohémien” fu usato per la prima volta nel XIX secolo per descrivere lo stile di vita non tradizionale di ricercatori, artisti, scrittori, musicisti e attori, ed era riconducibile alle classi minori del quartiere gitano.

Era, infatti, credenza popolare che i gitani provenissero dalla Boemia, una regione dell’attuale Repubblica Ceca: la Croazia.

Ma perché parlare di rivoluzione bohèmienne? Verso la fine dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento, le scoperte scientifico-tecnologiche, e il passaggio da un’economia fondata sulla legge della libera concorrenza al capitalismo moderno dominato la scena mondiale originando profonde e incidenti trasformazioni nei rapporti sociali, nell'espansione urbana e nei mezzi di comunicazione.

Molti gli intellettuali, artisti e non, che avvertono lucidamente l'incidenza di queste trasformazioni. Per ribellarsi a queste nuovi sviluppi sociali ci si rifugia in miti irrazionalistici: Mistero, Bellezza, Patria, Sogno, Arte, Vita.

La società appariva un territorio inautentico, un inferno da cui occorreva fuggire per nuovi paradisi artificiali, per nuovi esotismi e nuove avventure.

Allo scienziato, al medico, all'ingegnere, al maestro, al capitano d'industria si sostituivano gli intellettuali bohémien" con il concetto dell’“arte per l’arte”.

La filosofia positivista incentrata sul progresso, che riprende temi del periodo illuminista, non si adatta alle esigenze e agli obiettivi di questi intellettuali che giustappunto hanno istaurato nei primi anni del ‘900 in Francia, un nuovo movimento incentrato su quattro pilastri: Libertà, Bellezza, Verità e Amore.

Questi concetti sono ripresi anche in epoca contemporanea grazie al genio di Baz Luhrmann: il rivoluzionario bohémien dei nostri tempi, regista, produttore e sceneggiatore del celebre film-musical “Moulin Rouge!” del 2001.

La pellicola prende spunto da varie opere letterarie e teatrali come “La Traviata” di Giuseppe Verdi, “la Bohème” di Puccini e “Pallina” (“Boule de suif”) di Maupassant.

E’ un film unico nel suo genere perché i brani cantati dal cast non sono opere originali, ma rivisitazioni di alcuni dei brani storici della musica pop, dai Queen, a David Bowie fino al grande Elton John.

E’ in atto una rivoluzione nel campo cinematografico riuscendo a far rivalutare il genere del musical.

Trama

Ambientato nella Parigi del 1899, si racconta la storia di Christian, un giovane aspirante scrittore inglese, arrivato nella capitale francese, che entra in contatto con le dominanti compagnie di “bohemiens”, dove è presente anche Toulouse-Lautrec.

Ben presto riceve l’incarico di scrivere la sceneggiatura di uno spettacolo destinato al Moulin Rouge.

Una sera, Christian incontra Satine, la cortigiana più desiderata di Parigi, pronta a vendere il suo amore al miglior offerente, e subito se ne innamora.

Il loro amore è ostacolato dal Duca di Worchester, che finanzia gli spettacoli, interessato anche lui a Satine.

Naturalmente il proprietario del locale Herold Ziedler, cerca di favorire questa relazione per avere un profitto economico.

Accade invece che, dopo essersi conosciuti, tra Christian e Satine ci sia una forte attrazione da entrambe le parti.

I giovani vogliono amarsi e decidono di intraprendere una relazione lontani dagli occhi del Duca.

Una volta scoperti da Herold, Satine è costretta a lasciare Christian con la scusa di non amarlo più, per evitare la morte del suo amato da parte del sicario del Duca.

Durante la prima dello spettacolo i due innamorati si dichiarano il loro eterno amore ma Satine, malata di tisi, muore dietro le quinte.

Dopo alcuni mesi Christian decide di scrivere la loro storia.

Il film è saturo dello spirito bohemien e ne incarna l’essenza.

Storia

La belle époque

Deux crises vont secouer dangereusement la société française en cette fin du XIX siècle, comme la crise du boulangisme et l’affaire Dreyfus.

Apres ces affaires, soutenues par la gauche, les radicaux, plus modérés que les socialistes, accèdent au pouvoir.

Ils mènent une politique anticléricale qui aboutit en 1905 à la séparation de l’église et de l’état.

Mais l’agitation sociale augmente.

A’ la veille de la guerre de 1914 la république est solidement implantée en France et son principe n’est plus remis en cause.

Elle est une république de bourgeois mais a favorisé l’ascension des classes moyennes.

Les grandes valeurs de la république sont : la laïcité, le patriotisme et la promotion sociale fondée sur le mérite personnel que l’école obligatoire a rendue possible pour tous.

Cette période positive est rappelée sous le nom de Belle Époque.

Après la grande dépression des années 1880, la France connaît l'apogée de sa prospérité, de sa puissance et de son prestige : un âge d'or précédant le carnage, la Grand Guerre.

En tant qu'expression, « Belle Époque » en dit plus long sur les représentations que se font alors les Français de leur passé immédiat et de leurs peurs présentes - instabilité économique, crise idéologique, incertitude politique... - que de la réalité vécue par les contemporains des années 1895-1914.

Elle révèle une conception statique de la société et de ses valeurs, que les récents bouleversements de l'histoire confinent au niveau d'une mémoire recomposée.

La Belle Époque n'apparaît plus alors que comme un instant figé, contenant toutefois en germe les malheurs futures.

Avec ses 48 millions de visiteurs, son palais de l'Électricité et de l'Automobile, avec la première ligne du Métropolitain et le Cinérama, l'Exposition universelle de Paris, inaugurée le 14 avril 1900 par le président Loubet, apparaît comme l'événement fondateur de la Belle Époque : un pays que célèbre sa propre gloire, manifeste son rayonnement dans le monde et atteste un dynamisme économique retrouvé après la « grande dépression ».

La reprise de l'investissement génère des taux de croissance inégalés, en particulier dans les secteurs industriels novateurs.

Elle provoque également la recomposition de l'ensemble de l'appareil de production, même si plus de la moitié des salariés travaillent encore dans des entreprises de moins de cinq employés.

Le tissu morcelé de l'industrie en petits ateliers favorise d'ailleurs la mise au point et la fabrication de ces produits de luxe que sont l'automobile et l'aéroplane.

Mais, désormais, accompagnant l'idéologie scientiste, les mutations techniques sont soumises à une évaluation scientifique qui permet la promotion de la figure de l'ingénieur.

En moins de trente ans, la France passe de l'âge du fer, du charbon et de la vapeur à celui de l'acier, du pétrole et de l'électricité.

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Sintesi

Sintesi Rivoluzione bohémienne, tesina

La seguente tesina di maturità descrive la Rivoluzione bohémienne. Quelle dei bohémienne sono vite frugali, perennemente al limite della povertà, ma illuminate dal "fuoco" dell'arte e delle false speranze di liberarsi dalle costrizioni della società. Musicisti, pittori, modelle e perditempo: questi furono i protagonisti di uno stile di vita alternativo, reso celebre nel 1851 dallo scrittore Henri Murger con la sua nota opera “La vie Bohème”. Ma l'apice del successo di questo concetto, o stile di vita, si avrà nel 1896, quando Puccini presenta l'opera, da lui musicata, nei teatri di tutto il mondo, stabilendo un cliché che da quel momento in poi sarà sempre riconducibile alla cultura occidentale.

Sinonimo di critica verso ogni comportamento omologato, lo stile bohèmien è mutato dalla fine dell'Ottocento, ma continua a vivere ancora oggi, in rivisitazioni più o meno personali ma che hanno in comune uno stesso concetto: differenziarsi dalla massa e ribellarsi alle regole sociali. In ognuno di noi può essere nascosto un bohémien dalla natura anticonformista; attende solo il momento propizio per manifestarsi, magari davanti a un buon bicchiere di vino.

Collegamenti

Rivoluzione bohémienne, tesina

  • Storia in francese - La belle Epoque.
  • Arte - Toulouse Lautrec.
  • Inglese - Oscar Wilde & "art for art" sake.
  • Francese - Rimbaud, Maupassant.
  • Italiano - La scapigliatura, "Eva" di Verga, "La Bohème italiana" di Salgari.
  • Latino - Petronio e il Satyricon.
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