Bruno B
III
Classe
Ennio –
2012/2013
Allievo Anno
La Seconda guerra mondiale in Italia e a Minturno
Nel 1939, quando cominciò la Seconda guerra mondiale, l'Italia si dichiarò "non belligerante". Dopo un anno, le situazioni su tutti i fronti sembravano essere a favore di Hitler; Mussolini, il 10 giugno 1940 annunciò l'entrata in guerra dell'Italia al fianco delle truppe tedesche.
Ai primi di luglio del 1943, le truppe alleate sbarcarono in Sicilia occupando rapidamente l'isola.
Il 25 luglio il Re Vittorio Emanuele III ed il Gran Consiglio del Fascismo, chiesero le dimissioni di Mussolini, che fu arrestato ed esiliato sul Gran Sasso; allora il Re diede l'incarico di formare il nuovo governo a Pietro Badoglio. Gli Italiani credettero che con la caduta del governo Fascista la guerra sarebbe finita, ma si sbagliarono. Badoglio negoziò l'armistizio con gli Alleati in modo segreto e dopo averlo firmato lo annunciò solo tramite radio l’8 settembre 1943.
Il giorno dopo, il Re e Badoglio fuggirono a Brindisi, lasciando il Paese in confusione. Gli Alleati, intanto, avevano risalito la penisola ed erano stati bloccati a Cassino dalle truppe tedesche. La Linea Gustav divideva l'Italia in due ed a Giugno entrarono a Roma con l'intenzione di sfondare entrambi i fronti tedeschi: la Linea Gotica e la Linea Gustav, ma pochi giorni dopo i tedeschi si arresero.
Successivamente, il 28 aprile, Mussolini fu arrestato e ucciso dai partigiani.
Da questa panoramica generale si riesce a capire che uno dei numerosi punti strategici della Seconda guerra mondiale fu proprio nella nostra zona. Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
I tedeschi avevano creato una linea linea difensiva che si estendeva da Gaeta fino a Ortona, ed era una fortificazione militare formata da Bunker e Trincee disposti lungo un linea ben precisa, prese così il nome di Linea Gustav. Il motivo di tale scelta fu determinato dalla posizione dominante di Montecassino, posto sull'unica via di accesso dal sud al nord verso Roma: la statale Casilina. I tedeschi, ben appostati nelle loro fortificazioni sui monti, riuscirono a contrastare l'avanzata delle forze alleate. Il corpo di spedizione francese sul fronte italiano era composto da circa 130 mila unità, per lo più marocchini, algerini, tunisini e senegalesi, chiamati goumier cioè marocchini di etnia berbera. La caratteristica di queste truppe coloniali era l'eccellente modo di combattere nelle località montane, dove riuscivano a muoversi in silenzio e agilità.
Il 14 maggio 1944 i goumier, attraversando un terreno apparentemente insuperabile nei monti Aurunci, aggirarono le linee difensive tedesche nell'adiacente Valle del Liri, consentendo al XIII Corpo britannico di sfondare la Linea Gustav e di avanzare fino alla successiva linea di difesa predisposta dalle truppe germaniche, la linea Adolf Hitler.
Il sindaco di Esperia affermò che nella sua città 700 donne su un totale di 2.500 abitanti furono stuprate, e alcune di esse, in seguito a ciò, morirono. Il 17 gennaio le truppe alleate attaccarono in piena notte i tedeschi nella valle del basso Garigliano e contemporaneamente le truppe della 56a divisione americana conquistarono una parte di spiaggia di Minturno.
La reazione dei tedeschi fu terribile: aggredirono gli alleati con pesanti e costanti bombardamenti, e il 244° Reggimento di fanteria germanico si dispose sulla difensiva nei pressi di Minturno. Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
L’11 maggio alle ore 23, un violento tiro d’artiglieria svegliò tutte le unità tedesche, che colte di sorpresa subirono pesanti perdite.
Nei giorni seguenti gli Americani attaccarono Santa Maria Infante, sotto la difesa tedesca.
La mattina del 12 maggio gli americani occuparono le prime case di S. Maria, combattendo di casa in casa e verso sera tornò in mano dei tedeschi.
In quei tre giorni di battaglia S. Maria fu presa ben 17 volte.
Per gli Americani fu fatale conquistare S. Maria Infante perché avrebbe aperto una breccia verso cassino e quindi sfondare la Linea Gustav ed aprire la strada verso Roma.
Infine con la presa di S. Maria Infante, gli alleati sfondarono la Linea Gustav, la liberazione arrivò ben presto ma le bombe continuarono ad esplodere ed a continuare a fare vittime, per non parlare delle fucilazioni a donne e bambini e dei nostri soldati morti lontano, di cui si sono perse le tracce.
Per questo motivo Minturno nel 1999 ha ottenuto la medaglia d'oro
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
I sopralluoghi personali sulla Linea Gustav
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Comune di Vallemaio (FR)
Località «Vallaurea»
Il Bunker ha quasi sempre pianta circolare ed è coperto con pali di legno che sorreggenti rami o tegole o teli
Per la loro realizzazione veniva impiegata con la costruzione, la manodopera locale.
Bunker tedesco sulla Linea Gustav, uno dei tanti visitati
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Bunker a pianta quadrangolare
Taniche per la benzina utilizzate come tegole per la copertura del bunker
Piazzuola d’artiglieria tedesca
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Ordigni bellici ancora sparsi sul terreno – Da non toccare!!!!
Targa commemorativa alle SS che combatterono sulla Linea Gustav
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Alcune foto dei ritrovamenti nel territorio di Minturno
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
L'ermetismo
Salvatore Quasimodo
Nel 1930, assunto come "geometra
L'Ermetismo fu un movimento della poesia straordinario, venne assegnato al Genio Civile
italiana degli anni 30 e 40. La sua particolarità di Reggio Calabria.
stava nel fatto di incentrare la propria ricerca sulla parola chiave, senza usare punteggiatura; la parola era intesa non come strumento comunicativo, ma come forza evocativa di immagini.
Il linguaggio usato aveva la caratteristica di essere oscuro e difficile. Uno dei maggiori esponenti italiani dell'Ermetismo fu Salvatore Quasimodo.
Egli nacque a Modica nel 1901 ed a soli 16 anni fondò il mensile "nuovo giornale letterario" su cui pubblicò le sue prime poesie. Dal 1919 frequentò l'università di Roma, ma fu costretto ad interrompere gli studi per motivi economici. Allievo Ennio BRUNO
Classe IIIB - Anno 2012/2013
Qui strinse amicizia con i fratelli Enzo Misefari e Bruno Misefari, entrambi esponenti del movimento antifascista di Reggio Calabria.
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