Apparire è la regola. Essere è l’eccezione.
Federica Di Giuseppe
Classe 3 A a.s. 2007/2008
Il problema
Il problema di noi uomini non è il cervello, bensì i nostri sensi.
Se riuscissimo ad assecondarli meglio riusciremmo a vedere la realtà celata dietro l’apparenza.
A volte un’ombra riesce ad avere Inglese Italiano Oscar Wilde molto più fascino Luigi Pirandello dell’oggetto Fisica Filosofia che la trasmette. Il tubo catodico Schopenhauer
Storia greco-latino, scienze, matematica
Hitler e Mussolini Euripide-Seneca Le stelle: luminosità Il concetto
tra propaganda e realtà La figura di Fedra assoluta e relativa di infinito
“Ciò che conosciamo di noi stessi non è che una parte di quello che noi siamo.
E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che sono veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente.”
Concezione vitalistica
Tutto ciò che si stacca da L’uomo è parte indistinta dell’
tale flusso si irrigidisce, “universale ed eterno fluire della
la realtà tutta è “vita, flusso
inizia a “morire”, si vita” ma tende a cristallizzarsi
continuo, incandescente,
cristallizza, assume in forme individuali creando una
indistinto”, eterno divenire,
“forma individuale” personalità che è pura
incessante trasformazione da uno illusione.
stato all’altro
La forma è la maschera, La vera realtà è nessuna, tra
l’aspetto esteriore realtà e non-realtà ci sono due
condanna dell’individuo a
che l’individuo-persona distinte dimensioni:
recitare sempre la stessa parte,
assume nella società per imposta dall’esterno, sulla base
propria volontà - realtà oggettiva, esterna agli
di convenzioni che reggono
o perché gli altri individui e apparentemente
l’esistenza della massa
così lo vedono e lo giudicano. uguale e valida per tutti
Essa è determinata dalle
convenzioni sociali, - realtà soggettiva, la particolare
dall’ipocrisia, che è alla base visione che ne ha il personaggio,
dei rapporti umani. dipendente dalle condizioni
individuali e sociali
“A noi uomini… nascendo, è toccato un tristo privilegio: quello di sentirci vivere”
Il fu Mattia Pascal, 1904
Presa di coscienza dell’inconsistenza dell’individuo
Smarrimento e dolore
L’individuo soffre ad essere Le forme sono sentite come una trappola,
fissato dagli altri in forme in cui la stessa società è un’ “enorme pupazzata”
non può riconoscersi. dominata dalle buone maniere, costruzione
artificiosa e fittizia.
Il protagonista, Angelo Baldovino, “decide”
Il protagonista, Vitangelo di provare il piacere di essere onesto in
Moscarda, scopre che gli altri una società che non rende affatto
hanno un’immagine di sé diversa facile esserlo:
da quella che egli si è creato di se la sua non è l’onestà solamente formale,
stesso. che, invece, gli è stata richiesta.
Scopre di non essere “uno”, ma di
essere “centomila”, nel riflesso Egli è disposto a sposare
delle prospettive degli altri, “per finta una donna,
quindi “nessuno”. ma sul serio l’onestà”
Talvolta l’uomo è costretto dal contesto
Talvolta l’uomo scopre di indossare una sociale a costruirsi una maschera, a
maschera che non coincide con l’immagine mascherare la realtà dietro una falsa
che egli ha di sé. apparenza.
Per ogni persona il soggetto deve assumere,
Il mondo è fatto di apparenze e finte identità e spesso ciascuno si crea una gli altri e soprattutto per non essere
maschera che lo possa proteggere considerato pazzo e per adeguarsi ad una
società di “buone maniere”
”Signor marchese, inevitabilmente noi ci costruiamo.
Mi spiego, io entro qua, e divento subito, di fronte a lei, quello che devo
Pirandello vive in un’età, quale quella fascista, essere per la relazione che debbo
in cui le convenzioni sociali condizionano l’individuo che spesso confonde, anche volutamente, l’apparenza con la realtà.
contrarre con lei”
Fenomeno e realtà
Fenomeno Realtà conoscibile
Parvenza, attraverso le forme a priori
realtà deformata (velo di Maya), della struttura
rappresentazione conoscitiva umana
puramente soggettiva Noumeno
Noumeno “La cosa in sé”
Realtà che si nasconde pensabile,
dietro al velo di Maya: ma non conoscibile
la volontà Attività formali
della mente umana
Attività formali Io penso – 12 categorie
della mente umana 2 forme a priori
Spazio – tempo - causalità (spazio e tempo)
Il mondo come rappresentazione
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Realtà e apparenza: apparire è la regola, essere è
Autore: Federica Di Giuseppe
Descrizione: per sua natura l'occhio umano rimane spesso affascinato molto più da un'ombra che dall'oggetto in sé che la trasmette: il pur sottile confine tra la realtà e l'apparenza, l'essere e l'apparire, l'artificiale e il reale risulta ormai sempre
Materie trattate: italiano, inglese, storia, filosofia, greco e latino, matematica, scienze, fisica
Area: umanistica
Sommario
Il problema di noi uomini non è il cervello, bensì i nostri sensi. Se riuscissimo ad assecondarli meglio riusciremmo a vedere la realtà celata dietro l'apparenza. A volte un'ombra riesce ad avere molto più fascino dell'oggetto che la trasmette.
La facoltà d'illuderci che la realtà d'oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall'altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d'oggi è destinata a scoprire l'illusione domani. E la vita non conclude. Non può concludere. Se domani conclude, è finita.
"Ciò che conosciamo di noi stessi non è che una parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, li sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che sono veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente."