Estratto del documento

Quando l’uomo si ribella

Sviluppo di una ribellione in diversi campi

Tesina a cura di Davide Somaschini

Classe 5° LM/A

Esame di Stato anno scolastico 2008/2009

Indice

Pag.

Introduzione 2

Lʼesigenza di una cultura nuova: la Scapigliatura 3

Lʼorigine del termine 3

Il contesto storico-sociale 3

La ragione dello sviluppo del movimento a Milano 4

Caratteristiche principali 4

Influenze provenienti dalle letterature straniere 5

Scapigliatura come anticipazione di tendenze successive? 5

La Rivoluzione Russa; esempio di ribellione concreta. 6

Le cause 6

Il precedente del 1905 6

La rivoluzione di febbraio 7

Lenin e le Tesi di aprile 7

Le “giornate di luglio” 8

La rivoluzione dʼottobre 8

La guerra civile 9

Le Dadaïsme: la provocation comme forme de rébellion 10

Lʼorigine et la signification du mot “Dada” 10

Dada contre la société 10

La position du dadaïsme par rapport à lʼart 11

Caractéristique principales de lʼavant-garde dadaïste 11

Lʼexpression Dada en littérature 11

Il Futurismo: ribellione energica a favore del progresso 13

Considerazioni generali 13

La pittura futurista 13

Lʼarchitettura futurista 14

Scultura futurista 15

Analisi dellʼopera “Forme uniche della continuità nello spazio” 16

Bibliografia e Sitologia 17

Introduzione

Cosʼè una ribellione? Cosa spinge un gruppo di persone a ribellarsi contro qualcosa di concreto (è il caso delle rivoluzioni) o di astratto (per esempio in ambito artistico)? È molto difficile stabilirlo... Senza dubbio a trascinare questo sentimento più o meno violento sta alla base un malcontento di fondo, allʼinterno del quale germoglia lʼaspirazione al cambiamento in positivo della società: allora, solo allora secondo me può nascere una ribellione. 2

Le quattro diverse modalità di rivolta che mi accingo a presentare sono molto eterogenee tra loro, nel senso che non ne condividono lʼobiettivo, quanto piuttosto lʼintento, ovvero la volontà di modificare la società secondo il loro specifico punto di vista, senza prendere in considerazione più di tanto il risultato finale, e focalizzando lʼattenzione sulle caratteristiche che le compongono. Un altro punto in comune è la loro collocazione temporale; a parte la Scapigliatura (datata dal 1860 fino al 1880 circa), gli altri tre “eventi” (se così si possono definire) che sto per approfondire hanno avuto luogo nei primi decenni del Novecento.

Ma, a parte questi dettagli temporali che balzano subito anche allʼocchio inesperto, vorrei spiegare il perché ho scelto di trattare questo tema.

Io, personalmente, nel mio piccolo mi posso ritenere una persona caratterialmente “ribelle”, ma non nel senso dispregiativo del termine, e mi sono sentito vicino questo argomento da subito, fin da quando mi è venuta lʼidea nellʼanticamera del cervello. Ho scelto per questa mia tesina il filo conduttore della ribellione perché penso che sia un ottimo spunto per la costruzione di un lavoro del genere: ovviamente con “spunto per la costruzione” io intendo la capacità da parte mia di poter realizzarci intorno un discorso esauriente, seppur limitato nella sua lunghezza. Inoltre penso che lʼargomento sia in grado di suscitare interesse, non tanto nelle considerazioni generali (che comunque vanno brevemente esposte per contestualizzare il tutto), quanto nei fattori che ne determinano lʼessenza, ovvero gli aspetti dai quali possiamo dedurre i tratti che descrivono una ribellione, anche perché viviamo ormai in unʼepoca in cui non è facile sentir parlare di una ribellione. Infine penso che una ribellione, per essere definita veramente tale, debba partire non dalla testa, bensì dal cuore capace, andando oltre la razionalità, di dare una marcia in più ai propri gesti.

Questi, in sostanza, sono i motivi che mi hanno spinto a scrivere degli sviluppi della ribellione in quattro diverse materie.

Lʼesigenza di una cultura nuova: la Scapigliatura

“Noi siamo i figli dei padri ammalati;

aquile al tempo di mutar le piume, 3

svolazziam muti, attoniti, affamati,

sullʼagonia di un nume”

(Emilio Praga, Preludio)

La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario nato a Milano nel 1860 e la cui parabola si esaurì intorno al 1880. In verità non si può considerare un movimento costruito attorno ad un programma ben definito, anzi gli artisti che ne fecero parte furono più legati da vincoli di amicizia e da un proposito polemico contro la cultura ufficiale e da un atteggiamento ribelle e anticonformistico verso le convenzioni della società italiana postunitaria: ciascuno scapigliato operò in maniera autonoma. Tra i principali esponenti della Scapigliatura ricordiamo Emilio Praga, i fratelli Arrigo e Camillo Boito e Carlo Dossi.

Lʼorigine del termine

Fu Cletto Arrighi (pseudonimo di Carlo Righetti) a tracciare un identikit degli scapigliati, nellʼintroduzione al romanzo “La Scapigliatura e il 6 febbraio”:

“Una certa quantità di individui di ambo i sessi, fra i venti e i trentacinque anni, non più; pieni dʼingegno quasi sempre; più avanzati del loro tempo; indipendenti come lʼaquila delle Alpi; pronti al bene quanto al male; irrequieti, travagliati, turbolenti [...]. Questa casta o classe – che sarà meglio detto – vero pandemonio del secolo; personificazione della follia che sta fuori dai manicomii; serbatoio del disordine, della imprevidenza, dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti; - io lʼho chiamata appunto la Scapigliatura [...].

La Scapigliatura è composta da individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. Proletariato, medio ceto, e aristocrazia; foro, letteratura, arte e commercio; celibato e matrimonio”.

Il contesto storico-sociale

Nonostante secoli di divisione politica, lʼItalia è sempre stata unita dalla cultura: gli intellettuali, in particolar modo durante il Risorgimento, rivestivano più che mai il ruolo di faro per il popolo. Tuttavia, una volta raggiunta lʼunità, essi restarono delusi dalla realtà dei fatti, che presentavano uno Stato con uno spiccato carattere burocratico e con differenze evidenti tra il Nord proiettato verso lʼindustrialismo e il Sud ancora agricolo. I letterati persero così la funzione di guide morali e caddero in un profondo disagio creato appunto dalla società in cui vivevano; disagio che sarebbe sfociato poi in una crisi di identità dovuta alle nuove esigenze che la società esigeva. Quella che gli scapigliati hanno manifestato a conseguenza di ciò è stata una vera inquietudine, oltre a una forte insofferenza verso la società borghese e la tradizione letteraria, e sotto questi aspetti la Scapigliatura non è riconosciuta soltanto come movimento artistico, ma anche sociale.

La ragione dello sviluppo del movimento a Milano

La Scapigliatura fu un fatto essenzialmente milanese, in quanto Milano era la città più progredita sotto lʼaspetto economico e sociale, dove le vecchie concezioni del mondo e dei rapporti sociali si stavano rapidamente dissolvendo. Qui il contrasto fra intellettuali sognatori e borghesi era più aspro. Le condizioni di sviluppo che la città ha vissuto in quegli anni hanno senzʼaltro contribuito alla disillusione dei letterati rispetto ai valori risorgimentali che avevano infiammato i loro animi.

Caratteristiche principali

Gli scapigliati sentono il bisogno di ammodernare e sprovincializzare la nostra cultura trascinandola verso la modernità (anche entrando in contatto con le letterature straniere) e vengono influenzati dal Verismo nella scelta di soggetti realistici, portati però allʼestremo: infatti un modo per reagire alla tradizione nella loro poetica è lʼutilizzo di immagini brutte, indecorose, macabre. Lʼartista

Un gruppo di artisti “scapigliati”. Da sinistra: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giovanni Giachi ed appartenente a questo movimento è ribelle e Emilio Praga anticonformista, mosso da uno spirito polemico: la vita dellʼartista era intrisa di uno spirito di libertà e dallʼ andare controcorrente.

Il genere preferito da molti artisti della corrente scapigliata è la poesia, che ha come obiettivo descrivere il “vero”, sia quello della natura e della società, sia quello dei sentimenti, nei suoi aspetti più crudi e materiali; purtroppo gli scapigliati non riescono a creare una poetica delineata su strutture ben definite. Come detto, la Scapigliatura si propone di contestare la tradizione e non viene risparmiato nemmeno un mostro sacro come Manzoni (allʼepoca sul finire della vita), fortemente criticato per essere vecchio, tradizionalista e simbolo dellʼItalia borghese e clericale. Manzoni, insieme a Verdi, era considerato rappresentante di unʼarte ormai morta e inattuale perché basata su ideali, come patria, famiglia e religione, non più proponibili o addirittura falsi. Per quanto riguarda lo stile della poesia, alcuni autori cercano un linguaggio semplice, spontaneo, il più vicino possibile al parlato e ricco di innesti dal dialetto, appunto per tenere fede allʼidea del “vero” ma senza propositi popolari, ritenuti incapaci di contrastare lʼideologia borghese tanto avversa agli scapigliati. Altri cercano un linguaggio ricercato e vago, ma in tantissimi componimenti possiamo rintracciare ancora metriche regolari e per nulla innovative.

Unʼultima significativa caratteristica della Scapigliatura è la complementarietà delle arti, secondo la quale non esistono più arti isolate, che nella loro molteplicità e diversità vengono riunite tutte insieme dallʼartista nella letteratura.

Influenze provenienti dalle letterature straniere

Gli scapigliati accolgono volentieri influenze dagli ambienti letterari stranieri tra cui il romanticismo tedesco, dal quale viene estrapolato un contesto fantastico, e soprattutto cʼè uno stretto legame con la letteratura francese, che in enorme misura è fonte dʼispirazione per la Scapigliatura: in particolare è il modello dei poeti maledetti, specie di Baudelaire, che gli artisti tendono di più a seguire, anche nello stile di vita eccentrico e disordinato.

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