Progresso
La parola "progresso" deriva dal latino "Progredi", che significa 'andare avanti, avanzare, procedere'.
Il termine "progresso" designa il mutamento nel tempo di un sistema (sociale, culturale, politico, economico, tecnico, ecc.) da un determinato stato a uno o più stati successivi, che vengono considerati "migliori" o più "avanzati" del precedente in base a determinati criteri di valore.
Esso è stato, infatti, un processo che si è verificato sin dalla nascita dell’uomo, fino ad arrivare alla rivoluzione industriale, quando si innescò una specie di reazione a catena estremamente positiva che condusse all’attuale situazione.
Il progresso scientifico e lo sviluppo tecnologico hanno da sempre suscitato un certo interesse nell’essere umano che, nell’incessante tentativo di innovarsi, ha continuamente cercato nuove risposte alle complesse domande che gli si presentavano davanti. Ed è stato questo interesse che ha permesso al genere umano di fare passi da gigante in tutti i campi.
Inizialmente lo scopo principale era esclusivamente pratico così da facilitare la vita e rendere meno complessi i lavori manuali; si pensi all’invenzione della ruota, all’evoluzione dei materiali utilizzati per costruire oggetti di uso quotidiano e armi, all’invenzione dell’alfabeto, del calendario e della bussola; successivamente però il progresso ha spinto l’uomo ad incrementare le proprie conoscenze non solo per migliorare le proprie condizioni di vita e facilitarne le azioni più complesse, ma anche per la semplice sete di conoscenza, per quella voglia che ci spinge ancora oggi a progredire, a migliorarci e ad accrescere il nostro patrimonio culturale.
Il fenomeno è estremamente notevole: dalle imprese spaziali, che hanno permesso all’uomo di andare nello spazio per conoscere anche ciò che esiste al di fuori del nostro mondo e studiarlo, alle scoperte in campo medico che permettono di curare mali prima considerati fatali, alle innovazioni tecnologiche che hanno consentito l’avvento degli elettrodomestici, computer, cellulari e internet… ma tutto ciò è soltanto positivo o anche negativo?
Scelta del percorso
Ho scelto di trattare nelle sue diverse sfaccettature l’argomento del progresso poiché è un fenomeno con cui poco o tanto ci imbattiamo quotidianamente, nei suoi aspetti negativi e positivi.
Ho tracciato un percorso di approfondimento multidisciplinare che ha interessato quasi tutte le materie oggetto di studio durante l’anno. Il percorso multidisciplinare trattato può essere diviso in due parti principali, data la presenza di una forte digressione nel punto centrale della tesina che divide le materie umanitarie da quelle prettamente scientifiche.
Partendo dal contesto storico della seconda rivoluzione industriale, ho spostato l’attenzione sulla corrente filosofica del periodo in questione, il Positivismo, per poi trattare uno dei maggiori filosofi esponenti di questo pensiero, Karl Marx con la sua concezione della storia. Di seguito ho trattato uno dei più importanti scrittori del tempo, Charles Dickens, con il suo Oliver Twist romanzo “ ”. Ho continuato nel settore linguistico esponendo la concezione antitetica del progresso secondo uno dei più grandi autori italiani, I Malavoglia Giovanni Verga, con la sua opera “ ”, e secondo l’autore latino Giovenale con le sue “Satire”. Successivamente ho trattato questa tematica in campo scientifico, esponendo il concetto di progresso inteso anche come evoluzione della vita di una stella, evidenziandone i passaggi nel diagramma H-R. Proseguendo nel percorso ho focalizzato l’attenzione sui processi nucleari che avvengono nelle stelle per poi passare al concetto di elettricità e di corrente elettrica in fisica con le leggi di Ohm, trattando poi l’argomento sotto il punto di vista matematico con il concetto di derivata.
Per concludere ho studiato i progressi ottenuti nell’attività sportiva grazie alla cosiddetta “medicina dello sport”.
La seconda rivoluzione industriale
Gli ultimi anni del secolo XIX e nei primi del XX rappresentarono per l’Europa un periodo di grandi trasformazioni e progresso. Nel corso di questi anni infatti si affermò un rapido rinnovamento del sistema tecnologico che rese possibile lo sviluppo dell’industria, tanto che si poté parlare di “seconda rivoluzione industriale”. Il libero mercato si affermò ovunque, favorendo una forte circolazione di merci e la formazione di un solido sistema capitalistico.
Le innovazioni tecnologiche e scientifiche
Nel settore metallurgico furono fondamentali la realizzazione di meccanismi come il Convertitore Bessemer che permisero la realizzazione di macchine e utensili più robusti e resistenti del ferro che causava problemi per la sua tendenza ad usurarsi rapidamente. L’adozione dell’acciaio permise nuove soluzioni nel campo della meccanica.
Grandi novità investirono anche il campo elettrico, soprattutto in Italia, con la costruzione della centrale termoelettrica a carbone.
L’apparato elettrico ebbe un deciso incremento con la diffusione della rete elettrica ad uso civile per l’illuminazione, nelle case e nei luoghi di lavoro, e successivamente l’utilizzo dei primi elettrodomestici.
Fu soprattutto nel periodo della seconda rivoluzione che vennero fatte numerose e importanti scoperte in campo medico e scientifico. Queste portarono a trovare una difesa contro malattie come la tubercolosi, la peste, la lebbra, la rabbia, la malaria.
Migliorarono anche le condizioni igienico-sanitarie negli ospedali e nelle case delle famiglie.
I trasporti divennero molto più sviluppati e complessi. Il sistema ferroviario ebbe un accrescimento senza precedenti, e ciò rivoluzionò i commerci e la possibilità di movimento della popolazione. Per quanto riguarda il sistema navale, grazie allo sviluppo della metallurgia, si poterono costruire i primi scafi in ferro e poi in acciaio. Piano piano le navi a vela furono soppiantate da quelle a vapore grazie all’avvento della turbina a vapore.
Fu brevettato il primo motore a benzina efficiente, e pochi anni dopo apparve la prima vettura a benzina.
L’invenzione dell’automobile si rivelerà di straordinaria importanza, con effetti rivoluzionari sullo stile di vita del paesi industrializzati. Anche le comunicazioni si fecero più veloci e intense.
L’invenzione del telegrafo prima e del telefono poi, permisero le prime comunicazioni intercontinentali. Per la prima volta nella storia avvenne la comunicazione istantanea a distanza, un tipo di comunicazione che ebbe un ruolo decisivo.
Anche il settore agricolo, grazie alla maggiore domanda di generi alimentari dovuta all’aumento demografico e alle innovazioni tecniche, conobbe un periodo di espansione. Ma nonostante ciò l’industria aveva quasi sostituito completamente l’agricoltura, che fino ad allora era stata la principale risorsa economica di molte nazioni. Così milioni di persone si trovarono costrette a trasferirsi dalle campagne per vivere nei centri industriali per lavorare, dove le condizioni di vita erano assai discutibili; il lavoro era pericoloso gli orari gravosi e i salari molto scarsi. Peggio di tutti stavano le donne e i bambini, costretti a lavorare in condizioni pressoché di schiavitù. Tutto questo era dovuto ad un inadeguato sviluppo urbanistico rispetto all’immigrazione dei contadini nei centri industrializzati. Le città industriali vennero circondate in poco tempo da periferie, tetre e malsane, dove la pianificazione era impossibile, e quindi criminalità e malattie erano favorite.
L’aspetto politico-sociale
Queste grandi trasformazioni ebbero inevitabili conseguenze in campo politico. Sotto la spinta della nuova classe capitalistico-borghese si verificò infatti il declino del clima conservatore e l’apertura alla civiltà liberale. Come è stato già detto il numero del proletariato industriale aumentò, così che poté porsi come portavoce di nuovi valori, alternativi nei confronti dei borghesi, al punto da aspirare alla conquista del potere. In questo modo la società europea iniziò ad aprirsi alla dimensione della democrazia. Si svilupparono le associazioni operaie, che successivamente passeranno alle forme di leghe e sindacati, che avrebbero contribuito a sottrarre i lavoratori dall’arbitrio padronale. Cominciò infatti ad essere riconosciuto il diritto allo sciopero, la migliore arma per gli operai. Per la pressione sindacale e per paura di rivolte, gli Stati adottarono un’ampia legislazione tesa a regolare i rapporti e le condizioni di lavoro, a curare la situazione igienico-sanitaria, e a diffondere l’istruzione elementare.
Intanto si andava diffondendo il movimento socialista, ancora diviso tra diversi programmi e orientamenti ideologici. Per tentare di eliminare le divergenze e di giungere ad un’unità Karl Marx organizzò un convegno dei rappresentanti delle varie correnti. Da quel convegno nacque l’Associazione internazionale dei lavoratori, chiamata semplicemente Internazionale, che si proponeva di costituire un solido punto di riferimento organizzativo e ideologico. Ben presto però all’interno dell’Internazionale nacque un contrasto tra i marxisti e gli anarchici. L’obiettivo anarchico era quello della rivoluzione universale, da scatenare con l’azione terroristica. Gli anarchici contrastarono ogni tentativo di Marx di costruire un’organizzazione salda e fondata sulla disciplina unitaria. La polemica culminò con l’allontanamento degli anarchici e con la nascita di un’Internazionale anarchica, destinata a cessare ogni attività.
Vincitore, dunque, tra i diversi movimenti operai fu quello socialista, e all’interno di esso quello marxista. Nonostante ciò lo scopo per il quale l’Internazionale era sorta, cioè quello di unificare le idee di fondo e le strategie di lotta, era fallito. Ecco perché l’Internazionale, paralizzata dai contrasti tra i vari movimenti, venne definitivamente sciolta. Dopo lo scioglimento, all’interno del movimento operaio si affermò la dottrina socialista di ispirazione marxista.
La vasta opera di propaganda culminò nella nascita di una Seconda Internazionale, ispirata alla socialdemocrazia tedesca. Scopo di questo tipo di socialismo era la conquista del potere politico da parte del proletariato e il successivo avvento di una società nuova, senza classi.
Tuttavia i socialisti dovevano battersi anche per la realizzazione di tutte quelle riforme che avrebbero potuto migliorare la vita delle classi lavoratrici. La Seconda Internazionale non riuscì a promuovere un’azione unitaria e concreta, ma ebbe più che altro un ruolo di coordinamento. Nel corso degli ultimi anni dell’Ottocento, infatti, si sviluppò un’accesa discussione sulla natura e sugli scopi del movimento. All’interno del movimento socialista tedesco andavano diffondendosi tesi riformiste, alternative all’idea di Marx: in particolare molti ritenevano che non fosse più necessario combattere e distruggere lo Stato liberale, bensì di “superarlo” per mezzo di conquiste democratiche, come quella del suffragio universale. Lo scopo dei socialisti doveva quindi essere quello di battersi per ampie riforme e non di trasformare radicalmente la società.
Il Positivismo
Proprio in questo contesto storico si sviluppa e si diffonde il Positivismo, un movimento filosofico e culturale caratterizzato da una esaltazione della scienza, che nasce in Francia nella prima metà dell’Ottocento e si impone a livello europeo e mondiale. Il termine “positivo” assume il significato di reale, utile, concreto. Il Positivismo appare caratterizzato da una di convinzioni di fondo:
- La scienza è l’unica conoscenza possibile e il metodo della scienza è l’unico valido; quindi la metafisica non ha più valore;
- La filosofia tende a coincidere con i principi comuni alle varie scienze. La funzione della filosofia consiste quindi nel riunire e nel coordinare i risultati delle singole scienze;
- Il progresso della scienza rappresenta la base del progresso umano, capace di superare la “crisi” del mondo moderno o di accelerarne lo sviluppo in modo sempre più rapido.
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Collegamenti interdisciplinari
- Storia: Seconda Rivoluzione industriale;
- Filosofia: Positivismo, Karl Marx (concezione della storia);
- Inglese: Victorian Age, Charles Dickens (Oliver Twist);
- Italiano: Verismo, Giovanni Verga (I Malavoglia);
- Latino: Giovenale (le Satire);
- Geografia astronomica: stella (diagramma H-R);
- Fisica: la carica e la corrente elettrica;
- Matematica: la derivata della carica elettrica;
- Ed. fisica: la medicina dello sport.