Pictor classicus sum, tesina

Tesina per liceo scientifico con breve excursus sulla Pittura Metafisica di Giorgio de Chirico. Argomenti tesina: i primi del Novecento.

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Introduzione Pictor classicus sum, tesina


La tesina di maturità verte sulla pittura metafisica. E' un'atmosfera particolare quella che si respira in Europa nei primi anni del 20esimo secolo, le vie della “Grande Città” luccicano sorridendo con bonarietà a colui il quale si trovasse a passeggiarvi durante una gentile serata autunnale, avveniristiche architetture in ferro e vetro vi si disegnano attraversandola con inaspettata leggerezza creando soluzioni spaziali che solo qualche decennio prima sarebbero state impossibili anche solo da pensare. E' come se, infondo, la “Grande Città” si stesse preparando a ricevere visite importanti e volesse quindi far sfoggio della sua eleganza, mettere in mostra il suo profilo migliore, suscitare meraviglia in coloro i quali avranno l'onore di poterla ammirare. Ed è proprio sull'ammiratore che noi andremo a focalizzare la nostra attenzione: l'uomo europeo. Non c'è periodo nella storia dell'umanità nel quale egli possa vantare un domino su ciò che lo circonda paragonabile a quello vissuto nei primi del novecento, l'industrializzazione galoppa portando con se l'avanzamento della tecnica, le scoperte della medicina sembrano non conoscere limiti, l'aggettivo autoreferenziale non è neanche lontanamente sufficiente a descrivere l'assetto politico imposto dall'Europa al resto del mondo, un'Europa intransigente, spavalda, forte della migliore arma mai creata: la diplomazia.
L'uomo di questo periodo è un uomo dotato di una sicurezza nelle sue capacità che rasenta l'imbecillità, vestito nella piccolezza del suo gilet chiaro, spavaldo nel suo colletto inamidato tanto da renderlo tagliente e nel suo completo scuro a doppio petto, percorre a passi misurati la via che conduce verso la sua bella casa con un senso di superiorità che aumenta esponenzialmente ad ogni falcata. E' in questo periodo di assurda sicurezza nelle proprie possibilità che ha l'opportunità di emergere ed affermarsi il movimento che caratterizza lo spirito di quest'epoca. Il sole
meccanico e ticchettante del Futurismo dardeggia arrogante sul panorama culturale imponendosi dalle pagine del quotidiano “Le Figarò”: «Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.» scrive Marinetti nel suo manifesto diradando bruscamente gli eventuali dubbi che potrebbero sorgere nella mente del causale avventore circa la natura della corrente artistica mostrando uno dei suoi punti focali, l'estrema chiarezza di vedute. Ciò che vede la luce il 20 febbraio 1909 è un raro concentrato di sicurezza, spavalderia e determinazione, un'argentea creatura sferragliante che inizia la propria folle corsa verso il traguardo dell'assoluta emancipazione dell'uomo da qualsivoglia meditazione passatista inerente al sentimento o alla mera interiorità. Una
macchina i cui ingranaggi e meccanismi sono perfettamente coordinati, come diretti da un invisibile direttore d'orchestra che non ammette la benché minima variazione sulla partitura. Visto il clima che si respirava in quei tempi euforici viene da pensare a una completa adesione al futurismo e, per certi versi, non ci distaccheremo troppo dalla realtà attribuenattribuendogli l'aggettivo di paneuropeo tuttavia, come la storia ci insegna, l'uomo è (fortunatamente) un animale con gusti che, data la loro eccezionale eterogeneità, sono particolarmente difficile da conciliare; ed ecco che poco tempo dopo il diffondersi delle idee di quell'esaltato di Marinetti un giovane convalescente sta timidamente passeggiando per Santa Croce ancora ignaro del fatto che grazie proprio alla passeggiata in questione scriverà una delle pagine più belle dell'arte del ventesimo secolo. In un uggioso ed assolato pomeriggio di autunno nasce la Pittura Metafisica. La tesina permette dei collegamenti tra Storia e Storia dell'arte.

Collegamenti

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Storia dell'arte - Pittura Metafisica.
Storia - Primi del Novecento.
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